Sport

Mondiali di calcio in Qatar: una prima volta non senza perplessità

Mondiali di calcio in Qatar: una prima volta non senza perplessità
Sport Pistoia, 13 Novembre 2022 ore 11:41

di Enzo Bucchioni


In principio fu Tommaso Buscetta, l’ultimo si chiama Sepp Blatter. Ricordate il potentissimo capo del calcio mondiale finito nei guai per lo scandalo della Fifa? Ebbene sì, s’è pentito pure lui, il colonnello Blatter. “E’ stato un errore assegnare i mondiali al Qatar, e la colpa è tutta mia”, ha ammesso nei giorni scorsi a poche ore dal via del torneo che inizierà lunedì ventuno novembre. Modestamente noi comuni mortali il sospetto che fosse un’idea assurda l’avevamo avuto già una dozzina di anni fa, il due dicembre del 2010, pochi secondi dopo l’annuncio. Un’enorme cazzata, diciamolo senza scandalizzare nessuno.

Gli strani Mondiali 2022

I mondiali in Qatar dove non sanno neppure cosa sia il pallone, uno stato minuscolo, con temperature folli, per la prima volta in novembre e dicembre bloccando i campionati. Erano tante le controindicazioni, ma evidentemente a Blatter e compagnia è convenuto così. Una spudorata convenienza scoperta poi dalla Cia che per difendere i meriti e l’onore degli Stati Uniti, paese battuto nella corsa al mondiale, con una bella inchiesta ha fatto saltare i vertici della Fifa accusati di aver intascato denaro per arrivare a questa decisione.  Blatter è stato costretto a dimettersi dopo diciassette anni di regno, il suo segretario Platini Le Roi, prima arrestato, è stato poi prosciolto dopo un lungo procedimento penale. La Cia dice che sarebbero girati parecchi milioni di petrodollari per orientare il voto in favore del Qatar, degli emiri e degli sceicchi. Anche qui il sospetto l’avevamo avuto pure noi, ma se lo dice la Cia è come un timbro su un francobollo.

Blatter

Se ce lo dice la Cia...

Anzi, vado oltre. Se la Cia non si fosse messa in mezzo per ragioni geopolitiche a certificare i “si dice” che da sempre accompagnavano certe decisioni del calcio, oggi Blatter e Platini sarebbero ancora al loro posto. Grazie Cia, verrebbe da dire… Comunque i mondiali in Qatar adesso ce li dobbiamo ciucciare e siccome le disgrazie non arrivano mai sole, ce li dobbiamo ciucciare senza l’Italia. Un fastidio doppio. Per certi versi quasi un dolore. Dopo l’addio alla Russia, Azzurri assenti anche in Qatar. Due mondiali consecutivi senza l’Italia: non era mai successo. La prova provata dell’incapacità della classe dirigente che guida il calcio in Italia, sempre la stessa da troppi anni, senza idee e senza lungimiranza, incapace di riforme per rilanciare il movimento, ma anche politicamente debolissima. 

L’Italia s’è dispersa

Ci siamo fatti eliminare dalla Macedonia, una volta quando l’Italia almeno contava qualcosa politicamente, non sarebbe mai successo. Non ci ha dato una mano neppure l’arbitro che detta così è una cosa brutta, ma siccome siamo grandi, vaccinati e frequentiamo il calcio da una cinquantina d’anni, secondo voi chi dovrebbe contare di più nel calcio la Macedonia o l’Italia? E due mondiali di fila senza l’Italia fanno bene o male a tutto il mondo del calcio? La risposta è scontata, eppure siamo andati fuori. Quando, scherzando, dico che la situazione è Gravina, ma non seria, forse non sbaglio. Però se Gravina è ancora saldamente sulla sua poltrona di presidente della Federcalcio e Roberto Mancini Ct della Nazionale, evidentemente hanno doti e qualità nascoste. Molto nascoste.

Una doppia disgrazia...

Il mondiale in Qatar e senza l’Italia, come dicevo, è una disgrazia doppia. Come riusciremo a metabolizzare il tutto? Non sarà facile perché al di là degli stadi, del pallone, dello spettacolo, ci sono anche profonde diversità culturali fra il Qatar e noi occidentali. La domanda delle domande è una e una sola: le Federazioni Nazionali e i giocatori si dovevano rifiutare di andare a giocare in un mondo dalle libertà parziali? Dove, ad esempio, si può arrivare a condannare a morte gli omosessuali, si chiede di non baciarsi in pubblico, le donne devono vestire in maniera consona e non scoprire parti del corpo, neppure le spalle o usare pantaloncini. E tante altre diversità e divergenze fra mondi profondamente diversi. I dirigenti dello sport, purtroppo, le questioni etiche e sociali non se le sono mai poste. Hanno sempre accettato tutto e tutti in nome e per conto del “Dio Denaro”, del potente di turno o della convenienza. E pensare che ci hanno sempre detto che lo sport dovrebbe essere portatore di valori sani.Per accendere i riflettori sulle discriminazioni razziali ci furono i pugni neri al cielo dei velocisti americani sul podio alle Olimpiadi del Messico nel 1968, magari in Qatar qualche nazionale o qualche atleta prenderà posizione, non lo so, ma temo che il calcio non abbia sensibilità morale. Vedremo.

Ma che mondiale sarà?

L’organizzazione è un’incognita tutta da scoprire. Il Qatar non è mai stato sede di manifestazioni internazionali di questo livello, che in teoria dovrebbero muovere milioni di spettatori. Gli stadi? Uno scandalo c’è già. La costruzione di sei stadi ex novo, la ristrutturazione di un altro e il restauro dell’ottavo, sarebbero state teatro di una vera e propria strage e anche questo diventa inaccettabile. Stime semi ufficiali parlano di più di duemila morti fra gli operai costretti a lavorare senza tutele, altri raccontano che in dieci anni di lavori i morti sarebbero addirittura più di seimila. Un sacrificio immane. Come saranno questi stadi lo scopriremo, ma visto che i soldi non mancano, potrebbero anche stupirci per bellezza e funzionalità. Intanto all’interno di tutte le otto sedi delle gare ci saranno sofisticatissimi impianti di condizionamento: la temperatura non supererà mai i ventisette gradi. In pratica si gioca su una sede soltanto, a Doha la capitale. Tutti gli otto stadi sono nel cuore della città, nella periferia o nell’hinterland. Il più lontano dista soltanto una settantina di chilometri.

Che calcio vedremo?

Il mondiale in novembre e dicembre è un unicum, la prima volta di una storia che si è sempre svolta fra giugno e luglio. Siamo all’edizione ventidue e non abbiamo precedenti per fare raffronti. Di sicuro sono stati stravolti i campionati nazionali costretti a uno stop di due mesi che crea una sorta di prima e dopo il Mondiale, forse destinato a sovvertire valori e pronostici. Nella prima fase che si chiuderà domenica 13 novembre, in Italia ma non solo, molti giocatori che in teoria dovrebbero essere protagonisti dei mondiali, hanno giocato poco o con il freno a mano tirato, un po’ tutti con la paura di non consumare troppe energie e di non farsi male. E già questa è un’anomalia. A gennaio, nella seconda fase della stagione, le società dovranno invece fare i conti con l’usura fisica e mentale dei giocatori che il mondiale l’hanno giocato. Nessuno può sapere in che condizioni torneranno. Problemi non da poco che potrebbero favorire outsider, squadre con pochi convocati per i mondiali. Detto delle incognite e delle perplessità, tecnicamente e agonisticamente però questo campionato del mondo potrebbe essere avvincente. I campionati a giugno e luglio sono sempre stati condizionati dalla stanchezza, dalla scarsa forma o dagli infortuni di giocatori che arrivavano da una stagione densa e logorante. In questo caso, invece, i mondiali si giocheranno fra novembre e dicembre quando in genere la forma fisica dei giocatori raggiunge un alto livello, sono al massimo e non hanno ancora il fardello del campionato. Mi aspetto quindi giocatori più brillanti, squadre in grado di giocare un calcio intenso, capace di favorire lo spettacolo calcistico vero e proprio. Almeno quello, commenterà qualcuno. Già.

Chi lo vincerà?

messiNon mi tiro indietro dai pronostici, come da tradizione. Di sicuro vincerà qualche altra nazionale, ogni campionato offre delle sorprese, ma se oggi penso a chi alzerà la coppa ci sono due squadre che vedo sopra le altre, la Francia e l’Argentina. Attenti all’Albiceleste, è l’ultimo mondiale di Messi, faranno di tutto per farglielo vincere e la squadra è forte. Grinta e talento non mancano, se la motivazione è così alta potrebbero anche fare la differenza. E molti argentini si sono pure risparmiati anche se loro negano aspramente. Vogliamo parlare di Di Maria? Ma anche la Fiorentina ha il suo argentino alle prese con il mondiale e si chiama Nico Gonzalez. In Qatar ci andrà, Scaloni l’ha già detto, però non sappiamo in che condizione visto che è sempre infortunato e con la maglia viola in pratica quest’anno non ha mai giocato. Un caso? Una sfortuna? Pensatela come volete, la cronaca racconta di un giocatore alle prese con guai fisici infiniti. Vedremo se il Qatar diventerà la sua Lourdes.

Non solo Nico per la Fiorentina. 

In attesa delle convocazioni ufficiali, dovrebbero andare in Qatar anche i serbi Milenkovic e Jovic, forse Terzic, il marocchino Amrabat e il polacco Zurkowski che in viola trova poco spazio. Cinque, forse sei giocatori, ma non Quarta che dopo aver vinto la coppa America nel 2021 ed essere stato un punto fermo, ha perso il posto a vantaggio di un altre ex viola, German Pezzella. Comunque pure Quarta tiferà Messi e l’Argentina, ne siamo sicuri. E con le partite trasmesse in chiaro dalla Rai, due ore sole di fuso orario, anche senza l’Italia gli appassionati ogni sera potranno farsi una bella scorpacciata di partite da lunedì 21 novembre fino alla finalissima del diciotto dicembre. La coppa del mondo portata da Babbo Natale. Diciamolo: non è più il calcio di una volta.

Seguici sui nostri canali