ABETONE-CUTIGLIANO

Il saluto del sindaco: «Non abbandonerò la mia montagna»

L’arrivederci di Diego Petrucci, primo sindaco del Comune unico.

Il saluto del sindaco: «Non abbandonerò la mia montagna»
Montagna, 01 Novembre 2020 ore 10:32

Intervista a Diego Petrucci, da Il Giornale di Pistoia e della Valdinevole del 23 ottobre 2020, dopo il suo approdo in Regione: ora c’è il passaggio di consegne.

Il saluto del sindaco

E’ arrivato il momento dei saluti (non degli addii, per capirlo basta arrivare in fondo all’intervista) di Diego Petrucci col Comune di Abetone Cutigliano.
La strada scelta per la sua successione, dopo la nomina a consigliere regionale, è quella della votazione dell’incompatibilità e la “promozione” del vicesindaco, Alessandro Barachini, attraverso il voto del consiglio comunale.
Con le prime sedute del consiglio regionale si sta per concludere il suo percorso da sindaco di Abetone Cutigliano: se si volta alle spalle, qual è la cosa più importante che si sente di aver realizzato e, nel caso, se ce n’è una che non è riuscito a portare a termine?
«La cosa più importante è stato aver contribuito a ricreare fiducia nella montagna: ci sono tante persone, soprattutto giovani, che finalmente credono di nuovo nel proprio territorio! Abbiamo contribuito a rimettere in moto la montagna, che, al netto della situazione drammatica legata al Covid, sta molto bene.
Faccio alcuni esempi: abbiamo messo in sicurezza il sistema impiantistico abetonese con l’acquisto di quattro impianti assolutamente centrali e fondamentali, riaprendo dopo anni la seggiovia de “Le Regine” e il prossimo inverno riaprirà il “Gomito”, abbiamo realizzato in tempi record i lavori per la nuova scuola di Cutigliano – una delle più belle e più sicure della Toscana – dove presto verrà trasferita anche l’infanzia; abbiamo creato il Museo dello Sci e se ne parlava da 30 anni; abbiamo dato vita al più grande piano di manutenzioni stradali della storia dell’alta montagna sul quale abbiamo investito un milione di euro. Abbiamo potenziato la zona sportiva di Casotti mettendo a posto il campo a 11 e creando un nuovo campo a 7 oltre ad ulteriori risorse per altro campo. Il turismo legato ai ritiri delle squadre di calcio è ormai una realtà consolidata ed una opportunità per gli operatori turistici: era necessario investire in questo senso e lo abbiamo fatto. Non abbiamo ancora approvato, invece, il piano operativo di Cutigliano».
A questo proposito, i suoi detrattori dicono che la sua elezione in Regione equivale ad una sorta di “tradimento” al mandato elettorale ricevuto come sindaco: cosa si sente di rispondere?
«In questi anni abbiamo fatto tantissimo, ma in alcuni casi mi sono reso conto che il ruolo di Sindaco non era sufficiente per ottenere i risultati: la montagna troppo spesso viene dimenticata e non è mai stata adeguatamente rappresentata nei luoghi dove si decide, nelle famose ‘stanze dei bottoni’. Per questo ho ritenuto opportuno provare questo nuovo ruolo, anche nell’ottica di poter meglio rappresentare gli interessi della montagna ed ottenere risultati maggiori. Le faccio due esempi: la questione socio-sanitaria legata all’ospedale di San Marcello e la questione legata alla gestione del bosco, della sentieristica e del demanio regionale e statale».
Passerà alla storia per essere stato il primo sindaco del Comune unico: che situazione ha trovato e cosa lascia adesso in mano a chi verrà dopo di lei?
«La cosa più importante che abbiamo fatto in questi anni è stato aver rimesso in ordine la gestione finanziaria e risanato i conti pubblici del Comune dopo un disastro che si trascinava da oltre 20 anni: questo significa che abbiamo liberato un milione e mezzo di euro con cui, da qui in avanti, potremo fare investimenti strutturali che mancano da anni, significa che potremo ripartire con le assunzioni e, soprattutto, che abbiamo potuto aumentare i servizi e ridurre le tasse, anzi in alcuni casi le abbiamo proprio azzerate. Un esempio? Nel 2020 zero Tari per le aziende, zero tassa sul suolo pubblico e zero euro per la mensa scolastica, inoltre abbiamo ridotto la tariffa scuolabus e introdotto il bonus bebè. Siamo un caso nazionale: quando vado in giro mi chiedono come abbiamo fatto».
Cosa è cambiato in questi anni rispetto a prima del vostro mandato?
«I nostri interventi hanno cambiato le cose per sempre, non si torna più indietro. La piazza girata ad Abetone con la zona pedonale, chi la cambierebbe adesso? Il centro espositivo del Palazzo dei Capitani, chi ci rimetterebbe il magazzino comunale? Il bonus bebè, chi lo toglierebbe? Il concetto di saper andare al di là del turismo bianco, con un grosso investimento anche di immagine sul verde, dalla via dei 4 passi alla Circolare della montagna, chi potrà non tenerlo in considerazione? Gli investimenti sui poli espositivi e museali, da Pianosinatico a Abetone a Pian degli Ontani, ad Abetone a Cutigliano. La gestione interna dei parcheggi con il raddoppio delle entrate per l’ente; la riscossione dei Bim, il coinvolgimento dei giovani nelle istituzioni. Sono traguardi che segnano in positivo e per sempre questo territorio».
Il regolamento dice che, non avendo rassegnato le dimissioni, si passerà dal consiglio comunale ed il “facente funzione di sindaco” sarà il suo vice, ovvero Alessandro Barachini: cosa si sente di dire ai suoi oramai ex colleghi di lista?
«Intanto dico loro grazie, hanno lavorato tantissimo, con passione, onestà e proprio per questo dico di essere orgogliosi e fieri di quello che abbiamo fatto, consapevoli di aver cambiato le cose e da qui non si torna indietro. Siamo veramente “un’altra storia”!».
Per lei è già iniziato un percorso in Regione come consigliere: si occuperà prevalentemente del territorio dove si è presentato, ovvero la provincia di Pisa, oppure si impegna a portare avanti anche alcune istanze della montagna e, se sì, quali?
«Ci mancherebbe altro. E’ chiaro che rappresenterò gli interessi della provincia di Pisa a cui debbo l’elezione in consiglio regionale, ma avrò un occhio di riguardo costante alla montagna e alle zone interne in generale e al territorio di Abetone Cutigliano in particolare. Mi sento di dire che è la prima volta che abbiamo un rappresentante in consiglio regionale, cercherò di essere all’altezza e spero che anche in questo caso mi auguro che cambieranno le cose».
Quale è il testimone che lascia, cosa vorrebbe che fosse approvato da qui a giugno?
«Intanto vorrei che fosse terminata la realizzazione del Museo dello Sci, poi sempre ad Abetone penso che si possa cantierare entro la primavera uno spazio congressuale; stiamo avviando in questi giorni il percorso per provare ad acquistare il Rondò Priscilla, il rifacimento della piazza del Melo, il secondo bunker a Pianosinatico, un’area camper in Val Sestaione e l’area sportiva a Pian degli Ontani. E poi due macro-progetti rispetto ai quali mi piacerebbe ci fosse una condivisione da tra più istituzioni, Regione compresa, il collegamento Abetone – Cimone; la progettazione di un grande circuito sentieristico di 500 km di sentieri».
Questo ultimo anno è stato segnato dal Covid-19: dopo la prima fase della pandemia che non ha praticamente toccato Abetone Cutigliano, negli ultimi giorni i dati di aumento del contagio sono abbastanza elevati. E’ preoccupato e si è dato una possibile spiegazione a tutto ciò?
«Il motivo è dovuto al fatto che essendo una piccola comunità il virus si diffonde con più facilità. Sono preoccupato, ma sono al tempo stesso convinto del fatto che si possa intervenire in maniera efficace nel fermare i contagi, bisogna rispettare le regole: usare la mascherina, tenere il distanziamento necessario ed evitare assembramenti e le aggregazioni sociali».
Chiudiamo con una conferma o smentita. Nel precedente numero del “Giornale di Pistoia” abbiamo ipotizzato, come rumors, di una sua candidatura come consigliere comunale alle prossime amministrative di Abetone Cutigliano: sarà davvero così e perchè?
«Si, è così! Il motivo è perché intendo continuare il mio impegno per il territorio di Abetone Cutigliano e quindi mi metterò di nuovo al servizio con la candidatura in consiglio comunale e poi…. mai dire mai».

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