AL SAN JACOPO

Visite in Ospedale, la richiesta di vedere un parente entra nella cartella clinica

L’esperienza di Natale all’ospedale di Pistoia diventa procedura sanitaria per i reparti Covid e No Covid nei tre presidi della provincia: San Jacopo, L. Pacini e S.S. Cosma e Damiano.

Visite in Ospedale, la richiesta di vedere un parente entra nella cartella clinica
Sanità Pistoia, 30 Gennaio 2021 ore 13:26

Nei giorni delle festività natalizie si erano aperte le porte del presidio ospedaliero di Pistoia alle visite dei familiari con l’iniziativa “Incontriamoci”, progetto nato dalla sensibilità del Vice-sindaco di Pistoia e della Direzione medica ed infermieristica del San Jacopo e, ora, quella positiva esperienza è diventata una procedura sanitaria istituzionalizzata dal momento che anche la Regione ha successivamente emanate le linee di indirizzo per la gestione degli accessi in Ospedale in questo particolare periodo. Da adesso in poi la gestione delle visite nei reparti Covid e No-Covid è affidata ad un documento nel quale sono elencate le modalità di accesso e quelle operative. Saranno i sanitari a metterle in atto nei tre presidi della provincia pistoiese: San Jacopo di Pistoia, L. Pacini di San Marcello e Piteglio e S.S. Cosma e Damiano di Pescia.

Dichiara il Gruppo medico e infermieristico che ha redatto il progetto: “la nuova procedura oltre a recepire la delibera regionale è la naturale continuazione dell’esperienza maturata nelle festività natalizie con esiti molto postivi in termini di salute per i pazienti".

Il Gruppo, composto da medici, coordinatori infermieristici, e psicologi della SOC Psicologia Clinica, è lo stesso che aveva organizzato l'iniziativa "Incontriamoci"

"Negli Ospedali -prosegue la dottoressa Lucilla Di Renzo, direttore sanitario dei tre presidi- l’esperienza della “stanza degli abbracci” si è concretizzata con incontri organizzati tra degenti e familiari in condizioni controllate e sicure. Lo abbiamo fatto nel periodo natalizio come dono per i nostri pazienti e familiari. Con soddisfazione abbiamo quindi accolto la delibera regionale che ci consentirà di dare seguito ad una esperienza estremamente positiva, sia per i pazienti che per gli operatori".

Nella nuova procedura l'indicazione a permettere una visita in presenza fisica del familiare o del caregiver (persona che si prende cura del malato) è demandata al medico che ha in cura il paziente e che può meglio valutarne il beneficio a favore del degente, bilanciandolo con il potenziale rischio di contagio e di malattia del visitatore. Tale valutazione, assieme alla richiesta del paziente (se espressa direttamente), deve essere riportata nella cartella clinica con il parere del direttore che dirige il setting e del coordinatore infermieristico. E’ questa l’unica novità introdotta in quanto essendo il nuovo Progetto la prosecuzione dell’iniziativa “Incontriamoci” saranno sempre gli infermieri ad avere i rapporti diretti con i familiari, ad organizzare le visite fornendo tutte le informazioni necessarie (orari, permanenza, indicazioni sui percorsi intraospedalieri). I visitatori una volta entrati in Ospedale sono accolti dal personale in idoneo spazio, istruiti alla vestizione con gli specifici DPI (dispositivi di protezione individuale) e poi, una volta firmata l'apposita informativa di consenso, accompagnati in reparto.

Le visite, ognuna di massimo quindici minuti, si svolgono giornalmente e sono autorizzate per una sola persona, familiare o caregiver che adeguatamente informata (una volta autorizzata (anche tramite la firma dello specifico consenso) dovrà essere sempre la stessa a recarsi dal paziente.

La procedura messa in atto è semplice e finalizzata a tutelare sia i visitatori che i pazienti e gli operatori dei tre presidi ospedalieri dove si recheranno.

“Tutti sappiamo come un ruolo fondamentale nel percorso di cura è rappresentato dal mantenimento dei rapporti con la rete familiare. Purtroppo - ha ancora precisato la dottoressa Di Renzo- tutto questo è stato annullato dalla necessità di dover mantenere l’isolamento stretto dei pazienti al quale, nostro malgrado, anche noi operatori siamo stati costretti ad adeguarci nei mesi scorsi vivendo ogni giorno la drammatica solitudine dei pazienti che ha rappresentato una grande angoscia anche per il personale. Sono quindi particolarmente grata al vicesindaco, la dottoressa Anna Maria Celesti, e presidente della SDS, per aver promosso il progetto "Incontriamoci" e alla direzione infermieristica, ai dottori Paolo Cellini e Monica Chiti, per aver condiviso da subito, con entusiasmo e grande sensibilità il progetto e agli infermieri che lo stanno realizzando. Un grande ringraziamento va anche alle psicologhe che continuano a dare un prezioso supporto anche in questa fase relativa agli incontri organizzati".