Politica
La polemica

La lettera di Corsini al sindaco Tomasi: "Quei cassonetti di via XXVII Aprile sono offensivi della memoria della città"

Particolare subbuglio in città per l'arrivo dei cassonetti interrati in via XXVII Aprile che andrebbero a coprire la lapide in ricordo dei 500 pistoiesi partiti volontari per la Liberazione: così Renzo Corsini, dell'Anpi, ha scritto una lettera al sindaco Alessandro Tomasi.

La lettera di Corsini al sindaco Tomasi: "Quei cassonetti di via XXVII Aprile sono offensivi della memoria della città"
Politica Pistoia, 31 Maggio 2020 ore 18:13

Uno dei volti storici della Resistenza e dell'Anpi di Pistoia, Renzo Corsini, ha inviato una lettera al sindaco Alessandro Tomasi per esporre il proprio disappunto per la collocazione dei cassonetti interrati in via XXVII Aprile, a due passi da piazza Duomo, davanti alla targa che ricorda i 500 volontari pistoiesi partiti nel febbraio 1945 per la Liberazione.

Renzo Corsini scrive al sindaco Tomasi

L'Anpi Pistoia ha diffuso una lettera del presidente della sezione "Gherardini" Renzo Corsini.

Caro Sindaco Tomasi,

da semplice cittadino, non so a chi attribuire l'idea di collocare 6 cassonetti per l'immondizia a semi-scomparsa proprio davanti alla targa che ricorda l'impresa dei 500 giovani volontari pistoiesi, partiti il 16 febbraio 1945 per portare a compimento la liberazione della Patria. Chiunque l'abbia partorita, si tratta indubbiamente di un'idea offensiva verso quei ragazzi che ho visto partire da piazza del Duomo, tenendo per mano mio padre. Salirono su dieci camion per raggiungere Cesano di Roma, dove in 15 giorni avrebbero imparato ad usare le armi per combattere in prima linea contro i tedeschi e i fascisti repubblichini. Quel 16 febbraio rimarrà nella mia memoria e nella storia della nostra città come il "giorno della fierezza".

Giovani che avevano rifiutato l'arruolamento obbligatorio nell'esercito della Repubblica Sociale, a rischio di fucilazione, come era accaduto il 31 marzo 1944, ora accorrevano volontari nel nuovo esercito italiano schierato a fianco degli Alleati per dare l'ultima spallata all'esercito tedesco. Alcuni di questi venivano dalla lotta partigiana, che si era conclusa a Pistoia cinque mesi prima; altri non avevano alcuna esperienza di guerra, non avevano opinioni politiche, ma erano animati dal sogno di un'Italia libera e democratica, comunità di uomini uguali per dignità e diritti. Nel dopoguerra li ho visti impegnati in vari settori della vita cittadina: dal dentista Casalone, allo storico Vinaccia, dal sindacalista e deputato Sergio Tesi a Roberto Gasperini, rimasto nel cuore dei Pistoiesi, solo per citarne alcuni. Tra questi "eroi", Franco Andreini è stato insignito di medaglia d'argento al valor militare: partigiano, poi volontario nella divisione "Cremona", cadde sul fronte del Senio; Piero Gherardini, arruolato nella Folgore, ha ricevuto la medaglia di bronzo al valor militare per essere stato uno dei protagonisti della battaglia di Case Grizzano, presso Bologna, dove combatté fino allo scontro all'arma bianca.

Caro Sindaco Tomasi, questi pochi cenni spero siano sufficienti a darti la misura del valore storico e patriottico di questa targa, che ti chiedo sia rimossa e posta, in piazza del Duomo, in un luogo visibile ai passanti. Fiducioso nella tua disponibilità all'ascolto, ti saluto caramente.

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