POLITICA

Vespignani (Azione): "L'opposizione non odia la città"

Nel bel mezzo dell’estate abbiamo chiesto alcuni pareri sul modo di vivere la città del capogruppo di “Pistoia in Azione”, Iacopo Vespignani, un continuo pungolo nei confronti dell’attuale amministrazione.

Vespignani (Azione): "L'opposizione non odia la città"
Politica Pistoia, 18 Luglio 2021 ore 15:49

Nel bel mezzo dell’estate abbiamo chiesto alcuni pareri sul modo di vivere la città del capogruppo di “Pistoia in Azione”, Iacopo Vespignani, un continuo pungolo nei confronti dell’attuale amministrazione.

L'intervista

Consigliere Vespignani ci descriva in breve la sua esperienza di amministratore.
«E’ un’esperienza totalizzante. Bellissima, appassionante e credo di grande crescita. In molti casi anche frustrante per come non vanno le cose. Poi avendo fatto parte per metà della maggioranza e per metà dell’opposizione, ho avuto la possibilità di capire i diversi punti di osservazione e le diverse dinamiche».

Che cosa l’ha portato ad entrare dentro “Azione”?
«Azione nasce nel 2019, poco prima del lockdown, anche contro il populismo dei 5 Stelle e le ondate sovraniste della destra. Ma quello che condivido maggiormente è lo spirito di fondo che caratterizza Azione. I principi fondanti sono quelli in cui mi ritrovo, e in cui mi ritrovavo anche quando facevo parte della maggioranza, e per questo non tutti erano contenti della mia presenza. Quelli di una forza liberale, riformista, democratica, popolare».

Lei vuole fare carriera in politica?
«Questa domanda mi fa sorridere sempre. Io sono entrato in politica quasi per caso, senza nessuna esperienza e non da ragazzino. Guardo con sospetto chi ha ambizioni di carriera politica. Quando l’obiettivo è personale e personalistico si può finire per scendere a compromessi, per non perdere il consenso. Io non ci sto. Come non ci sto, ad esempio, al ritornello che qualche amministratore, continua a propinarci, che il meglio è nemico del bene. “Si poteva fare meglio? Si può sempre fare meglio….” è il più grande alibi per chi non aspira o non sa aspirare al meglio. Oggi se dovessi scegliere se ricandidarmi, sarei più vicino a smettere di impegnarmi che a fare voli pindarici di carriera».

Vuole sfatare il mito che la dipinge risentito verso la maggioranza per non essere stato fatto assessore?
«La ringrazio perché mi concede l’occasione di dire una cosa a cui tengo molto e che negli ultimi tempi mi sta facendo riflettere sul mio approccio. Non odio nessuno, come qualcuno va dicendo, nessun risentimento. C’è chi dice anche che ce l’abbia con Alessandro Tomasi. Falso. Per lui ho una grande stima, mi ritengo un amico. E se sono qui è merito suo, e di questo gli sarò sempre riconoscente. In questi mesi da quando sono uscito dalla maggioranza ci siamo sentiti spesso. Lo voglio rivelare qui: ci siamo visti per bere una birra insieme, di nascosto abbiamo cenato insieme. I rapporti restano. Politicamente però oggi siamo su due sponde diverse. Sulle dinamiche della questione assessore dico solo che mi sono battuto perché toccasse un assessorato a Pistoia Concreta, non a me. Che il nome, lo avevamo individuato ma non andava bene a coloro che dovevano decidere. Dico “coloro”. Alla fine ci avevano comunicato che il nome doveva essere il mio, ci sono testimoni delle trattative. Era tutto deciso. La pandemia ha bloccato tutto e quando alla fine è arrivata la chiamata, dentro di me avevo già maturato la decisione di lasciare la maggioranza per tante altre questioni. Se avessi fatto l’assessore, sono sicuro che non sarei stato all’altezza ma soprattutto non sarei stato libero e su questo non derogo».

Se la sentirebbe di fare il sindaco della nostra città? In subordine, chi vedrebbe bene come sindaco della città?
«Anche questa domanda mi fa sorridere. Se le dicessi che non ho mai fantasticato sull’essere sindaco mentirei. Ma l’ho fatto per capire la sua ottica. So solo che se per estrazione mi toccasse (coi voti non avrei nessuna speranza) la prima cosa che farei sarebbe quella di creare una squadra nella quale io vorrei essere il meno capace e preparato, vorrei una squadra di eccellenze, ognuno nel proprio ambito. E poi non sopporterei la presenza di eminenze grigie alle spalle, perché sono ingombranti. Per cui non ho speranze. Chi vedrei bene come sindaco? Tomaselli. Dopo 4 anni in cui sono stato a contatto con Alessandro e dopo aver preso contezza dell’eredità lasciata da Bertinelli, credo che la soluzione perfetta sarebbe la fusione dei pregi dei due».

Il sindaco Tomasi nell’incontro al “Parco della Rana”, ha parlato prima di tutto delle difficoltà incontrate a causa dalla pandemia. Lei non pensa che ritardi o inefficienze possano essere dipesi dalla situazione sanitaria?
«La pandemia è stata ed è una tragedia a livello mondiale. Ma una cosa va detta, i Comuni che si erano mossi prima con i progetti ne hanno risentito meno, in termini di operatività. Anche perché lo Stato ha trasferito ingenti risorse alle amministrazioni locali per contrastare la pandemia. Il Comune di Pistoia ad esempio ha avuto quasi il doppio di quelle che erano state previste. Qui da noi la pandemia ha evitato che l’anno scorso lo sport si fermasse totalmente dal professionismo all’ultima categoria perché nessun impianto era a norma. E’ passato tutto sotto traccia. Nel 2020 non si poteva fare sport da nessuna parte per responsabilità del Comune non del Covid».

Altri temi?
«Il sindaco non parla mai di sviluppo economico. Di soluzioni per la ripartenza. Ha parlato di formazione strategica dei nostri giovani. Ma dov’era quando si votava l’uscita da Uniser? Dov’era quando a maggio sono stati chiusi due corsi ITS di formazione specifica sull’agricolo/agroalimentare e sul ferroviario? Perché non ha parlato con le Fondazioni che li finanziano? Ma la cosa che mi lascia perplesso è il passaggio sull’amore per la città. Noi che dall’opposizione diciamo la nostra, saremmo quelli che odiano il luogo in cui viviamo. Sinceramente non mi faccio dare patenti sui sentimenti da nessuno. Sicuramente faccio errori, di merito e di comunicazione ma sempre per il troppo amore».