Scontro durissimo

Montecatini, l’affondo dell’ex assessore Volpi: “Sono il baratto vivente per far governare un Sindaco pauroso”

In una nota l'ex assessore Antonella Volpi critica aspramente l'operato del sindaco di Montecatini Terme, Luca Baroncini, alla luce del cambio in giunta con l'ingresso di Federica Pinochi.

Montecatini, l’affondo dell’ex assessore Volpi: “Sono il baratto vivente per far governare un Sindaco pauroso”
Valdinievole, 30 Settembre 2020 ore 13:05

Uscita pubblica pesantissima, nei toni e nei termini, dell’oramai ex assessore comunale a Montecatini Terme, Antonella Volpi, fatta fuori dal sindaco Luca Baroncini per nominare il nuovo assessore al turismo, Federica Pinochi.

Rimpasto in Giunta a Montecatini, l’affondo di Antonella Volpi

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa diffuso dall’ex assessore comunale a Montecatini, Antonella Volpi, dopo l’uscita di scena dalla Giunta.

Apprendo con sorpresa e stupore il comunicato del sindaco con il quale annuncia la sfiducia nei miei confronti. Sorpresa perché non più tardi di qualche giorno fa il sindaco stesso informava noi assessori che le notizie di stampa che sarebbero uscite a breve su un eventuale rimpasto di giunta avremmo dovuto “leggerle, riderci su e cestinarle” (n.d.r.). La mia sorpresa è ancor più grande in quanto durante tutto il mio operato di questi 15 mesi, ho ricevuto da lui solo e soltanto attestazioni di stima (pubbliche e private). I suoi “complimenti” e “bravissima” a fronte dei mio impegno ed i risultati ottenuti, l’attenzione verso i più deboli ed i più fragili durante e dopo il lockdown e il mio essere sempre in trincea assieme agli operatori del sociale , mai e poi mai mi avrebbero fatto pensare ad una mia sostituzione, ma tant’è..

Dopo una campagna elettorale che mi ha vista impegnata in giro per la città in lungo e largo , indossando le scarpe da ginnastica, appoggiata da un Partito in cui credevo e credo tuttora, in cui mi riconosco e per il quale continuerò a lottare , è avvenuto il Miracolo. Il CDX vince le Comunali e si riappropria del governo cittadino. Ci ho creduto fino in fondo e dopo tanta fatica, i risultati si sono visti e il mio sogno è diventato realtà: parafrasando, come mio padre ha servito la sua comunità, anch’io avrei reso lo stesso servigio, amministrando la mia città. La sfida è stata subito accettata e non appena insediata ho cominciato, o almeno ho tentato, a prendere dimestichezza sia con il personale del Comune, sia con gli strumenti del (nuovo) mestiere. Si sono susseguiti mesi non facili; a partire dalla Macro non fatta, un gruppo eterogeneo che tentava di amalgamarsi ma tante, forse troppe, erano le diversità che, ahimè, hanno fatto emergere le criticità all’interno del gruppo ma anche l’inadeguatezza di chi ci guidava. Solo dopo pochi mesi escono dalla maggioranza due figuri appartenenti a FI (ora Bagnaioli) che mettono in crisi la stessa maggioranza, iniziano i ‘ricatti’(politici), le astensioni dal voto, critiche aspre come se la Montecatini consegnata oggi nelle nostre mani, fosse un gioiellino con i conti in bilancio in pari, florida, un economia in espansione, ecc..

Dopo 15 mesi di tensioni, di guerriglie, schermaglie, litigi e quant’altro, vengo ad essere l’agnello sacrificale non per incapacità, non per menefreghismo, non per inettitudine verso il mio lavoro di Assessore ma bensì per una tregua politica che non è detto porti la pace tra i due transfughi e l’amministrazione. Sono il baratto vivente di un (goffo) tentativo di far governare ad un Sindaco, giovane, inesperto ed estremamente pauroso una Città in ginocchio, sempre per mano di chi oggi si erge a paladino disinteressato della Città.

Inutile soffermarsi sullo schifo che provo, sulla rabbia che ho e che porto dentro. Mi sento come si può sentire un innocente condannato a morte, tradito da chi invece avrebbe dovuto garantire la libertà, nel mio specifico caso da chi mi avrebbe dovuto tutelare e non trattarmi come merce di scambio. Se la motivazione del mio sacrificio era dare alla città un assessore al turismo con specifiche capacità, quindi un tecnico, non sarebbe stato opportuno ridistribuire le deleghe mantenendo la quota politica espressa dalle elezioni in quanto io sono stata ELETTA dai cittadini? Mi auguro che il Sindaco trovi giovamento da questa decisione, mi auguro gli porti tutta l’armonia di cui lui ha bisogno per poter governare in santa pace senza addurre ad ulteriori scuse città! Ferita nella mia persona mi ritiro tra i miei affetti, la mia famiglia, i miei amici a cui ho negato tanto per non dire tutto da quando ho giurato la mia fedeltà alla Città durante il primo consiglio comunale.

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