«Sul territorio abbiamo il dovere di poter essere inclusivi ed aperti»

Dopo la nomina a commissario comunale, parla Maurizio Carrara (Lega).

«Sul territorio abbiamo il dovere di poter essere inclusivi ed aperti»
Politica Pistoia, 01 Maggio 2021 ore 11:01

Le liste civiche entrate in consiglio comunale, in maggioranza nel 2017 furono Pistoia Concreta e Amo Pistoia, all’opposizione Pistoia Sorride, Pistoia città di Tutti e Pistoia Spirito Libero. La vita delle associazioni di cittadini che si riuniscono non sotto le insegne di un partito ma intorno ad alcune necessità condivise, partendo da visioni del mondo anche molto diverse, è complicata e può logorare e demotivare gli iscritti. Dopo quattro anni dove sono i civici? Pistoia Sorride si è dileguata perché Bartoli e Cenerini sono entrati in IV, invece sono rimaste in essere sia le due liste civiche di opposizione rappresentate da un solo eletto (Bonacchi per Pistoia città di Tutti e Nuti per Pistoia Spirito Libero) che Pistoia Concreta – da cui è uscito Iacopo Vespignani per entrare in Azione – e Amo Pistoia che oltre a non aver mutato orientamento, continuano a vivere come soggetti esterni al consiglio. Abbiamo parlato con l’assessore Alessandro Sabella della associazione cui dette vita nel 2017, adesso che Amo Pistoia ha rinnovato il Consiglio Direttivo per il triennio 2021-2023. Il riconfermato presidente è Paolo Romoli, Paola Calzolari vicepresidente, altri componenti sono Maria Elisabetta Bernardi, Marco Biagini, Maurizio Burgassi, Davide Doroni, Luciano Giovannini, Cecilia Ricciarelli, Alessandro Sabella, Salvatore Troiano e Giovanni Zoppi. «Il gruppo di Amo Pistoia – ci ha detto Sabella - è vivo e vitale e coerente con le scelte del 2017, dopo la campagna elettorale e dopo l’accordo politico con Tomasi. Ancora nulla è deciso ma la strada potrebbe essere di entrare in coalizione a sostegno di Tomasi, come lista di centro, lista trasversale. Sia chiaro che al momento è solo un’ipotesi».

C’è stata però qualche polemica al vostro interno, perché?
«Un componente era già uscito dal consiglio direttivo dopo sei mesi dal voto, perché riteneva che si dovesse fare tutto e subito. C’è chi era rimasto nell'associazione ma solo con la prospettiva di fare il presidente. Una volta capito che non sarebbe stato eletto in quella carica se n’è andato. Nessuna questione politica, nessuna proposta, magari avesse proposto qualcosa in questi anni».

Quanti sono ad oggi gli associati? «Cinquanta». Come riesce a mantenere insieme il gruppo?

«Io, politica la faccio con l'associazione, la politica nella lista civica è quella di entrare nelle famiglie, la differenza tra partito e lista civica è di fare politica in mezzo alla gente, si fa una camminata, si ascoltano tutti. Ci vuole fatica, costanza e equilibrio per portare avanti una lista civica, ci vuole passione. Amo Pistoia cresce, stanno per entrare venti nuovi iscritti».

Niente da obbiettare alla gestione Tomasi?

«Noi siamo contentissimi del lavoro fatto in questi pochi anni, in considerazione di quello che abbiamo trovato. Sono solo proclami quelli dell’opposizione, tutto quello che rivendicano è un’eredità del centrosinistra che non si può smantellare rapidamente. Siamo contenti della gestione della pandemia, delle priorità sulle scuole, sugli impianti sportivi, sul turismo: io ho portato tre temi importanti la valorizzazione della Porrettana quindi della collina e della montagna, il culto Jacopeo e i Cammini, tutte cose che non erano mai state considerate, anzi ignorate totalmente».