POLITICA

Termovalorizzatore di Montale, Fratoni: “Chiusura entro il 2023 e nuove prospettive con l’economia circolare”

"L'economia circolare è fatta di moderni impianti industriali che trattano gli scarti di lavorazione in maniera innovativa dando nuova vita alle varie componenti, dall’organico agli scarti di lavorazione industriale e in questo senso a mio parere va immaginato il futuro innovativo dell’impianto di Montale”.

Termovalorizzatore di Montale, Fratoni: “Chiusura entro il 2023 e nuove prospettive con l’economia circolare”
Pistoia, 17 Settembre 2020 ore 11:56

Il termovalorizzatore di Montale chiuderà entro il 2023. È una decisione presa, che segue tra l’altro l’indirizzo dei sindaci, che hanno manifestato questa volontà in tempi non sospetti. Nei prossimi anni diventerà strategico dotare il territorio di impianti per i recuperi delle frazioni differenziate e degli scarti di lavorazione dei distretti produttivi: il sito di Montale in questo senso può rappresentare un’opportunità unica”. Lo dice Federica Fratoni, assessore regionale all’Ambiente uscente e candidata capolista del Partito Democratico a Pistoia per le prossime elezioni regionali.

Le parole della capolista del Partito Democratico

“Il termovalorizzatore smetterà questa funzione – prosegue Fratoni – perché la direzione che abbiamo intrapreso in Toscana è quella dell’economia circolare con la legge approvata dal Consiglio Regionale, in base alla quale vedrà la luce il prossimo piano dei rifiuti regionale. Pensare ancora oggi che termovalorizzatori e discariche siano la soluzione al problema dei rifiuti è una posizione di retroguardia. L’economia circolare è fatta di moderni impianti industriali che trattano gli scarti di lavorazione in maniera innovativa dando nuova vita alle varie componenti, dall’organico agli scarti di lavorazione industriale e in questo senso a mio parere va immaginato il futuro innovativo dell’impianto di Montale”.

“A questa visione – conclude Fratoni – andrà affiancato un ulteriore sviluppo della raccolta porta a porta dei rifiuti, anche nella nostra provincia, che già sta crescendo, in termini numerici. La Toscana ha investito in questo senso circa 30 milioni di euro negli ultimi anni: l’obiettivo è ridurre la percentuale dei residui non differenziabile, scendendo al 10%, come raccomanda l’Europa”.

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