Tendenza prevista

Ecco quando arriveremo a 2300 ricoverati in terapia intensiva, soglia per un nuovo lockdown

Se consideriamo stabilizzato l'incremento a +83 al giorno, la soglia critica verrà raggiunta anche molto prima: basteranno 4 giorni per arrivare a 2354 ricoverati in terapia intensiva venerdì 5 novembre 2020.

Ecco quando arriveremo a 2300 ricoverati in terapia intensiva, soglia per un nuovo lockdown
02 Novembre 2020 ore 17:45

Quando scatterà l’ora di un nuovo lockdown? Molto presto, se le cose andranno avanti così (o addirittura peggioreranno).

Un blocco totale (o comunque una drastica stretta sulle restrizioni), infatti, è stato già messo in conto dal Governo, qualora a livello nazionale si raggiunga la soglia dei 2300 ricoverati per Covid-19 in terapia intensiva, limite delineato in seno al Consiglio dei Ministri.

E’ infatti il calcolo dei posti liberi e di quelli occupati nelle rianimazioni, molto più del balletto giornaliero delle cifre sui nuovi positivi, il dato al quale il Governo Conte guarda per tastare il polso della pandemia.

I 2300 ricoverati sono comunque una soglia di sicurezza: il dato corrisponde a circa il 37% dei posti letto totali nelle terapie intensive di tutta Italia, che sono 6250 circa (prima del Covid erano 5179, saremmo dovuti già arrivare a 8732, per ora invece siamo fermi a 6250).

Quando arriveremo a 2300 ricoverati in terapia intensiva

Domenica 25 ottobre, erano 1208, poco più della metà rispetto al limite fissato dall’Esecutivo Conte.

Solo una settimana prima – domenica 19 ottobre 2020 – i ricoverati nelle terapie intensive erano “solo” 797.

Insomma, in una settimana ben 411 ricoverati in più.

Con 400 in più a settimana sarebbero potute bastare meno di tre settimane per raggiungere la soglia critica.

La soglia critica per un nuovo lockdown totale si avvicina

Ma il problema è che nel corso dei giorni l’aumento si è man mano incrementato:

  • mercoledì 4 novembre 2020: 2.292 (+67)
  • martedì 3 novembre 2020: 2225 (+203)
  • lunedì 2 novembre 2020: 2022 (+83)

 

  • domenica 1 novembre 2020: 1939 (+96)
  • sabato 31 ottobre 2020: 1843 (+97)
  • venerdì 30 ottobre 2020: 1.746 (+95
  • giovedì 29 ottobre 2020: 1651 (+115)
  • mercoledì 28 ottobre: 1536 (+125)
  • martedì 27 ottobre: 1411 (+127)
  • lunedì 26 ottobre: 1284 (+76

 

  • domenica 25 ottobre: 1208 (+80)
  • sabato 24 ottobre: 1128 (+79)
  • venerdì 23 ottobre: 1049 (+57)
  • giovedì 22 ottobre: 992 (+66)
  • mercoledì 21 ottobre: 926 (+56)
  • martedì 20 ottobre: 870 (+73)
  • lunedì 19 ottobre: 797 (+47)

Dai 47 ricoverati in più del 19 ottobre siamo passati ai circa +80 dei giorni seguenti, si è arrivati a un picco addirittura di +125, per cui incrociamo le dita, perché la tendenza s’è abbassata per tre giorni a circa +96 e oggi è arrivata a +83.

Insomma, se consideriamo stabilizzato l’incremento a +83 al giorno, la soglia critica verrà raggiunta anche molto prima: basteranno 4 giorni per arrivare a 2354 ricoverati in terapia intensiva venerdì 5 novembre 2020.

Ma se quel segno + dovesse ulteriormente salire, il punto di non ritorno potrebbe arrivare anche prima.

La situazione delle terapie intensive regione per regione

Posti in TI Ricoverati 2/11/2020 Saturazione
Lombardia 983 435 44.3%
Piemonte 575 196 34.1%
Veneto 825 141 17.1%
Liguria 209 57 27.3%
Toscana 415 182 43.8%

Certo, dietro al dato dei ricoverati a livello nazionale può nascondersi una situazione in realtà molto variegata: è possibile che un blocco totale abbia poco senso, qualora vi siano differenze sensibili fra regione e regione e quindi è plausibile che prima di un lockdown generalizzato possano arrivare chiusure mirate con stop agli spostamenti da e verso i territori più colpiti.

Il premier Conte resta per altro contrario a un lockdown nazionale, ma se entro una settimana non arriveranno effetti positivi grazie ai provvedimenti già presi, potrebbe vedersi costretto a firmare l’ennesimo Dpcm, o addirittura consentire l’uscita dalle abitazioni soltanto per andare a scuola o al lavoro, dunque limitando al massimo le attività non essenziali.

Prima della pandemia in Italia erano disponibili 5.179 posti letto in terapia intensiva. Con il decreto rilancio era stato programmato un aumento di 3.553 nuovi posti per arrivare a un totale di 8.732. Ci siamo? Al momento non abbiamo raggiunto nemmeno la metà dell’obiettivo: soltanto il 30 per cento delle postazioni è già attivo.

L’allerta nelle terapie intensive interessa soprattutto 10 RegioniCampania, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta, Abruzzo:

  • Lombardia: poteva vantare 861 posti letto in terapia intensiva nella situazione pre-Covid. Il decreto rilancio aveva stabilito che se ne sarebbero aggiunti 585. Alla data del 9 ottobre il numero dei posti letto è di 983. Poco più di un centinaio in più, ben lontani dall’obiettivo programmato.
  • Liguria: prima del Covid aveva 180 posti letto in terapia intensiva ai quali, secondo il decreto rilancio, ne andavano aggiunti altri 87. In data 9 ottobre siamo a 209 totali. I posti per 100mila abitanti in regione sono 13,4.
  • Toscana: i posti letto in terapia intensiva pre-Covid erano 374. Con il decreto rilancio ne sono stati programmati altri 193: alla data del 9 ottobre il numero è arrivato a 415.
  • Piemonte: prima del Covid erano 327 i posti letto in terapia intensiva disponibili. Al 3 novembre siamo a 575. Si segnala anche un rapporto molto basso rispetto alla soglia di sicurezza del governo – fissata invece a 14 – per i posti disponibili ogni 100mila abitanti in regione che risultano essere 8,4.
  • Veneto: i posti letto in terapia intensiva pre-Covid erano 494, si prevedeva un incremento di altri 211. In totale controtendenza il Veneto vanta ora ben 825 posti: ben più di quelli previsti. Superando ampiamente anche la soglia fissata dal governo a un minimo di 14 posti per 100mila abitanti: con un 16,8.
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