L'attacco

Palomar contro la maggioranza di governo cittadina sulle scuole: “Sicuri che prima di voi c’era solo il disastro?”

L'associazione Palomar torna ad attaccare la maggioranza di governo cittadino per quanto riguarda un tema particolarmente sentito dalla Giunta Tomasi come quello degli investimenti nelle scuole.

Palomar contro la maggioranza di governo cittadina sulle scuole: “Sicuri che prima di voi c’era solo il disastro?”
Pistoia, 04 Novembre 2020 ore 16:03

Riceviamo e pubblichiamo un nuovo duro affondo da parte dell’Associazione “Palomar” diretto all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Alessandro Tomasi stavolta su quello che è ritenuto il “cavallo di battaglia” della Giunta, ovvero gli investimenti nella scuola dopo le comunicazioni ufficiali fatte dai partiti di maggioranza.

Palomar contro la maggioranza cittadina: come si valutano gli interventi sulle scuole?

Mentre torna a infuriare la pandemia, anche a Pistoia – per questo, meriterebbe più attenzione dalla massima autorità sanitaria cittadina – , la maggioranza comunale si aggrappa al suo “cavallo di battaglia” dell’edilizia scolastica, con una nota da propaganda elettorale. Certo, si sono presto dimenticati altri “cavalli di battaglia”: lo sport, la sicurezza, la manutenzione ordinaria, il decoro urbano … Su ciascuno di questi temi ci penseremo anche (speriamo) noi a far tornare la memoria. Intanto soffermiamoci sull’ultimo spot, e partiamo dal “disastro” trovato tre anni fa.

Questo il “disastro” ereditato nel 2017: un bilancio in equilibrio, dopo sette anni di disavanzo, che ha consentito alla Giunta Tomasi di ridurre fino ad azzerare il ricorso agli oneri di urbanizzazione per la spesa corrente; aziende partecipate pienamente risanate, tanto da permettersi di quasi raddoppiare la distribuzione di dividendi (vedi Publiservizi, che quest’anno ha versato a Pistoia 1.187.000 euro); una mole di investimenti già avviati (dalle strade, al patrimonio pubblico) o già acquisiti (come i 18 milioni di euro per la riqualificazione di Bottegone – che va avanti – , e i 6 milioni e mezzo di euro del Ceppo, rimandati colpevolmente indietro). Ma veniamo all’edilizia scolastica. Partendo da alcune domande.

1) La Giunta Tomasi avrebbe intrapreso la verifica a tappeto di tutti gli edifici scolastici, senza il lauto contributo ministeriale messo a disposizione degli enti locali per la prima volta proprio nel 2017?

2) Avrebbe potuto programmare gli investimenti di adeguamento senza le risorse statali che – meritoriamente, va detto per il governo nazionale – sono state finalmente messe a disposizione, sempre a a partire dal 2017, cioè dopo il terremoto del 2016?

3) Come giudica la maggioranza del Comune di Pistoia l’esito complessivo delle verifiche, e cioè – dopo la normativa antisismica più stringente del 2016 – il fatto che su 36 verifiche effettuate, solo 3 scuole sono state ritenute inidonee e una è stata oggetto di ristrutturazione? Questo sarebbe il “disastro”, o non piuttosto la dimostrazione che le scuole pistoiesi sono sempre state sicure e sotto l’attenzione del Comune?

4) Sulla “Cino da Pistoia”, che fu chiusa nel 2014 proprio perché oggetto di verifica puntuale con fondi regionali, e oggi finanziata per demolizione e ristrutturazione, come previsto dai piani degli investimenti dal 2014, qual è il merito politico che la maggioranza si attribuisce? Non sono valutazioni tecniche, quelle che permettono l’assegnazione di risorse pubbliche? E non sono, ancora una volta, risorse che sono sempre oggi disponibili grazie allo stanziamento dello Stato?

Noi pensiamo che l’edilizia scolastica sia funzione dei servizi educativi, non il contrario. E dunque ricordiamo anche che: questa amministrazione ha chiuso immotivatamente l’asilo “Il Mulino”; ha trasferito allo Stato la prima scuola d’infanzia comunale, la “Bruno Ciari”, e ha ritirato dal trasferimento “Lo scoiattolo” di Santomoro, vista la mala parata rimediata con la vivace comunità collinare; ha dato in gestione esterna tutto il servizio di refezione scolastica; c’è voluto il Prefetto per sospendere la decisione di appaltare anche la funzione di collaboratrici scolastiche.

Sarebbe utile anche conoscere lo stato dell’arte dei nostri servizi educativi in tempo di Covid. Se il personale è protetto e sottoposto ai test; se le famiglie sono coinvolte nei protocolli di sicurezza. Insomma, da chi governa la città, ci aspetteremmo non volantini da campagna elettorale, ma interventi più informati e calzanti sui bisogni nuovi e attuali.

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