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La lettera

Il futuro delle "Sardine" a Pistoia? Le referenti chiedono consigli alla base

Il coordinamento provinciale delle "Sardine" scrive una lunga lettera alla "base" per sapere le idee della gente in vista di una possibile ripartenza del movimento che sta vivendo un momento molto complesso a livello nazionale.

Il futuro delle "Sardine" a Pistoia? Le referenti chiedono consigli alla base
Politica Pistoia, 27 Maggio 2020 ore 08:42

Una lettera che farà sicuramente discutere: è quella che il coordinamento provinciale di Pistoia del movimento delle "Sardine" ha inviato a tutti gli aficionados in un momento particolare per il movimento dopo che il leader nazionale Mattia Santori ha deciso di prendere un po' di tempo per impostare il futuro.

Il futuro delle "Sardine"? Ecco la lettera dei pistoiesi

Care Sardine,
sono passati già 4 mesi da quando, insieme, ci ritrovammo in Piazza dello Spirito Santo. Ricordiamo bene ogni istante di quella giornata: la pioggia, la paura di essere in pochi, la musica, l'ansia, i pianti, le sardine, Renzo Corsini, Bella Ciao cantata senza musica, le lacrime di gioia quando abbiamo alzato lo sguardo e vi abbiamo visto, una marea enorme e colorata incurante del freddo e del maltempo.

Dopo il 27 Gennaio si è aperta una nuova fase: la battaglia in Emilia-Romagna era stata vinta, cosa fare ora dei gruppi nati nel resto d’Italia? Mentre ancora cercavamo una quadra interna, un paio di persone egemonizzavano i salotti tv. Non avevamo e non abbiamo un manifesto, non avevamo e non abbiamo una linea politica eppure, per un certo periodo, sembrava che le Sardine avessero una risposta per tutto. Intanto, il verticismo di pochi aveva escluso molti da qualsiasi tipo di discussione partecipativa. Qualcosa aveva iniziato a rompersi.

Proprio mentre ci stavamo preparando per l'Assemblea Nazionale di Scampia, è arrivato il Coronavirus, e in questi mesi lo stallo è stato per noi evidente. È apparso chiaro che ci fossero due linee di pensiero contrastanti: la prima voleva tornare alle origini, ad essere un movimento culturale in grado di influenzare in qualche modo gli scenari istituzionali.

La seconda linea di pensiero, più politica, voleva restare sui temi caldi dell'attualità, cercando di impostare un discorso con tutte le realtà del centrosinistra o, secondo alcuni, solo con il PD. Non è un caso che alcuni personaggi vicini alle posizioni di “vertice” delle Sardine abbiano legami con il Partito Democratico, e non è un caso che in questi mesi le Sardine siano diventate quasi lo spin doctor del PD (Bonaccini lo ha anche confermato nel suo libro). Ricordate la questione "Immagina"?

Noi però, dall'inizio, avevamo fatto una promessa a chi era venuto nella piazza di Pistoia: “non abbiamo legami con il PD. Le sardine non sono apolitiche, ma sono apartitiche”. Anche perché, se avessimo voluto tentare di influenzare il PD, anche in minima parte, avremmo fatto la tessera del partito. Mattia per noi è una brava persona. Sicuramente il Movimento paga a caro prezzo l’ingenuità che ha dimostrato in alcune occasioni e non si è certo palesato come un fine stratega politico; si è trovato, però, in situazioni che neanche si immaginava e si è fidato di persone che probabilmente avevano un intento chiaro: quello di fare politica in prima persona ed influenzare il principale partito del centrosinistra. È qui che ci siamo sentite preso in giro. Ci siamo esposte in prima persona, facendo anche delle brutte figure a causa di alcune uscite poco felici, per cosa? Per prendere parte ad una guerra che qualcuno voleva combattere a nostra insaputa? No.

Nelle ultime settimane abbiamo cercato di capire se ci fosse qualcosa da poter recuperare. Abbiamo aspettato l’uscita di un Manifesto, che però ancora tarda ad arrivare, sperando potesse far chiarezza sulla strada da percorrere.

A cosa servivano le Sardine? Per noi le Sardine avevano il compito di restituire voglia di partecipazione al popolo del centro sinistra. Per noi le Sardine dovevano fare rete tra varie realtà e associazioni, collaborare con loro. Per noi le Sardine dovevano essere presenti sui temi attuali, specialmente in periodo di crisi, di persone che perdono il lavoro, di un tessuto sociale ormai distrutto. Per un attimo ci avevamo anche creduto.

Ora, il punto è questo: Mattia Santori, come emerge dall'articolo di Repubblica di questa mattina, ha fatto capire che le sue intenzioni sono diverse da quelle della maggioranza delle Sardine. La maggioranza chiede al Movimento di dotarsi di un manifesto politico per poter entrare realmente nelle questioni  attuali, senza andare in tv a fare troppe ospitate, ad esempio, mantenendo una forte autonomia. Mattia ha chiesto una pausa, e in un certo senso lo comprendiamo. Gestire lo stress e gli impegni non è una cosa facile.  Ma ha dovuto anche gestire chi, dall'interno, ha tentato di fare il proprio gioco, cercando di fare diventare le Sardine una sorta di giovanile del PD. Noi l'abbiamo sempre detto, e lo ripetiamo; abbiamo profondo rispetto per il Partito Democratico.  Ma rispettare non significa appiattirsi, non significa diventare una cosa sola, non significa evitare critiche costruttive.

Ora non resta che scegliere, come lo stesso Mattia fa capire: perdere il capitale umano che si era creato in questi mesi è un dispiacere enorme; proseguire in stand-by ed in solitudine è per noi un compito gravoso. A settembre ci saranno le elezioni regionali e resistere contro l’avanzata del centrodestra è un dovere morale. Forse non potranno esserci le piazze ma ci sarà il bisogno di prendere parte a quella che sarà una campagna elettorale sicuramente difficile. Chiediamo quindi a voi che avete condiviso, da vicino e da lontano, questo percorso: cosa fare? Che futuro vedete per le Sardine Pistoia alla luce dell'articolo di Repubblica?

Rimettiamo il nostro ruolo a voi. Nessuno ci ha scelte come referenti e abbiamo intrapreso questo percorso con un grande senso di rispetto e di amore per questo progetto; senza il vostro supporto, non possiamo continuare questa battaglia. Da sole, non andiamo da nessuna parte.

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