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Gianmarco Di Biase, Cruijff nel destino

Gianmarco Di Biase, Cruijff nel destino
Sport Pistoia, 05 Dicembre 2022 ore 20:28

di Andrea Spadoni e Simone Ciminelli 


Rosati lo ha voluto in prima squadra 

Il classe 2005 appena 17enne, compiuti lo scorso venerdì, é già il beniamino dei tifosi arancioni. Gianmarco Di Biase nasce calcisticamente nell'Empoli, paese dove il ragazzo abita con la propria famiglia a pochi passi dallo stadio Castellani. Il suo talento viene scoperto circa 4 anni fa dai due responsabili di allora del settore giovanile Andragoli e Baragli che, battendo la diversa concorrenza, lo portano a Pistoia. Il ragazzo si fa convincere dalla proposta perché, secondo lui, la Pistoiese era stata più decisa a volerlo. In arancione il ragazzo arriva fino agli Allievi Nazionali, con dei buoni risultati. Dopo la retrocessione nei dilettanti, il Ds attuale della prima squadra Gianni Rosati, vuole che in tutti i modi il ragazzo venga portato in preparazione estiva con la prima squadra. Gianmarco si mette subito in mostra nelle prime amichevoli stagionali, facendo vedere qualche sprazzo del suo talento. Nel prima parte del campionato con mister Cascione non trova molto spazio, e quando gioca fa fatica a farsi notare. Trova subito più continuità all'arrivo di mister Consonni, che viste le tante assenze nel reparto offensivo, punta subito sul giovane empolese. La scelta del mister viene subito ripagata in maniera impeccabile: 3 gol nelle prime quattro partire da titolare. Con il Lentigione addirittura è sua la rete dei 3 punti, mentre nella partita scorsa contro il Corticella non ha segnato, ma i gol di Barzotti e Citro sono frutto delle sue giocate. È stato emozionante vedere il pubblico in piedi ad applaudire questo baby fenomeno al momento della sostituzione. Addirittura, e non succedeva da anni al Marcello Melani,  la sua uscita dal campo è stata accompagnata dal coro “Gianmarco Di Biase eeee oooo”. Si sono già  mosse società importanti per accaparrarselo subito in questa finestra di mercato. Però, come ha detto il Ds Rosati, anche in caso di cessione, il ragazzo dovrebbe rimanere in prestito in arancione, almeno fino a fine stagione. E allora, caro Gianmarco, continua così, continua a sognare e far sognare i tifosi arancioni. Magari nei professionisti ci arrivi proprio con la nostra maglia.

Mamma Erica: "È un bravo ragazzo, il calcio la sua passione condivisa con il fratello"

Di Biase MammaUna passione, quella per il calcio, condivisa con il fratello maggiore Leonardo. Quando erano ancora bambini, appena il sole faceva capolino, le loro giornate erano tutte al campetto vicino casa. Un pallone, un paio di pantaloncini e via, a far scuotere quella rete fino al tramonto, magari immaginandosi di essere campioni, imitando movenze ed esultanze dei propri idoli. Poi però, quei sogni che appaiono così lontani, sembrano trasformarsi nella realtà, nel quotidiano della vita di un adolescente, forse inconsapevole delle emozioni che sa trasmettere in un campo di calcio, con quel suo modo di giocare da artista anarchico, simile alla cultura dei sudamericani. 

Una bella storia quella di Gianmarco Di Biase, gioiellino diciassettenne da pochi giorni (ha festeggiato il compleanno il 26 novembre), che con la maglia della Pistoiese, sta riempiendo gli occhi di meraviglia gli addetti ai lavori del mondo del calcio di tutta Italia. Scende in campo con il numero 14, come Johan Cruijff, uno dei suoi idoli. E il colore arancione della divisa della Pistoiese, chiamata anche la piccola Olanda, lascia spazio a un immaginario assolutamente romantico. Il ragazzo ha la stoffa dei migliori, è lampante, ma sappiamo che nel mondo del calcio, i traguardi si raggiungono un passo alla volta, senza mai perdere di vista la passione come elemento principale.  

Lo sanno bene babbo Domenico e mamma Erica che la domenica non si perdono una partita, ma con l’approccio di chi vuole vedere semplicemente felice il figlio.

«Anche il fratello maggiore di Gianmarco, Leonardo, gioca a calcio. In questo momento, grazie a una borsa di studio sportiva, è negli Usa ac studiare Business e Sport all’università. Siamo contenti di entrambi, sono ragazzi che si impegnano in quello che fanno, con passione e serietà».

Le parole sono di mamma Erica, libera professionista in un’azienda di monda, settore dove lavora anche il marito. 

«Io di calcio non ci capisco molto nonostante a casa se ne parli ogni giorno, ma sono felice per quello che sta vivendo Gianmarco a Pistoia, società e città che ormai sente come la sua seconda casa».

Cosa significa per un genitore, in questo caso un mamma, rendersi conto che suo figlio, a soli 17 anni è l’idolo di tanta gente a Pistoia? 

«Viviamo con gioia questo momento, lasciando libero Gianmarco di vivere la sua passione fino in fondo, senza opprimerlo e senza aspettative. Siamo una famiglia semplice, lavoriamo e andiamo avanti. Non ci interessano la carriera e le possibilità economiche che ci sono nel calcio. Supportiamo i nostri figli nelle loro attività affinché siano felici, quello che accadrà non è importante». 

Che consigli avete dato a Gianmarco a casa per gestire questo periodo di notorietà?

«Di continuare a impegnarsi come ha sempre fatto perché poi arriveranno anche i giorni in cui le cose non andranno così bene. Fa parte del percorso della vita di ognuno di noi». 

Johan Crujiff è il suo idolo? 

«Sinceamente non lo sapevo e io, mi scuso con gli appassionati di calcio non sapevo nemmeno chi fosse. Quando Gianmarco doveva scegliere il numero credevo preferisse il sette di Cristiano Ronaldo o il nove dei centravanti. Invece tornò a casa e ci disse che aveva scelto il 14 come Cruijf». 

Davvero suggestivo veder sbocciare il suo talento con quel numero sulle spalle e la maglia arancione. Torniamo a noi, alle curiosità su Gianmarco. Vivete a Empoli e da quattro anni suo figlio viene fino a Pistoia. 

«E’ molto in gamba. Si sacrifica per il calcio e sa organizzarsi la giornata. La mattina prende il treno alle otto e viene a Pistoia. Si allena, rientra alle 15.30 e va a scuola tutto il pomeriggio. Ci tiene ai suoi impegni». 

Che ragazzo è Gianmarco fuori dall’ambiene del calcio?

«Un ragazzo che può apparire introverso, ma quando si scioglie è simpatico, sa farsi notare. A casa lo chiamiamo l’artista perché è un po’ fuori dalle righe, simpatico. Con noi in famiglia è affettuoso ed educato, lo stesso con i nonni e gli altri parenti. Siamo orgogliosi dei nostri figli. Per noi l’importante è che proseguano il loro percorso con la stessa passione di oggi». 

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