Politica
Grido d'allarme

Arriva la nuova antenna a Bottegone e Walter Tripi (Pd) torna all'attacco e riparte la polemica sul 5G

Polemiche a Bottegone per il via ai lavori per l'installazione della nuova antenna di telefonia mobile. Walter Tripi (Pd) chiede ulteriori chiarimenti rilanciando il dibattito intorno al 5G.

Arriva la nuova antenna a Bottegone e Walter Tripi (Pd) torna all'attacco e riparte la polemica sul 5G
Politica Pistoia, 26 Maggio 2020 ore 12:29

Dopo la prima richiesta di stop, con tanto di esposto in Procura, sono partiti i lavori per l'antenna ripetitore di segnale di telefonia mobile nei pressi del cimitero di Bottegone. "Una zona già satura" aveva detto Walter Tripi (Pd) che riaccende il dibattito anche sulla contrarietà a prescindere espressa dal Comune di Pistoia sulla sperimentazione della tecnologia 5G.

Partiti i lavori alla nuova antenna di telefonia mobile, Walter Tripi all'attacco

Questo il comunicato stampa diffuso dal capogruppo del Pd in consiglio comunale, Walter Tripi.

Ieri (lunedì 25 maggio, ndr) Iliad ha cominciato, velocizzando con modalità molto arroganti, la costruzione dell’antenna a Bottegone, nonostante fossero pendenti un’ordinanza sindacale e un esposto alla procura.

Facciamo chiarezza. Qui la battaglia sul 5G non c’entra niente: personalmente, e come PD, siamo a favore della sperimentazione sul 5G e riteniamo un errore l’ordinanza del Sindaco, che non è basata su alcun dato scientifico. Come al solito, si è invece preso un provvedimento un tanto al chilo, senza approfondimenti, tagliando di netto la testa allo sviluppo. La situazione a Bottegone è del tutto diversa, e del tutto specifica. Innanzitutto, si tratta di un ripetitore classico, che ha solo la predisposizione per il 5G. Ciò che abbiamo lamentato, in questo caso, è la scarsa chiarezza e trasparenza nel percorso: per ragioni urbanistiche, paesaggistiche e di garanzia.

Il Comune non ha proposto alcun parere urbanistico nonostante l’area si in protezione cimiteriale, la Valutazione di Impatto ambientale è precedente al permesso, non sono chiari né i controlli né il  monitoraggio che verranno fatti. Noi siamo per lo sviluppo tecnologico, ma non per l’approssimazione: è impensabile che il Comune non si preoccupi neanche di valutare urbanisticamente un nuovo insediamento, ritrovandosi di fatto nuove antenne quasi senza batter ciglio, senza aver fatto un minimo di programmazione, senza aver posto alcuna prescrizione all’azienda su monitoraggi e controlli, affidandosi solo ed esclusivamente ad Arpat.

Per questo, chiediamo che, come in tutti i Comuni che stanno scommettendo sul proprio futuro, si approvi immediatamente un regolamento ad hoc: deve essere il Comune a indirizzare, programmare, ma anche porre condizioni e prescrizioni per la trasparenza, la sicurezza e la garanzia. Fino ad ora, l’amministrazione ha fatto l’opposto: ha fatto un’ordinanza senza approfondimenti, ma ha fatto costruire un ripetitore in una zona già satura senza neanche porre un parere. Se questo è il modo di affrontare le questioni, la città andrà poco lontano.

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