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Cure intermedie

Le chiamate a casa di due infermieri delle cure intermedie del Ceppo di Pistoia per aggiornare i parenti dei degenti

Al Ceppo si cerca di allietare nel miglior modo possibile la presenza dei pazienti che sono in fase di miglioramento da infezione da Covid-19 e così si è fatta largo una bella idea di due giovani infermieri.

Le chiamate a casa di due infermieri delle cure intermedie del Ceppo di Pistoia per aggiornare i parenti dei degenti
Sanità Pistoia, 08 Marzo 2021 ore 18:12

Lontani dai propri cari anche per settimane e operatori sanitari con il volto nascosto dalle protezioni individuali. Legami interrotti bruscamente a causa delle norme sanitarie imposte dalla pandemia. Barriere emotive ma anche fisiche che gli infermieri anche nelle strutture territoriali sempre di più cercano di superare generando nuove iniziative e progetti nei reparti, in particolare dove sono ricoverati i pazienti affetti da Covid19 come nelle Cure Intermedie del “Ceppo” di Pistoia.

Vicini ai pazienti delle cure intermedie del “Ceppo” di Pistoia

Con il coordinamento infermieristico di Lucia Cirillo si è sviluppato un progetto promosso da due giovani infermieri Alice Priami e Fabio Busacca, rispettivamente di 23 e 28 anni, che hanno previsto l’utilità di contattare giornalmente i familiari per informali e aggiornarli oltre che sulle notizie cliniche (il medico), sull’andamento e lo svolgimento dei ricovero: dall’umore, all’alimentazione, dai piccoli progressi al sonno notturno.

“Basta una telefonata -raccontano Alice e Fabio – per abbattere quelle barriere e per sollevare e tranquillizzare chi è a casa”.

Viceversa per mettere invece in contatto i pazienti con i familiari ormai la tecnologia è entrata nelle corsie con i tablet messi a disposizione dall’Azienda e dalle numerose donazioni grazie ai quali si possono fare le videochiamate. Grazie ai tablet, ma anche agi smartphone, si può realizzare così quella continuità relazionale con i propri cari che, ormai, si è dimostrata fondamentale nel percorso di cura”.

“Attraverso queste iniziative – spiegano Alice e Fabio – vogliamo sottolineare quanto sia importante, la nostra figura professionale, nel prendersi cura anche dell’aspetto emotivo e psicologico e quanto esso incida sull’aspetto clinico con lo scopo di migliorare la compliance terapeutica dei pazienti. Come recita il nuovo Codice Deontologico delle Professioni Infermieristiche, l’infermiere è il professionista sanitario che si occupa della promozione della salute e in un momento di difficoltà globale deve adattarsi ai nuovi mezzi di comunicazione e promuovere il concetto che “il tempo di relazione è tempo di cura”.

Ha commentato il coordinatore sanitario dell’area pistoiese la dottoressa Silvia Mantero.

 “Ho molto apprezzato l’iniziativa dei due giovani Infermieri per mettere in contatto i pazienti e chi è a casa e in particolare l’aggiornamento quotidiano che viene fatto alle famiglie sulle condizioni del ricoverato. Ridurre il disagio del distacco e infondere fiducia è senz’altro fondamentale ed è parte integrante del percorso assistenziale, a volte anche molto lungo per chi è affetto da Covid19. Mi complimento con il personale del reparto di Cure Intermedie del ‘Ceppo: una struttura a carattere territoriale dove si stanno rafforzando esperienze professionali ed umane”.

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