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Migranti a San Marcello, scontro feroce. Restano dubbi su chi arriverà al “Giardini”

Nel corso del consiglio comunale straordinario è stato sentito l’amministratore della cooperativa che ha vinto il bando

Migranti a San Marcello, scontro feroce. Restano dubbi su chi arriverà al “Giardini”
Politica Montagna, 03 Aprile 2021 ore 17:00

Un consiglio comunale che ha visto un duro e difficile confronto fra maggioranza, opposizione, amministratore della cooperativa Desy e una chiamata in causa dell’assente quarto attore: la Prefettura e il Ministero dell’Interno, i veri decisori dell’operazione in discussione.
Questa potrebbe essere la sintesi della seduta straordinaria di martedì 23 marzo scorso, dedicata al “Centro di accoglienza per richiedenti asilo politico e protezione internazionale presso l’Hotel Giardini”. Un Consiglio il cui dibattito si è protratto, pur avendo un solo punto all’ordine del giorno, per oltre tre ore e mezzo e chiusosi dopo la mezzanotte. Possiamo dire che il tempo impiegato, dopo una introduzione del sindaco Luca Marmo che ha cercato di riepilogare storicamente la vicenda nel suo evolversi, si è diviso in due momenti: una serie stringente di domande conoscitive rivolte a Giovanni De Simone, amministratore della cooperativa Desy, con sede a Palermo, vincitrice del bando prefettizio per i richiedenti asilo e una seconda parte occupata da un accesissimo dibattito nel quale si sono usate forti parole da parte della minoranza.
Si è sentito di tutto: dal Prefetto paragonato ad un “vice-ré”, i cittadini del comune paragonati a “sudditi”, l’accoglienza di 24 richiedenti asilo assimilata ad una “invasione”, accuse al sindaco Marmo e Presidente della Provincia di non aver saputo tenere sotto controllo i bandi prefettizi e via di questo passo, a testimonianza che il confronto è stato fra due concezioni contrapposte e poco conciliabili.
Disponibile all’accoglienza, vista in questo caso come un obbligo imposto per «una vicenda che ci è piovuta addosso con i bandi fatti dalla Prefettura» quella della maggioranza; contraria l’altra portatrice di un’idea espressa dalle parole di Venusia Ducci, della minoranza. «Chiedo a Sindaco e Giunta comunale di opporsi a questa accoglienza. Ci sono molti sindaci in Italia che lo fanno».
La consigliera Ducci, avvocato di professione, è stata anche la protagonista assoluta nell’interrogare, nel porre domande all’amministratore della cooperativa Desy, De Simone. Domande tese a capire da quanti anni la Desy opera in questa attività; se in altri centri ci sono stati problemi, o reati; da quali nazioni i richiedenti asilo provengono; di quanti operatori la Desy dispone; come è stato possibile reperito l’immobile; qual è il progetto elaborato dalla cooperativa per inserire queste persone. Alcune delle risposte hanno poco convinto soprattutto quelle riguardanti la conoscenza di queste persone, che ancora non è noto chi siano e da dove provengano, e la mancanza di un vero e proprio progetto d’inserimento tanto che Ducci, che aveva portato a conoscenza del consiglio di aver raccolto oltre cinquecento firme della popolazione per opporsi a questa operazione, ha definito le risposte “follia pura”.
L’assessore Giacomo Buonomini ha controbattuto dicendo: «Non ci sto al fatto che una parte della minoranza cerchi di far credere che il consiglio comunale voglia favorire l’accoglienza».
La maggioranza ha poi proposto al consiglio l’approvazione di un documento richiamante principi fondamentali della costituzione italiana, come i doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. Inoltre il documento contiene una serie d’inviti volti ad agevolare l’accoglienza. Nonostante tentativi di mediazione delle due parti, il testo è stato approvato dalla sola maggioranza.

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