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Alessandro Capecchi: "Pronti per la sfida Toscana"

Il consigliere fa un bilancio dei due anni e mezzo in Regione ed espone obiettivi e progetti non solo per l'intero territorio pistoiese

Alessandro Capecchi: "Pronti per la sfida Toscana"
Politica Pistoia, 13 Gennaio 2023 ore 05:54

di Andrea Spadoni


Alessandro Capecchi, alle elezioni regionali del 2020, è stato uno dei consiglieri eletti con il maggior numero di preferenze. Sicuramente il più votato a Pistoia in tutto il centrodestra. Sempre molto attento alle vicende della sua città, lo abbiamo intervistato per fare un primo bilancio dell’esperienza in Regione e per parlare, appunto, di Pistoia e della Toscana.

Sono passati due anni e mezzo dalla sua elezione in Consiglio Regionale, traguardo importante che ha coronato un percorso di grande impegno per la politica e per la città di Pistoia.
«Il mio percorso nasce da un lavoro sul territorio lungo 25 anni, partito dal Comune di Pistoia ma allargatosi a tutta la provincia. Sono stato dirigente di partito a più livelli, responsabile degli enti locali regionale per Alleanza Nazionale prima e, adesso, per Fratelli d’Italia attraversando l’esperienza del Pdl. Con tanti eletti e le varie amministrazioni che si sono succedute, abbiamo costruito le basi per una Destra di governo fino ad arrivare alla vittoria storica del Comune di Pistoia».

E’ stato anche uno dei candidati più votati in Toscana, un consenso ben consolidato nel tempo. Cosa pensa abbia fatto la differenza?
«Credo abbia pagato la coerenza, l’impegno sul territorio dove non ho mai fatto mancare la presenza. La gente ti individua, ti riconosce e se risulti credibile e preparato, ti premia con il voto, politico e personale».

In questi due anni e mezzo quali sono le battaglie e le iniziative che ha sostenuto?
«La prima è il cofinanziamento della Regione che ha reso possibile la realizzazione, che è in corso, della scuola “Cino da Pistoia”, la possibilità poi di finanziare i treni e i cammini storici, la mozione approvata all’unanimità in Consiglio per impegnare l’ente regionale a sviluppare un radicamento sempre più forte di Hitachi – e quindi del suo indotto - sul territorio pistoiese, senza dimenticare il lavoro sulle Terme di Montecatini. In attesa, infatti, del pronunciamento del Tribunale di Pistoia, da tempo avevamo proposto, come poi la Regione ha fatto, l’acquisto del patrimonio, dei vari stabilimenti termali. Abbiamo contribuito a tracciare la strada che potrebbe portare al salvataggio delle Terme il cui immenso patrimonio pubblico è riconosciuto anche dall’Unesco e ha un grande impatto economico sull’intera Valdinievole. Tema caro è, poi, quello delle infrastrutture per le quali abbiamo fatto da stimolo verso la Regione e gli altri enti pubblici per migliorare la viabilità della Piana fra Pistoia e Montale con la grande attenzione per la terza corsia dell’A11 e le opere connesse. Quindi la viabilità da e verso la montagna con le vicende legate al ponte sulla Val Sestaione, il viadotto di Maresca con i relativi risarcimenti per famiglie e imprese. Ci siamo battuti e ci stiamo battendo per l’edilizia scolastica per il liceo “Lorenzini” di Pescia e per il Mefit, il Mercato dei fiori, per il quale stiamo monitorando la realizzazione dell’accordo di programma tra Regione e Comune. Inoltre, tutta la partita della sanità, con la lotta ai tagli dei servizi territoriali come, ad esempio, quello del trasporto gratuito ed assistito ai pazienti oncologici (per andare a svolgere le cure radio e chemio terapiche)».

Fratelli d’Italia ha avuto una grande affermazione nazionale e ora siete sui banchi del governo addirittura con il Presidente del consiglio, Giorgia Meloni. Nonostante questo e nonostante i tanti piccoli comuni a guida centrodestra, sembra ancora difficile “sfondare” in Regione.
«Fratelli d’Italia ha raggiunto un risultato straordinario a livello nazionale ed eccezionale in Toscana e a Pistoia. Stiamo crescendo come classe dirigente e questo costituisce il giusto trampolino di lancio, unito al buon lavoro del Governo nazionale, per tentare la scalata alla Regione. E’ l’ultimo anello che ci manca per riuscire a portare anche in Toscana un modello di amministrazione più snello, più moderno, più vicino alle imprese e ai cittadini. A Pistoia ci siamo riusciti e il sindaco Tomasi è infatti uno dei più autorevoli profili per la candidatura a Governatore. Manca forse la convinzione di essere davvero un’alternativa e di trasmettere la nostra serietà e preparazione a quei corpi intermedi che fino ad oggi hanno fatto affidamento solo al Pd, inteso ancora come partito-stato».

capecchi meloniChe idea si è fatto dei primi mesi di Governo Meloni?
«Il Governo Meloni si è mosso molto bene nonostante la situazione nazionale e internazionale sia assai complicata. Ho apprezzato lo sforzo sul tema del caro-energia, senza contrarre nuovo debito, perché non ci possiamo permettere una fase di stagnazione dell’economia con le imprese che si fermano. Sta cambiando anche l’atteggiamento nei confronti del mondo del lavoro con un approccio meno assistenzialista dello Stato: si aiuta chi è in difficoltà ma si spronano i giovani (e non solo) a trovarsi un’occupazione, diritti e doveri insomma. E’, finalmente, un Governo politico dopo dieci anni di esecutivi più o meno tecnici che hanno indebolito il nostro Paese. Vogliamo un’Europa diversa che sappia ascoltare le ragioni anche dell’Italia».

Perché, secondo lei, nonostante i grandi proclama della sinistra sulle battaglie di genere, alla fine è stata la destra a esprimere il primo premier donna?
«Non ci siamo rinchiusi nell’ideologia, ma abbiamo sempre praticato una sana competizione all’interno di Fratelli d’Italia senza distinzione di genere. Chi è di Destra ha dei valori di riferimento e Giorgia Meloni è riuscita a condensarli in una proposta politica vincente. Quando vinse il congresso di Azione Giovani, ero nel palazzetto a Viterbo. E’ stata la più giovane vicepresidente della Camera dei Deputati, poi tra i più giovani ministri della Repubblica. E’, adesso, la prima donna premier in Italia. Si è sempre fatta valere, dalla sezione della Garbatella fino al Parlamento ed al Governo. Per me, che la conosco da vent’anni, è stata una grande emozione leggere, su uno dei quotidiani internazionali più prestigiosi, che Giorgia è la settima donna più potente nel mondo. Ed è italiana».

Torniamo a Pistoia, all’intero territorio provinciale. Dal suo osservatorio regionale, quali sono le tre manovre determinanti per fare il salto di qualità?
«Ci sono tanti nodi che non sono mai stati sciolti. Il primo è quello delle infrastrutture. Dobbiamo fare i conti con la nostra collocazione geografica: siamo nel cuore della regione Toscana ma schiacciati tra la Piana di Lucca e Firenze. La terza corsia dell’A11 rappresenta, con le opere connesse e con la soluzione dell’ aeroporto di Peretola, una delle priorità assolute. Così come il collegamento funzionale con l’economia produttiva verso la Piana. La nostra montagna ha, poi, bisogno di cura e rilancio, non solo sotto il profilo del comparto sciistico, peraltro molto importante, ma anche del turismo verde: il territorio ha bisogno di un’attenta e costante manutenzione mentre oggi, in varie parti, risulta abbandonato. C’è il tema del rilancio della Valdinievole con le partite decisive delle Terme e del Mefit, del settore vivaistico ornamentale. Essenziale è tutto il capitolo della sanità: non si può continuare a smantellare i servizi sui territori accentrandoli nei grandi ospedali ma occorre, invece, difendere e potenziare la sanità territoriale. C’è bisogno di servizi ferroviari all’altezza, integrati con gli aeroporti di Firenze e Pisa. Al contrario di quello che dice una certa sinistra, la Provincia di Pistoia, con il Comune capoluogo che ha fatto da capofila, è l’unica in toscana ad essersi dotata di un Piano Strategico della Cultura che presto darà i suoi frutti».

Cosa si augura per il 2023 appena iniziato?
«Il mio pensiero va a tutta la nostra comunità, in particolare alle famiglie che in questi due anni hanno avuto difficoltà e lutti a causa del Covid e della situazione economica. L'inizio del nuovo anno è anche un momento di riflessione per capire cosa abbiamo fatto e cosa ancora possiamo fare per migliorare. Ed è quello che voglio fare, per ripartire con energia nel nuovo anno».

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