Sanità
il grosso problema

Carenze negli organici sanitari, il duro affondo della Cisl pistoiese

Duro monito da parte di Cisl sanità per la situazione di grande difficoltà di personale nelle strutture di Pistoia, Pescia e San Marcello: la situazione nel dettaglio.

Carenze negli organici sanitari, il duro affondo della Cisl pistoiese
Sanità Pistoia, 23 Agosto 2022 ore 18:34

Riceviamo e pubblichiamo questo durissimo comunicato rilasciato dalla Cisl di Pistoia sulla situazione di grande emergenza attualmente in essere nella sanità pistoiese, e non solo, a causa di carenza di personale.

Carenza di personale, l'affondo della Cisl Sanità di Pistoia

In Asl Toscana Centro continua a persistere in maniera sempre più pesante e opprimente il problema della carenza degli organici di tutte le figure sanitarie, ma anche amministrative. Nonostante dalla Cisl FP sia stato sollevato più volte il problema sia a livello Aziendale sia Regionale, ad oggi non si riesce ad intravedere una soluzione concreta alle mancate assunzioni, solo promesse che però dopo i tanti mesi di
attesa non bastano più. I Pronto Soccorsi “presi d’assalto” per la scarsa risposta da parte di un territorio sul quale non si è investito come si doveva, o per la mancanza di posti letto in cui ricoverare i pazienti (letti spesso chiusi per mancanza di personale) ne sono la drammatica fotografia. Nessuno deve pensare che l’eventuale debito della sanità regionale possa ricadere sulle spalle dei lavoratori della sanità o dei cittadini.

Sempre più spesso l’ordinario viene gestito con prestazioni aggiuntive portando il personale a turni di 12 ore o a rientri. In molti casi l’attività sanitaria riesce ad andare avanti solo grazie al lavoro straordinario. Inoltre tra gli operatori della nostra azienda il Covid è sempre ben presente, purtroppo. Nella prima quindicina d’Agosto si contavano una cinquantina di casi accertati, con relative sospensioni dal lavoro a cui vanno aggiunte le assenze dei lavoratori non vaccinati. Tutte assenze mai sostituite! Ci chiediamo, qua l'è la logica di non assumere in assenza di personale e invece sopperire con strumenti che pesano sempre di più sulle spalle dei lavoratori (straordinari e pronte disponibilità)? Forse perché “questi strumenti” non sono pagati da “bilancio aziendale” ma bensì dai fondi contrattuali di tutti i lavoratori ? Qual è la logica per cui le poche assunzioni fatte sono a tempo determinato e non a tempo indeterminato vista la presenza di graduatorie da concorso aperte per tutte le figure professionali?

Per quanto riguarda la nostra provincia particolarmente critica risulta essere la situazione dei nostri nosocomi provinciali dove, non solo non sono stati sostituiti i vari pensionamenti, gravidanze e sospensioni, ma molti dipendenti, con contratti a tempo determinato attendono con ansia una stabilizzazione che tarda ad arrivare, con il rischio, ben presente, di doversi spostarsi in caso di chiamata da parte di altra azienda sanitaria e di creare quindi nuovi problemi ai servizi.

Al San Jacopo: In Radiologia mancano ben 12 TSRM, cosa che causa forti difficoltà a garantire i servizi  che ha già portato alla sospensione fino a tutto settembre del servizio di screening mammografico di via  della Quiete (con grave disagio per le donne pistoiesi che, nel caso venissero chiamate (?), dovrebbero  spostarsi su Prato o addirittura a Firenze con dilatazione dei tempi di attesa) e delle prenotazioni di esami rx, Tc e Risonanza magnetica. Inoltre per garantire servizi essenziali quali il Pronto soccorso, l’assistenza  in sala operatoria, al PIOT di San Marcello, ed ai vari esami urgenti di reparto, il personale della  radiologia è chiamato quasi quotidianamente a fare doppi turni a rotazione. Anche la parte  infermieristica e OSS (ma sono tutte le figure sanitarie ad essere alla fine coinvolte in questa crisi) soffre  in modo paritario la scarsità di personale. Prova ne siano la necessità di chiudere setting di ricovero e il diffuso ricorso ai rientri e ai turni delle 12 ore con tutte le difficoltà che questo provoca nel dovere gestire i turni all’interno dei reparti. Sul territorio dove non è stato possibile investire quanto serviva le difficoltà che si ripercuotano alla lunga sul PS per accessi che sarebbero stati evitabili in presenza di un territorio pronto all’intensità di cure.

A Pescia: in radiologia, l’organico è ridotto all’osso (mancano almeno 5 TRSM) con tanti lavoratori a  tempo determinato in attesa di essere stabilizzati. Anche qui la carenza di personale Oss e Infermieristico  si fa sentire nell’ordine di qualche decina di unità. Ricordiamo che sempre a Pescia a giugno è stato  chiuso il percorso nascita, sia per il basso numero di nascite, ma anche per l’esiguità di operatori sanitari  presenti che non ha permesso di rimanere aperti in attesa della “deroga ministeriale”.

Al PIOT di San Marcello: l’esiguo numero di personale presente con la “difficoltà” a raggiungerlo in caso di sostituzione del personale per assenze improvvise e non è sempre stato tema di problemi e  difficoltà. Problema che con un numero di presenze maggiori sarebbe facilmente risolvibile.

Tutte queste carenze di personale hanno portato, nella provincia di Pistoia, alla chiusura svariate decine di posti letto, con tutti i disagi che ciò comporta (vedi liste d’attesa e problemi ai PS). Non vogliamo  essere allarmisti ma questa situazione molto a lungo non potrà più essere sostenuta. I problemi sopra  descritti sono praticamente replicabili in moltissimi (tutti?) altri territori regionali, segno che il  “problema” vero risiede non tanto nelle Direzioni Aziendali ma altrove. Per questo motivo confidiamo molto, alla luce delle tante, tantissime denunce fatte dalla nostra sigla (a partire da svariati mesi or sono), nell’incontro che abbiamo chiesto (insieme a Cgil e Uil) e ottenuto e che si terrà in Regione il prossimo 7 settembre. Vogliamo sperare che in quella data, in quell’incontro, la situazione si possa sbloccare e ci  siano date le giuste risposte alle nostre giuste richieste. Risposte che dovranno servire per riportare la  speranza negli operatori sanitari che da troppo mesi (anni) ormai si sono dovuti fare carico non solo dei  problemi sanitari, ma evidentemente anche di quelli economico/amministrativo. Certamente in assenza di risposte credibili non resteremo ne silenti ne con le mani in mano.

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