Crescita povertà Caritas

Aumento della povertà a Pistoia e Pescia: 2.694 persone assistite dai Centri Caritas nel 2025

Presentato a Pescia il Dossier 2025 'Il Filo Spezzato': cresce l'afflusso ai servizi, si cronicizzano i bisogni e si indeboliscono le relazioni sociali

Aumento della povertà a Pistoia e Pescia: 2.694 persone assistite dai Centri Caritas nel 2025

Nella prima metà del 2025, le Caritas diocesane di Pistoia e Pescia hanno assistito un totale di 2.694 persone, segnando un incremento del 5,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo dato è emerso dal Dossier 2025 sulle Povertà e le Risorse, presentato oggi a Pescia con la partecipazione del vescovo e delle autorità locali. Il rapporto, intitolato ‘Il Filo Spezzato’, evidenzia un’espansione della povertà, sempre più complessa, che non si limita alla mancanza di reddito, ma include anche l’isolamento e la fragilità delle relazioni.

Nuovi accessi e povertà di lungo periodo

Oltre alle situazioni di disagio già consolidate, si registra un aumento delle persone che si rivolgono per la prima volta ai servizi Caritas. Nel 2025, il 18,3% degli accessi rappresenta un primo contatto, percentuale che sale al 31,4% se si considerano gli ultimi 18 mesi. Contemporaneamente, oltre il 45% delle persone assistite è noto alla Caritas da più di cinque anni, mentre quasi il 29% da oltre dieci anni. Questi dati evidenziano la crescente difficoltà nei percorsi di uscita dalla povertà, con un’assistenza che tende a prolungarsi nel tempo.

Il ruolo dei Centri di Ascolto

I Centri di Ascolto rimangono il fulcro dell’azione caritativa sul territorio, accogliendo persone e famiglie italiane e straniere in proporzioni simili. L’intervento non si limita a rispondere a bisogni materiali, ma si basa sull’ascolto, sul dialogo e sulla relazione, strumenti fondamentali per accompagnare le situazioni di fragilità.

Le parole del vescovo Tardelli

Il vescovo di Pistoia e Pescia, monsignor Fausto Tardelli, ha messo in luce il valore umano e spirituale del lavoro svolto: “I Centri di Ascolto delle Caritas diocesane continuano, anno dopo anno, a rilevare e sostenere le situazioni di bisogno presenti nel nostro territorio. Si tratta di oltre 2.600 persone, italiane e straniere, con le quali cerchiamo di dialogare e accogliere, riconoscendole non solo come portatrici di bisogni, ma anche come persone capaci di dare”. Tardelli ha anche richiamato la responsabilità delle istituzioni, sottolineando che eliminare la povertà e le sue cause dovrebbe essere un obiettivo politico chiaro e condiviso.

I principali bisogni rilevati

Il Dossier evidenzia che i problemi economici sono il bisogno più comune, segnalato nel 64,4% dei casi. Seguono le difficoltà abitative, che interessano l’8,2% delle persone, la disoccupazione e la precarietà lavorativa al 7,8%, e i problemi di salute al 5,7%. Oltre la metà delle persone vive in affitto, spesso con canoni insostenibili. Aumenta anche la povertà lavorativa, colpendo chi è occupato ma guadagna redditi insufficienti. La disoccupazione è particolarmente grave tra le donne, con quasi il 70% delle stesse risultanti senza lavoro o inattive.

L’analisi della Caritas di Pistoia

Marcello Suppressa, direttore della Caritas diocesana di Pistoia, ha sottolineato che la povertà attuale non è solo materiale: “La povertà oggi è prima di tutto un filo spezzato. Essa isola, genera vergogna e nega la dignità della persona”. Suppressa ha ribadito che l’obiettivo della Caritas non è solo l’assistenza, ma la ricostruzione della comunità, lanciando un appello alla politica affinché i temi del Dossier diventino centrali nell’agenda pubblica locale.

La voce della Caritas di Pescia

La direttrice della Caritas di Pescia, Cristina Brizzi, ha affermato che il Dossier non è solo una raccolta di dati statistici, ma uno strumento di comprensione della realtà: “Dietro ogni numero c’è una storia, un volto e una richiesta di ascolto. I poveri non sono solo un tema di cui ci occupiamo, ma il luogo in cui Dio continua a farsi vicino”. Brizzi ha definito il rapporto come una chiamata per la Chiesa, le istituzioni e le comunità locali a non rassegnarsi all’esistenza della povertà.

Un appello alla responsabilità collettiva

Il Dossier ‘Il Filo Spezzato’ si propone come una fotografia delle povertà presenti nel territorio di Pistoia e Pescia, invitando alla responsabilità collettiva. Ricucire i legami spezzati significa restituire dignità, speranza e prospettive future alle persone, rafforzando al contempo la coesione delle comunità locali.