Sanità
amara verità

Sanità pistoiese, l'affondo di FP Cisl: "Decine di dipendenti assenti dal lavoro e si chiedono altri sacrifici"

Il segretario provinciale Roberto Rossi (FP Cisl) analizza la fine di 2021 per la sanità pistoiese alle prese con gravi problemi di organico ed occupazionali.

Sanità pistoiese, l'affondo di FP Cisl: "Decine di dipendenti assenti dal lavoro e si chiedono altri sacrifici"
Sanità Pistoia, 31 Dicembre 2021 ore 15:55

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa diffuso dal segretario provinciale di FP Cisl Pistoia, Roberto Rossi, in merito alla situazione attuale a cavallo fra 2021 e 2022 per il mondo della sanità pistoiese alle prese con la pandemia e con numerosi altri problemi.

Sanità pistoiese, le criticità secondo la FP Cisl di Pistoia

Tra poche ore scoccherà l’anno nuovo, ma purtroppo la sanità Pistoiese si porterà nel 2022 tutte le  criticità del 2021, acuite dall’aumento esponenziale dei contagi Covid che sta interessando tutto il  territorio nazionale. Per tenere testa alla nuova ondata pandemica la sanità del nostro territorio è  costretta ancora una volta a chiedere “immani sacrifici” al proprio personale sanitario, obbligato nuovamente a sopperire alla ormai cronica carenza di personale.

Personale sempre più stanco, ma dotato di un grande spirito di abnegazione e coraggio che non è stato  "aiutato” a dovere da chi doveva a tempo debito, mettendo in sicurezza il sistema con nuove assunzioni e  sostituire il personale “sospeso”. Cose che non sono state fatte, nonostante i nostri ripetuti richiami e  allarmi lanciati già nella scorsa primavera più volte. Allora quasi passammo da allarmisti, salvo adesso  rendersi conto che il personale non è abbastanza, ci domandiamo ma dov’erano quelli che dovevano, in  un momento di “quiete estiva” programmare, stabilizzare il nostro sistema sanitario regionale?

Si è pensato principalmente a fare articoli di stampa su nuove aperture di servizi e poi di come il bilancio  regionale fosse in dissesto, magari facendo sottindendere che la colpa fosse proprio per le troppe spese in  sanità! Adesso i nodi vengono al pettine e non si riescono ad avere risposte convincenti ne risolutive. La  volontà di “congelare” la spesa allo storico del 2019 ci pare assurda e fuori contesto, abbiamo contratti a  termine in scadenza da rinnovare, operatori sospesi non sostituti, pensionamenti non ricoperti (mancato  turn over), diversi operatori sanitari infettati e in quarantena e contemporaneamente nuovi servizi aperti  e reparti Covid che riaprono e si riempiono nuovamente, tamponi da processare e tracciamenti da fare.

Tutte azioni, procedure , che in una gestione “normale” della sanità non ci sarebbero, che costano ore di  lavoro e di sacrificio ad un personale ormai esausto e ridotto all’osso. Difficile dare numeri esatti, ma  sicuramente, tra sospesi e affetti covid, a livello provinciale avremo diverse decine di dipendenti assenti  dal lavoro. Alcuni mesi fa avevamo parlato di una “potenziale tempesta perfetta” per la nostra sanità,  purtroppo non c’eravamo sbagliati.