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La lettera di cinque attivisti M5S che contestano la scelta di stare nella coalizione di centro-sinistra a Pistoia

"Diventa per noi inconcepibile comprendere come ad un tratto e senza alcuna spiegazione il M5S, nella esclusiva figura del consigliere uscente Nicola Maglione, abbia abbandonato l'alleanza con le forze progressiste per ritrovarsi in braccio a Italia Viva"

La lettera di cinque attivisti M5S che contestano la scelta di stare nella coalizione di centro-sinistra a Pistoia
Politica Pistoia, 07 Giugno 2022 ore 17:15

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa diffuso da cinque cittadini pistoiesi che ammettono di essere attivisti del Movimento Cinque Stelle in merito all'alleanza stretta con il centrosinistra al cui interno c'è anche Italia Viva, caso unico in Italia viste le diatribe e polemiche a livello nazionale.

Il rammarico degli attivisti

"Siamo attivisti del M5S e da tempo siamo presenti sul territorio pistoiese. Abbiamo sempre prestato la nostra opera con il solo fine di portare avanti le nostre battaglie per i cittadini e siamo felici che a livello nazionale tanti traguardi siano stati raggiunti anche con il nostro piccolo contributo. Pensiamo al reddito di cittadinanza che tanto sta facendo contro la povertà. Oppure all'opera di Conte che da Presidente del Consiglio è riuscito a portare in Italia dall'Europa ben 209 miliardi di euro per la nostra economia e welfare".

"E come non rammentare il superbonus, pietra fondamentale per il raggiungimento di un PIL di cui lo stesso Draghi si è ampiamente vantato.
Ma non siamo qui a scrivere una sterile lista di provvedimenti assolutamente positivi per il nostro Paese fatti dal Movimento e che risulta indiscutibilmente più lunga di qualsiasi altra forza politica.
Vogliamo invece esporre i nostri dubbi, le nostre perplessità su ciò che sta accadendo a livello locale.

Tra pochi giorni ci dovremo esprimere per il governo cittadino, per i prossimi cinque anni di governo comunale e le nostre riflessioni non ci consentono di capire cosa realmente si è verificato negli ultimi mesi a Pistoia. Cosa ha portato ad un risultato così disastroso e lontano dai nostri reali principi e valori.
Abbiamo assistito, grazie alla stampa o i social in generale, ad incontri del M5S di Pistoia o, per meglio dire, della persona che ha quasi sempre partecipato da solo con le forze progressiste, quelle che attualmente sostengono Branchetti ed eravamo, seppur mai interpellati, contenti di questo approccio.

Lo ritenevamo consono ed in sintonia rispetto anche a ciò che a livello nazionale si sta facendo.
Viene formulato un programma comune, con tanto di simboli a piè di pagina e tutto prosegue coerentemente con la richiesta formale verso il PD di condividere il percorso e, magari, con la nascita di un candidato/a sindaco comune.
Sicuramente un processo lineare, come conviene a chi vuole davvero sconfiggere le destre ormai al governo della città da cinque anni.

Il PD per tutta risposta, dopo un discreto periodo di silenzio, annuncia la sua attuale candidatura, in completa autonomia e con uniche forze politiche collegate Italia Viva e i socialisti, racchiusi attualmente nella lista civica "Civici e riformisti".

Si, proprio IV di Renzi, lo stesso che non perde occasione per gettare fango su Conte, seguito a ruota a livello locale da esponenti di IV che etichettano costantemente Conte con l'appellativo di "coso" e che si erano già espressi localmente per non volere in nessun modo alcun apparentamento con il M5S.

Per carità, ognuno è libero di pensare, dire e scrivere come vuole e francamente non avevamo perso il sonno per questo.
Diventa però per noi inconcepibile comprendere come ad un tratto e senza alcuna spiegazione il M5S di Pistoia, nella esclusiva figura del consigliere uscente Nicola Maglione, abbia abbandonato l'alleanza con le forze progressiste per ritrovarsi in braccio a Italia Viva.

È per noi difficile capire ed anche accettare una coalizione con forze più vicine a Forza Italia che al centrosinistra, incomprensione accentuata dal fatto che, come abbiamo già detto, Maglione ha partecipato quasi sempre da solo alle riunioni.

Ed allora le domande nascono spontanee, ma non altrettanto le risposte. Cosa ha fatto decidere Maglione per queste scelte??
Quali sono le motivazioni politiche che lo hanno portato prima a sottoscrivere un programma con le forze progressiste e poi con la Fratoni e Italia Viva?? Ci avesse reso edotto, forse oggi non saremmo pervasi da così tanti dubbi.

Ma ad ora lo sconcerto regna sovrano e ci chiediamo se il Presidente Conte non abbia avallato una linea senza conoscere davvero i particolari della vicenda pistoiese. E, a quanto pare, non siamo solo a noi nel dubbio, ma in molti che hanno creduto nel M5S pistoiese…. almeno finora".

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