Toccante iniziativa

Osanna Agostini e le sue lettere di speranza per degenti e sanitari del San Jacopo

La passione per la scrittura e la bella calligrafia di Osanna Agostini regala un raggio di felicità per degenti e sanitari del San Jacopo: arrivate le lettere per infondere speranza con l'incipit "Non siete soli".

Osanna Agostini e le sue lettere di speranza per degenti e sanitari del San Jacopo
Sanità Pistoia, 03 Febbraio 2021 ore 15:50

La passione per la scrittura di Osanna Agostini porta alla consegna di lettere speciali in questi giorni all'ospedale San Jacopo di Pistoia: "Non siete soli" il messaggio di speranza indirizzato a degenti e sanitari.

Le lettere di speranza all'ospedale San Jacopo di Osanna Agostini

“Non siete soli” è questo il messaggio principale che la signora Osanna Agostini ha voluto comunicare ai degenti e ai sanitari dell’ospedale San Jacopo consegnando per loro un pacco di lettere da lei stessa scritte. Redatte in bella calligrafia su carta fiorentina le lettere, sono state recapitate in questi giorni all’ospedale alla dottoressa Giuditta Niccolai della direzione sanitaria del presidio e ai dottori Monica Chiti e Paolo Cellini i quali hanno fatto sapere alla signora Osanna che saranno recapitate ai pazienti attraverso i coordinatori infermieristici.

La Signora Osanna, pistoiese, da sempre scrive alle persone colpite dalle disgrazie: lo ha fatto, ad esempio, per i familiari dei morti nell’attentato di Nassirya e per i congiunti delle vittime della valanga di Rigopiano.

Le lettere, sono una diversa dall’altra e tutte vogliono infondere coraggio, speranza e vicinanza.

“Le persone – dice Osanna- devono sapere che anche se sono in ospedale non sono sole e che la comunità tutta pensa a loro. Gli angeli esistono in cielo e nessuno li ha mai visti e non li puoi incontrare....ma non è così.....puoi ogni giorno vederli se in ospedale ti trovi ad andare….", scrive la signora Osanna nella lettera rivolta agli operatori che sarà diffusa in tutti i reparti.

L’iniziativa della signora Agostini è stata particolarmente apprezzata dalle direzioni sanitaria e infermieristica e si colloca tra quelle finalizzate a far superare nel modo migliore il momento del ricovero ospedaliero e soprattutto la sensazione di solitudine.