La polemica

Medico a Bottegone, l’intervento del sindaco Tomasi: “Amministrazione fa da portavoce dei disservizi”

Dopo Lega e Società della Salute, anche il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi interviene sulla situazione dell'assenza di un medico di famiglia a Bottegone: "Non abbiamo competenze in materia, ma il rischio è che questo si ripeta nei territori collinari e montani".

Medico a Bottegone, l’intervento del sindaco Tomasi: “Amministrazione fa da portavoce dei disservizi”
Sanità Pistoia, 08 Febbraio 2021 ore 17:38

Forte dibattito a Bottegone innescato dopo la necessità di trovare un nuovo medico di famiglia dopo il pensionamento della dottoressa Poggesi: l’intervento del sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi.

Anche il sindaco Tomasi sul medico di famiglia a Bottegone

«In queste settimane – interviene il sindaco – ho più volte sollecitato l’Asl sulla questione del medico di famiglia che manca a Bottegone. La battaglia dei residenti, non può che trovare pieno appoggio in me e nella mia Amministrazione che, pur non avendo competenza diretta di intervento, si sta facendo portavoce, da tempo, di questi enormi disservizi. Lo abbiamo fatto per la collina lo scorso anno, e adesso lo stiamo facendo per Bottegone. Come ho già avuto modo di dire all’Asl e all’ordine professionale, è fondamentale che ci sia il mantenimento del medico di famiglia negli ambulatori locali. Per questo abbiamo fin da subito sollecitato il riconoscimento del vincolo di esercizio su Bottegone.

All’Azienda sanitaria ho anche posto una questione più ampia, che riguarda i tanti pensionamenti di medici da qui ai prossimi anni. La vicenda è sicuramente complessa e riguarda norme nazionali e accordi tra sistema sanitario e medici di medicina generale, ma se la questione non viene affrontata per tempo, rischiamo di trovarci con una moltiplicazione dei disservizi attuali e con una serie di ritardi nella ricerca delle soluzioni, come sta avvenendo nell’ultimo caso portato alla luce. Ai residenti di Bottegone dico che continueremo a farci carico del problema come abbiamo fatto finora.

Infine – sottolinea il sindaco – credo si debbano già individuare percorsi per altre zone, come quelle collinari e montane, considerate zone disagiate, affinché non si lascino interi paesi senza assistenza territoriale per settimane o mesi. È chiaro che esiste una normativa nazionale di riferimento e una libertà di scelta su cui si basa tutto il sistema, ma occorre anche tenere in considerazione la particolarità del nostro territorio, che è costituito da realtà collinari e montane e da zone periferiche che non possono essere private di servizi tanto importanti».

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