POLITICA

Montagna Pistoiese senza pediatri di libera scelta, Niccolai (Pd): “Problema norme nazionali, ma occorre introdurre incentivi a livello regionale”

Il consigliere regionale Pd e presidente della commissione Aree interne sulla sua pagina Facebook fa il punto sulla situazione e le cose da fare

Montagna Pistoiese senza pediatri di libera scelta, Niccolai (Pd): “Problema norme nazionali, ma occorre introdurre incentivi a livello regionale”
Politica Montagna, 05 Maggio 2021 ore 15:44

“In questi ultimi giorni si parla molto dell'assenza del pediatra di libera scelta nella montagna pistoiese, vista la legittima scelta della professionista di spostarsi in un altro ambito. Il contratto nazionale, del resto, lo permette: medici e pediatri di libera scelta non sono dipendenti del sistema sanitario nazionale e sono tenuti a rispettare le regole dell'accordo collettivo nazionale che regola la loro professione.
Per quanto riguarda la sostituzione, non corrisponde assolutamente al vero, come ho letto, che vi sia la volontà da parte dell'ASL o dalla Regione di "tagliare" questo servizio. Il tema è: raccogliere la disponibilità di un professionista a svolgere questo servizio”.

Il commento

Lo scrive Marco Niccolai, consigliere regionale Pd e presidente della commissione Aree interne, sulla sua pagina Facebook, intervenendo sulla questione della carenza di pediatri di libera scelta nella montagna pistoiese.

“Stanno venendo al pettine alcuni nodi che riguardano la programmazione nazionale in materia – prosegue Niccolai - Poco tempo fa era emerso il fatto che a Bottegone, che ha circa 10.000 abitanti e dunque non è certo un piccolo paese della montagna, non si trova un medico di famiglia disponibile a svolgere lì un servizio di ambulatorio. Prima ancora c'era stata una vicenda analoga nella zona di Cireglio, Le Piastre e della zona montana del Comune di Pistoia, dove, vista l'indisponibilità di medici attualmente in servizio, l'Asl ha individuato un medico grazie ad un incarico provvisorio. Negli ultimi cinque anni ho seguito vicende analoghe a Collodi, Vellano e Larciano e so, come amministratore regionale, che ne dovremo affrontare altre in futuro. Dobbiamo dire le cose con chiarezza: nel nostro Paese la programmazione universitaria delle facoltà di medicina e delle relative specializzazioni post laurea è stata totalmente sbagliata per più di 15 anni e, adesso, con i pensionamenti i medici (sia quelli di libera scelta che ospedaliera) in Italia sono in numero inferiore rispetto alle necessità.

I medici ed i pediatri di libera scelta hanno regole fissate a livello nazionale, rispetto alle quali, l'intervento delle Regioni è limitato solo ad alcuni aspetti organizzativi e, nel caso della montagna adesso e prima delle altre zone, l'ASL non può che muoversi all'interno di esse.
Come presidente della commissione Aree Interne – spiega ancora Niccolai - mi sto rendendo conto che il tema riguarda tutto il territorio regionale e non solo la montagna: per questo, assieme al presidente della commissione Sanità Enrico Sostegni, stiamo mettendo in campo un percorso per arrivare ad alcune proposte concrete sul tema. Chiaramente penso sia necessario instaurare meccanismi incentivanti e/o di riserva per assicurare questo indispensabile servizio nelle zone montane, più colpite dalle problematiche inerenti la mancanza di medici.

Nel frattempo – conclude Niccolai – ho verificato che l'Asl continua a fare per il pediatra in montagna pistoiese quanto sta facendo per Bottegone e prima ancora per i casi che ho citato: il massimo sforzo per assicurare un servizio essenziale e imprescindibile nell'ambito delle regole, molto stringenti, dettate dall'accordo collettivo nazionale che regola il rapporto di lavoro di medici e pediatri di libera scelta”.