Bufera urbanistica sul Comune, le minoranze chiedono le dimissioni dell’assessore Alessandro Capecchi

Accuse precise e dirette da parte dell'opposizione in Consiglio Comunale verso l'assessore all'urbanistica Alessandro Capecchi al quale vengono chieste le dimissioni.

Bufera urbanistica sul Comune, le minoranze chiedono le dimissioni dell’assessore Alessandro Capecchi
Pistoia, 05 Dicembre 2019 ore 13:14

Duro comunicato congiunto da parte dei gruppi di minoranza in consiglio comunale: l’affondo arriva in maniera univoca dopo i risvolti degli ultimi giorni e si chiedono le dimissioni dell’assessore Alessandro Capecchi. E sull’argomento interviene anche l’ex vice-sindaco Daniela Belliti.

Le minoranze vogliono le dimissioni dell’assessore Alessandro Capecchi

Riceviamo e pubblichiamo un duro comunicato stampa diffuso dai gruppi di minoranza in consiglio comunale in merito alla bufera che si sta scatenando in Comune sul lavoro intorno al Regolamento Urbanistico.

Con una email argomentata e corredata di documentazione, l’ex Dirigente comunale all’Urbanistica Elisa Spilotros ha ieri messo a conoscenza i consiglieri di come il lavoro sul Regolamento Urbanistico recentemente approvato dal Consiglio Comunale, in tutta fretta e con sole due settimane di discussione, sia per la quasi totalità un copia-incolla di quanto già fatto nel precedente mandato amministrativo.
Confrontando i documenti inviati, in effetti, il riscontro è evidente: di fatto, le poche integrazioni riguardano semplicemente modifiche normative intervenute di recente e contributi tecnici di consulenti terzi. Non entrando nel merito tecnico, politicamente tutto questo è di una gravità assoluta e molto preoccupante. Se l’Assessore Capecchi ne era consapevole, allora si è intestato risultati non propri ma, soprattutto, ha volutamente bloccato la città e la Commissione consiliare sull’Urbanistica per due anni interi, senza produrre niente di nuovo. Tra l’altro frenando le proposte delle minoranze presentate mesi e mesi fa sull’argomento, come anche quelle degli Ordini professionali a propria volta ferme da tempo. Se invece Capecchi era inconsapevole, la situazione è ancora più grave: non si ha neanche contezza di ciò che avviene nei propri ambiti di riferimento. Qualunque delle due sia la verità, le conseguenze non possono che essere le medesime: l’assessore Alessandro Capecchi chiarisca ai cittadini la propria posizione, e poi rassegni le dimissioni. Altrimenti, sia Tomasi a ritirare le sue deleghe, per il bene del lavoro del Consiglio Comunale e, soprattutto, per la città tutta.

Gruppi di minoranza consiliare: Partito Democratico, Pistoia Spirito Libero, Pistoia Città di Tutti, Pistoia Sorride, Movimento 5 Stelle, Italia Viva

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Regolamento urbanistico, il parere di Daniela Belliti

Come detto, sull’argomento si è espressa con una nota stampa anche l’ex vicesindaco Daniela Belliti

Martedì 26 novembre il Consiglio Comunale ha adottato una variante alle Norme Tecniche di Attuazione del Regolamento Urbanistico, si spiega, per adeguare il Regolamento stesso alle normative intercorse dal 2013 ad oggi e per rettificare/semplificare alcune procedure. Ma, incredibilmente, dalla illustrazione e dal dibattito – come al solito assai parco e parsimonioso – non è emerso il problema principale per la città: il 27 novembre quello stesso Regolamento Urbanistico è scaduto ed inefficace, ovvero piani e previsioni sono bloccati fino a che il Comune non si degnerà di varare l’avvio del procedimento per il nuovo piano strutturale.

Cioè, il Comune per due anni si è ingaggiato a lavorare su un regolamento ormai decaduto, e non ha ancora provveduto all’unico atto davvero importante, quell’avvio del procedimento senza il quale sono ora scattate misure di salvaguardia che impediscono di intervenire per chiunque, cittadini e imprese, su ristrutturazioni, riqualificazioni o rigenerazioni. Quanto durerà questo blocco? L’amministrazione tace sul punto più importante, e la maggioranza parla senza cognizione di causa di vincoli normativi: ma il vero vincolo se lo sono dato da sé!

Venendo ai contenuti della Variante. Quasi tutta la revisione era stata predisposta nel mandato precedente, secondo gli indirizzi del Sindaco Bertinelli e il lavoro dell’arch. Spilotros (come quest’ultima ha tenuto a ricordare all’attuale amministrazione). Quasi, però, perché in due anni e mezzo – ripeto, due anni e mezzo – si è trovato il modo di rimetterci le mani, ma in peggio. Di seguito, le modifiche rispetto al documento redatto da Spilotros: 1) si consente anche nei tessuti storici l’ampliamento una tantum di 25mq più 10mq per tutti gli edifici; basta il vincolo della sostenibilità energetica per permettere così tanto consumo di suolo?; 2) il cambio di destinazione in residenziale degli annessi agricoli non prevede più il limite di 300mq e la demolizione della parte restante, ma tutto l’annesso (tutto!) è riconvertibile: quindi, addio recupero di suolo; 3) è permesso il cambio di destinazione in residenziale anche degli annessi agricoli condonati: un doppio condono, secondo la peggiore tradizione dell’amministrazione italica, ma anche un orrore urbanistico.

Venendo alla forma della Variante. 1) E’ stata seguita la procedura semplificata per una variante che – come detto – prevede ampliamenti di edifici esistenti in terreno rurale, e cambi di destinazione: è legittimo? 2) Si è deciso aprioristicamente non solo di non fare la VAS, ma di non fare neanche la verifica di assoggettabilità a VAS, che è invece obbligatoria! Per queste ragioni faremo formale richiesta sia al Settore di Valutazione Ambientale Strategica sia al Settore Urbanistica della Regione Toscana. Tutte le procedure, anche se inutili e fatte in ritardo, devono essere fatte bene.

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