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Il futuro da pre(te)ndere

Come l’Europa può aiutare le PMI che assumono i giovani

Ridurre il gap tra domanda e offerta di lavoro è possibile, se si investe su una riforma degli istituti tecnici, ne ha parlato Dario Peli

Come l’Europa può aiutare le PMI che assumono i giovani
Glocal news 03 Febbraio 2021 ore 10:37

Quali sono le necessità delle PMI italiane? E cosa può fare l’Italia per agevolare l’inserimento dei giovani all’interno del tessuto imprenditoriale, utilizzando i fondi europei previsti da Next Generation EU? Ne ha parlato il presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato Imprese, Davide Peli, durante l’incontro organizzato da Netweek con il Parlamento Europeo “Il futuro da pre(te)ndere per i giovani”.

GUARDA IL VIDEO DELL’INTERVENTO

Come aiutare le PMI con Next Generation EU

Sono tre i principali punti all’ordine del giorno tra le necessità delle piccole e medie imprese. La risoluzione del mismatch tra formazione scolastica e mondo dell’impresa, un aiuto economico per le imprese che scelgono di investire negli apprendistati, ed un supporto per i giovani che scelgono di aprire partita IVA per entrare nel mondo dell’imprenditoria.

“Gli istituti di formazione tecnica e professionali non sono rimasti al passo con le nostre aziende oggi. Questo si traduce in ragazzi che usciti dalla scuola non hanno la formazione necessaria per entrare direttamente in azienda. Se vogliamo davvero che il mondo delle scuole entri all’interno delle nostre imprese è necessario un intervento strutturato. Dobbiamo innanzitutto permettere alle aziende di supportare la formazione negli istituti scolastici in modo che i ragazzi entrino nel mondo del lavoro con competenze già acquisite. Poi servono politiche nazionali che incentivino da una parte le imprese ad assumere nuovi giovani e dall’altra i giovani a coltivare le proprie aspirazioni imprenditoriali, con sostegni per le partita IVA”

Altro tasto dolente per il nostro Paese sono i finanziamenti per il settore Ricerca e Sviluppo. In quanto ad oggi, i bandi e i finanziamenti statali che vengono offerti sono accessibili solo alle grandi imprese.

“Il nostro tessuto imprenditoriale è composto perlopiù da microaziende, le quali però anch’esse ricercano e comunque innovano. Allora perché non costituire un fondo dedicato per la Ricerca e Sviluppo nelle piccole e medie imprese, magari dando degli incentivi”.

Le risposte degli Onorevoli

Al presidente Peli hanno risposto gli gli europarlamentari Massimiliano Salini (FI) e Isabella Tovaglieri (Lega). I quali hanno sottolineato come colmare il gap tra domanda e offerta di lavoro, partendo dalla formazione all’interno degli Istituti tecnici sia fondamentale per la sopravvivenza delle PMI.

“Alternanza scuola lavoro non significa sentir raccontare in modo teorico cos’è il lavoro. Alternanza scuola lavoro significa vivere in simbiosi con l’imprenditore, guardarlo lavorare, imparare una competenza specifica e poi metterla in pratica. Questo modello è finanziabile, solo a condizione che il paese che riceve le risorse decida di investirle in maniera corretta. Non bisogna delegare alla politica il compito di delegare il futuro dell’impresa italiana” ha affermato l’On. Salini

Per quanto riguarda la formazione l’On. Tovaglieri si è così espressa:

“La Formazione punto cruciale su cui investire per rendere il paese più resiliente, anche perchè sono loro che dovranno sostenere il debito che sarà causato dal Next Generation EU. In Italia non siamo partiti nel modo migliore perchè solo l’1% delle risorse veniva destinato al contrasto alla disoccupazione giovanile. L’apprendistato è un tema strategico e cruciale per favorire l’occupazione giovanile. Ciononostante, qualunque bonus non può prescindere dalle riforme strutturali che da tempo frenano gli imprenditori privati, e vanno fatte a monte. Primo tra tutti il tema della sburocratizzazione, di cui però nel Recovery Plan non si parla”.

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