IL COMMENTO DI FRATONI

Il Tar rigetta il ricorso della Fondazione “Marini”: una vittoria che ripristina la verità

Il Tar rigetta il ricorso della Fondazione “Marini”: una vittoria che ripristina la verità
Politica Pistoia, 23 Febbraio 2021 ore 17:07

«Il ricorso è infondato e deve, pertanto, essere respinto». E’ questo il passaggio-chiave che, nella giornata odierna, porta una notizia particolarmente attesa ed importante per la città di Pistoia: il Tar della Toscana ha detto di “no” al ricorso che era stato presentato dalla “Fondazione Marino Marini” sul vincolo pertinenziale che riguardava la richiesta di ricongiungere nella struttura di San Pancrazio a Firenze le opere del maestro che, invece, sono custodite all’interno del palazzo del Tau come da espressa volontà espressa dalla vedova di Marino, Mercedes Pedrazzini, in un atto notarile che risale al 1983.

Il Tar rigetta il ricorso della Fondazione “Marini”

«Si tratta di una vittoria che ripristina la verità e sancisce l’indissolubile legame di Marino con Pistoia – ha detto la consigliera regionale del Partito Democratico, Federica Fratoni, che fin dall’inizio della querelle intorno al museo pistoiese si è spesa in prima persona per cercare di arrivare ad una soluzione positiva per la città –  la sentenza è molto limpida, soprattutto in alcuni concetti fondamentali che è utile analizzare.
Il primo è che il Tar scrive, nero su bianco, come vada “disincentivato lo smontaggio delle opere d’arte per incrementare il commercio di singoli pezzi e l’improprio inserimento di essi in ambienti alieni; filosofia che sta portando, negli ultimi anni, a politiche di “restituzione” ai luoghi di origine di beni trasferiti in passato”. Il secondo è che si pone in evidenza l’errore della Fondazione di far riferimento all’inserimento delle opere di Marino Marini esclusivamente nel sistema museale nazionale quando, invece, la sua valorizzazione può essere assicurata anche dall’entrata nel sistema museale regionale: ecco perché risulta fondamentale il protocollo d’intesa già firmato ad inizio 2020 con la Regione Toscana che, con la sua costituzione in giudizio, ha sicuramente irrobustito la posizione del Ministero per i Beni Culturali.

Il terzo aspetto, il più importante, è che, nel rigetto del ricorso, si evidenzia come non ci siano motivazioni concrete che fanno propendere per una preferenza della vedova Marini a favore di una sistemazione a Firenze delle opere che, tutt’oggi, sono a Pistoia. Esattamente l’opposto sulla base degli atti a disposizione. Da qui si evince che bisogna rispettare la volontà espressa, a suo tempo, da Marina, ovvero quella di assicurare alla struttura pistoiese un ruolo centrale di supervisione e controllo, anche sulla realtà fiorentina.

Alla luce di questi passaggi, ritengo che si sia di fronte ad una operazione di verità totale su una vicenda che è stata vissuta come un vero e proprio sopruso ai danni della comunità. Adesso, di fronte a questa sentenza, il sindaco e l’amministrazione comunale di Pistoia non hanno più argomenti per restare silenti. Assumano l’iniziativa per addivenire, quando sarà possibile in base all’evoluzione della situazione sanitaria, alla riapertura del museo e alla ripresa di tutte le attività ad esso collegate. Un ultimo pensiero per i dipendenti: mi auguro possano, anche in virtù di questa pronuncia, tornare presto al proprio posto di lavoro, riprendendo la preziosa opera di conservazione e divulgazione di questo straordinario patrimonio artistico».

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