Urbanistica a Pistoia, le repliche del sindaco Tomasi e dell’assessore Capecchi

Dopo gli attacchi arrivati dall'ex dipendente comunale Elisa Spilotros e delle minoranze che chiedono le dimissioni dell'assessore Capecchi, lo stesso e il sindaco Tomasi rispondono alle accuse.

Urbanistica a Pistoia, le repliche del sindaco Tomasi e dell’assessore Capecchi
Pistoia, 06 Dicembre 2019 ore 16:51

Dopo le polemiche innescate in questi giorni dall’ex dirigente Elisa Spilotros, da ex esponenti della precedente Giunta e da tutte le minoranze in consiglio comunale, il sindaco Alessandro Tomasi e l’assessore Alessandro Capecchi rispondono alle accuse mosse in tema di urbanistica.

Bufera urbanistica, le repliche di Tomasi e Capecchi

Di seguito la replica del sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi che vuole dire la sua dopo gli attacchi rivolti all’assessore Alessandro Capecchi in tema di urbanistica.

“La questione centrale è questa: stiamo faticosamente cercando di correggere, per il bene della città, un regolamento urbanistico nato male. Abbiamo parlato con chiarezza agli ordini professionali cercando, nei limiti degli strumenti a disposizione, di semplificare la complessità esistente nell’attesa della nuova pianificazione e dell’avvio delle relative procedure. Se un grazie si deve dire, è proprio agli Ordini e ai tanti professionisti che fin dall’approvazione e dall’applicazione del Regolamento urbanistico ne hanno denunciato i limiti e suggerito le modifiche su cui gli uffici hanno lavorato.
Nella presa di posizione dell’ex dirigente, si arriva a rivendicare un lavoro – che non è altro che un dovere compensato con soldi pubblici – come se fosse qualcosa capace di cambiare i destini di una città. In verità, tutti – l’architetto per prima ma anche i tanti tecnici che dopo di lei hanno lavorato e continuano a lavorare nell’Amministrazione pubblica, e che ovviamente ringrazio – hanno portato avanti un lavoro di modifica che si scontra con un punto di partenza non certo eccellente. Tutti hanno cercato di limitare i danni in attesa dei nuovi disegni del territorio. L’assessore Capecchi, nel suo ruolo politico, ha guidato questo processo affidandosi al lavoro degli uffici e cercando, nei limiti del possibile, di accogliere i suggerimenti esterni. Fare è la cosa più difficile, e tra le tante questioni trovate aperte abbiamo, con responsabilità, governato anche questa”.

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E, per completezza d’informazione, la risposta che l’assessore all’urbanistica Alessandro Capecchi ha consegnato dopo la precedente uscita pubblica di Elisa Spilotros che segue l’appena sopra citata replica del sindaco Alessandro Tomasi.

La questione delle modifiche al RU, a seguito del monitoraggio (obbligatorio) e della sua difficile  applicazione, viene avanti da anni e l’Ufficio – come Tu stessa ammetti nel suo insieme, come possono confermare coloro che ne fanno parte – vi ha lavorato per molto tempo, da quando lo dirigevi ma anche dopo. Non buttando via nulla di ciò che di buono e condivisibile è stato via via predisposto, ovviamente, per un semplice principio di buonsenso amministrativo e perché, essendo frutto di attività svolte con risorse pubbliche (strumentali e finanziarie, ovvero gli stipendi, compreso il Tuo) da considerarsi patrimonio pubblico a disposizione del Comune. Sarebbe stato sciocco pensare e fare diversamente, ricominciando da capo una attività che sta tutta dentro l’Amministrazione, a prescindere da chi la guida e di chi, in un certo momento, vi svolge un ruolo di dipendente o dirigente e per questo compie una parte (più o meno rilevante) di un procedimento amministrativo.

Su questo, non mi è mai capitato di leggere nella mia lunga esperienza amministrativa, nemmeno nelle Tue proposte di delibera, che un certo atto era stato cominciato da tizio, proseguito da caio e infine proposto da sempronio, essendo ovviamente rilevante, ai fini dell’Amministrazione procedente, solo colui (o colei) che da ultimo si assume la responsabilità di firmarlo e portarlo all’attenzione degli organi politici. Così come non mi era mai capitato di ricevere da ex dipendenti del comune materiali che evidentemente sono stati portati fuori sede. Il lavoro sulle norme si è quindi stratificato, anche a causa delle molteplici leggi (ben 19, la più importante nel settembre 2017, l’ultima del novembre scorso) che hanno modificato la LR 65/14, sia prima che dopo il gennaio 2017, ma è naturalmente proseguito anche dopo le elezioni amministrative e dopo che Tu hai lasciato questa amministrazione. Queste circostanze le ho riferite più volte, sia in sede di commissione che in sede consiliare, e sono agli atti del verbale delle relative sedute, pertanto sinceramente non capisco perché – con la Tua esperienza – te ne lamenti con il sottoscritto, che è stato sempre corretto con tutti (almeno con coloro che hanno il buon gusto di ascoltare e leggere).

Io ho semplicemente portato avanti, sulla base di una delibera di Giunta del Marzo 2018, la ribadita necessità di correggere e aggiornare il RU facendo tesoro di un lavoro stratificato nel tempo, a cui si sono aggiunte – anche alla luce del monitoraggio finalmente compiuto – ulteriori proposte e necessità di integrazione e modifica che hanno migliorato – a giudizio del Consiglio Comunale – il testo; semmai, appare singolare che – se davvero il 90% delle proposte vengono dal lavoro dell’Amministrazione precedente – le forze politiche che allora sostenevano l’amministrazione abbiano votato contro! Così come contro hanno votato alla variante di Via Ciampi, anch’essa iniziata con il Tuo lavoro (e proseguita fino alla assegnazione dell’incarico di verifica della assoggettabilità a VAS) ma di cui – stranamente – non hai avuto notizia né rivendicato la paternità (maternità). Altresì mi preme evidenziare che sono proseguiti gli incontri con gli ordini professionali, che nella primavera del 2018 hanno formalizzato ulteriori proposte, divenute oggetto di analisi e confronto insieme a quelle della minoranza; per non dimenticare le modifiche normative (tra tutte la LR 50/2017 del 8/9/17, il DPGR 39/r del 24/7/2018, la LR 41/2018 in ambito geologico, sismico, ambientale e per finire gli emendamenti approvati in Consiglio. Come dovresti sapere in ambito amministrativo esiste un principio cardine, quello della continuità amministrativa, che ho sempre cercato di salvaguardare, nell’interesse generale, e che indirizza non solo gli amministratori ma anche tutti i dipendenti, a prescindere dalle loro simpatie (politiche e personali), nel superiore interesse generale. Se poi ci sono altri profili (deontologici? di possibile plagio??), su cui permettimi peraltro di dubitare, stante appunto il valore pubblico e condiviso del lavoro svolto, certo non è il sottoscritto a cui Ti devi rivolgere.

Così come sulla evidente offensività di alcune Tue espressioni che riguardano coloro che – faticosamente – si sono impegnati dentro e fuori l’Amministrazione per portare in fondo questo complesso procedimento (per il quale al giugno 2017 non mi risulta fosse predisposta alcuna proposta di delibera nè fosse stata iniziata alcuna verifica di assoggettabilità a VAS, che abbiamo avviato dopo e che tanto tempo ha comportato) e che potrebbero essere ritenute lesive dell’immagine dell’Amministrazione, non possono che essere altri a doversi pronunciare.

Nessun spudorato trionfalismo di cui vergognarsi, almeno da parte mia, ma un ulteriore piccolo passo per cercare di superare una lunga e difficile stagione di passaggio dalla vecchia alla nuova pianificazione; passaggio di cui abbiamo dato diffusione pubblica per l’ovvio interesse (anche di legge) a stimolare una adeguata partecipazione con le osservazioni. Infine, mi preme precisare che non sta a me garantire il rispetto della legittimità degli atti e che come ogni altro provvedimento anche questa variante normativa presenta la firma di regolarità tecnica del(la) dirigente competente, peraltro colei che ha partecipato alla costruzione del RU, così come ha superato il vaglio di legalità del Segretario Generale.

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