LA STORIA DELLA SETTIMANA

Pino, storia del pastore solitario: una vita da “bohemien agreste” – GUARDA LE FOTO

Intervista a un personaggio molto singolare ma notissimo a Casalguidi (Pistoia).

Pino, storia del pastore solitario: una vita da “bohemien agreste” – GUARDA LE FOTO
Piana, 13 Settembre 2020 ore 09:43

Giuseppe Greco ha 70 anni e abita in cima a via San Biagio, a tre chilometri di distanza dal centro di Casalguidi: conserva ancora il carattere forte, fiero libero e anticonformista.

La storia uscita su il Giornale di Pistoia e della Valdinievole il 4 settembre.

Pino, storia del pastore solitario

Questa volta scriviamo di un personaggio particolare che affronta ogni giorno le regole “civili” e sfida, come vedremo, la vita stessa. Giuseppe Greco, detto Pino, ha 70 anni e abita in solitudine quasi in cima a via San Biagio, a tre chilometri di distanza dal centro di Casalguidi che da circa trenta anni è il suo paese.
Originario di Umbriatico (Crotone), Pino conserva il carattere forte e orgoglioso dei calabresi e lo si può definire un bohémien agreste in quanto conduce una vita povera, disordinata, ma fieramente libera e anticonformista.
Privo di qualsiasi mezzo di locomozione da sempre, gli abitanti del paese sono abituati al vederlo passare spingendo una carriola, o un carrello di chissà quale supermercato, colmo dei beni di prima necessità per lui e per le sue adorate capre, unica sua forma di sostentamento.
Lo abbiamo cercato e quando lo abbiamo trovato ci ha accolti con la gioia tipica di quando si rivedono vecchi amici, nella sua modesta e trascuratissima abitazione in cui manca persino l’acqua attinta grazie alla benevolenza di un vicino di casa. Niente televisore, niente frigorifero, niente telefono, unico elettrodomestico una piccola radio perché a Pino piace la musica (compone persino canzoni e le canta accompagnandosi con un tamburello), che lo fa sentire meno solo anche se dichiara di avere il cuore impegnato perché innamorato di «una bellissima donna straniera».
Qualche mese fa, verso mezzanotte, Pino è stato colpito da un infarto. Perchè non ha chiesto aiuto ai vicini?

«Non volevo rompere le scatole a nessuno ed a piedi con un dolore fortissimo al petto ho percorso la ripida discesa verso il paese giungendo alla Misericordia dove ho fatto appena in tempo a chiedere soccorso prima di stramazzare inerme al suolo».

E non finisce qui, dopo solo poche settimane dall’infarto, Pino ha ripreso a camminare spingendo la sua carriola per quella salita che metterebbe a dura prova qualsiasi persona perché «mica potevo lasciare morire di fame le mie caprine». Alla domanda se prende medicinali ha risposto «Sì, ma qualche volta me ne dimentico».
Quando lo abbiamo incontrato, tra le sue caprine ovviamente, era vestito solo con un paio di ex-scarponi e una specie di asciugamano legato intorno ai fianchi che ha così giustificato:

«Non posso portare le mutande, ho una grossa ernia e mi fanno male. La mia dottoressa mi ha detto che devo operarmi ma se lo faccio poi devo stare fermo e alle mie caprine chi ci pensa?».

Le capre, sempre in testa le capre a Pino che ha preteso di farcele conoscere abbracciandole una ad una come fossero persone, persino quella che lui definisce, scuotendo la testa, essere una capra/trans perché a parere suo è dotata di entrambi gli organi genitali, maschili e femminili. C’è stata poi la visita in casa. Spiace descriverla e non lo faremo con dovizia di particolari perché forse lederemmo l’orgoglio di Pino, ma è davvero difficile comprendere l’evidente contentezza di chi vive in un’abitazione in cui le più elementari norme igieniche sono disattese, ma lui si schernisce.
Vabbè c’è un po’ di disordine, e allora? Sono un single, manca la mano di una donna, però ne conosco una di cui sono innamorato e chissà che non la sposi. A volte lei viene a trovarmi, passiamo momenti pieni di poesia ma anche di quelli, beh lei avrà capito – ha detto Pino con un sorrisetto ammiccante – purtroppo è una donna con un caratterino ribelle ma io le voglio bene e vorrei sposarla, ne farei la mia regina. A lei però questa idea non piace molto e se non vorrà sposarmi vorrà dire che la manderò a quel paese…».
Ci parli di lei Pino.

«Mi garba la campagna, mi garba la natura, voglio bene agli animali e alle persone. Vivo da solo, sono libero cittadino. Mi faccio tutto da solo, governo le mie caprine, le allevo e poi vendo i capretti. Prima facevo formaggi, ricotte e stracchino ma da solo ci vuole troppo tempo e ho smesso ma se avessi moglie sarebbe diverso. Purtroppo anche la donna cui voglio bene deve venire da me a piedi e si lamenta un po’».

Ha mai chiesto aiuti all’amministrazione comunale?

«Io ringrazio l’amministrazione comunale perché credo che se ho bisogno loro mi aiutano, io guadagno poco ma me li faccio bastare e poi ho tanti amici, sono felice e contento; tiriamo a campà!».

SFOGLIA LE FOTO

3 foto Sfoglia la gallery
Turismo 2020
Top news
Glocal News
Foto più viste
Video più visti
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità