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Elezioni a Pistoia, il polo "progressista" punta il dito contro il Pd: "Riunioni sospese e rinviate, poi la candidatura del partito..."

Non mancano le scintille nel campo progressista e democratico in vista delle elezioni amministrative di Pistoia: M5S, SCE, Possibile e Verdi tornano all'attacco del Pd.

Elezioni a Pistoia, il polo "progressista" punta il dito contro il Pd: "Riunioni sospese e rinviate, poi la candidatura del partito..."
Politica Pistoia, 02 Marzo 2022 ore 14:58

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa diffuso dalle forze che compongono il polo "progressista" con all'interno M5S, Possibile, SCE, Articolo 1, Sinistra Italiana e Verdi Europa Verde che sembravano in procinto di chiudere una alleanza di coalizione col Partito Democratico in vista delle amministrative 2022: ma la strada, adesso, sembra essere decisamente in salita.

Polo progressista tuona contro la decisione del Pd di lanciare la propria candidatura

Il polo progressista ed ecologista - Movimento 5 Stelle, Possibile, Sinistra Civica Ecologista, Articolo Uno, Sinistra Italiana e Verdi Europa Verde - che da mesi ha avviato un percorso unitario in vista delle elezioni comunali a Pistoia, prende atto della candidatura a sindaca di Federica Fratoni deliberata dalla  maggioranza dell'assemblea del Partito Democratico. Una scelta che arriva al termine di tre settimane in  cui la segreteria comunale del Pd ha sospeso e rinviato la riunione, da noi sollecitata, del tavolo di  coalizione. E che fa tornare il confronto al punto di partenza: a una candidatura informalmente in campo  da più di un anno, che spiega, adesso, come mai il gruppo dirigente del Pd pistoiese abbia fatto di tutto  per prendere tempo e rallentare ogni tipo di confronto. Un arroccamento autoreferenziale e lontano da  una reale volontà di intesa.

Per questo, ci domandiamo se sia veramente intenzione del PD rivolgere, in alleanza con noi, una proposta politica nuova all’elettorato ecologista e progressista e ai tanti delusi dalla politica che negli anni hanno disertato il voto e che attendono un cambiamento, di programma e di classe politica, per tornare ai seggi. Non si capisce, per altro, come si concretizzi la disponibilità di Fratoni che registriamo dagli  interventi sulla stampa. È, il suo, un impegno pieno per Pistoia? Intende rinunciare al seggio in Consiglio  regionale per, a seconda dei casi, essere sindaca o guidare l’opposizione dai banchi del Consiglio  comunale? O immagina di sommare i due incarichi? Osserviamo, per di più, un preoccupante silenzio sul  progetto per la città. Leggiamo di coalizioni, candidature, primarie. Ma su quale programma? Per fare che cosa?

In tutti gli incontri, e poi nell’ultima lettera inviata il 9 febbraio scorso, abbiamo chiesto al Pd di costruire un tavolo sul programma, avanzando proposte sui punti fondamentali e proponendo di lavorare assiduamente ad un progetto di governo condiviso. Non abbiamo avuto risposta. Davvero il gruppo  dirigente del Pd pistoiese ritiene esaurita l’elaborazione programmatica con la presentazione del proprio  documento, sul quale alla coalizione sono stati chiesti, al massimo, emendamenti da suggerire via mail?  Non è così, com’è ovvio, che si può immaginare di governare insieme una città.

Ci chiediamo, a questo  punto, se il Pd sia o meno intenzionato a sostenere proposte ecologiste e progressiste. Pensiamo alle  valutazioni ambientali nei progetti del Pnrr. A politiche innovative e sostenibili nella gestione del ciclo dei rifiuti. Alle scelte infrastrutturali strategiche per il nostro territorio. Alla pianificazione territoriale, al consumo zero di nuovo suolo e alla riduzione dell’esistente. Al contraddittorio progetto di società multiutility che dovrebbe gestire, anche a Pistoia, i servizi idrici, dei rifiuti e, forse, l’energia. Sia negli incontri che nella corrispondenza con i democratici, da parte nostra non ci sono stati veti né pregiudiziali, bensì valutazioni politiche per cercare soluzioni unitarie nell’interesse  della città. Non ha aiutato, in questo, senso, la difficoltà riscontrata nel portare avanti con continuità il  confronto al tavolo della coalizione. Purtroppo, in cinque mesi sono stati possibili solo tre incontri di  coalizione (che si sono tenuti il 23 dicembre, il 26 gennaio e il 7 febbraio). E sempre in seguito a inviti,  anche pubblici, da parte delle forze del nostro polo progressista ed ecologista.

In seguito all’ultimo incontro avevamo anche confermato la disponibilità a confrontarci su reciproche proposte di candidature, anticipando di aver già definito una rosa di nomi – civici, autorevoli e trasversalmente riconosciuti come di alto profilo – da proporre e discutere insieme. Dal momento che ci  sembrava necessario convergere, in modo unitario e convinto su una proposta forte e unificante. Il  contrario, purtroppo, di ciò a cui assistiamo oggi, anche con la riproposizione delle primarie, a poche  settimane dal voto, senza nemmeno aver sottoscritto un programma comune e che in questo contesto  finirebbero solo per acuire le differenze esistenti.

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