Lavori artistici

Belli i Presepi della Casa di Zela: Tanti artisti hanno esposto delle opere veramente uniche

Appena l’emergenza passerà, sarà visitabile per un intero mese

Belli i Presepi della Casa di Zela: Tanti artisti hanno esposto delle opere veramente uniche
Eventi Piana, 26 Dicembre 2020 ore 11:00

Dall’8 dicembre, presso il museo della Casa di Zela, è in esposizione la mostra “Forme del presepe dagli anni ’50 ai giorni nostri”, che ospita alcune bellissime opere. La mostra non è ancora aperta al pubblico, a causa della situazione sanitaria, ma appena l’emergenza passerà, sarà visitabile per un intero mese, sembra dalla metà di gennaio circa.

Fuori dalla Casa di Zela, in via Montalbano 255, si trova il primo presepe già visitabile, perché posto all’interno di una vetrina: è intitolato “La natività” ed è un’opera realizzata da Giuseppe Gavazzi, con statue ad altezza naturale. Alla Casa di Zela invece troviamo, nella rimessa al pianterreno, il presepe di Franco Melani, realizzato interamente con i sacchi di juta: sia i personaggi che l’ambientazione (alla quale sono stati aggiunti uno specchio per creare un lago e qualche sasso).

Continuando il giro del museo, nel ballatoio al primo piano, troviamo poi due vetrinette. Nella prima si trovano statuine recuperate dal deposito del museo, provenienti da varie epoche e luoghi: alcune direttamente prodotte in Palestina. Ce ne sono di ogni materiale: legno, cartapesta, plastica, coccio e terracotta. La seconda invece ospita le statuine raccolte da Alessandro Rapezzi ed anche questa molto variegata. L’aula polivalente, ex fienile, è invece la stanza dedicata interamente alle restanti opere: entrando c’è uno spazio vuoto che aspetta il presepe di Fabrizio Nitti, un artista delle Piastre e maestro di presepi, che arriverà presto. Al suo posto intanto ci sono alcune letterine a Babbo Natale d’epoca: la più vecchia risale addirittura al 1927, e poi ce ne sono del ‘28, ‘33, ‘40, ‘47 fino agli anni ‘80. Accanto alle letterine troviamo uno dei presepi più incredibili dell’esposizione: quello di Piero Mantellassi, realizzato in un tronco recuperato dalla spiaggia e con alcuni sassi, che ha creato un paesaggio onirico e soprattutto unico. Piero ha realizzato anche un altro presepe presente all’esposizione, sempre in una radice d’albero, ma questa volta la scena della natività appare sospesa.

Successivamente si trova il presepe da viaggio realizzato dall’associazione “La Tiritera” di Pistoia, in cui tutti i personaggi sono inseriti in delle “tasche” e quindi facilmente trasportabili. Poi troviamo il bellissimo presepe di Neviana Amoti,  realizzato con degli intagli su due libri che ricreano le figure sacre. Accanto si trova un presepe realizzato da Alessandro Rapezzi tramite un tronco d’albero. Poi, ci sono il presepe di proprietà di Casa di Zela, un libro che aprendosi dà vita alla scena della natività, due fondali da presepe sempre di proprietà di Rapezzi e uno del Museo. Infine, ma non ultimo, c’è il presepe di Marco Turi, un’opera molto grande e affascinante, tutta realizzata con ferri di recupero, per la prima volta in esposizione. Fra i molti personaggi Turi ha realizzato anche Erode ed E.T., che vuole conoscere Gesù Cristo. «L’idea originale sarebbe stata quella di fare una mostra itinerante, che girasse per le chiese delle varie frazioni quarratine – ha ammesso Ernesto Franchi dell’associazione Amici Casa di Zela –  così da farli vedere in tutta la città. Non è stato purtroppo possibile a causa dell’emergenza sanitaria e così abbiamo allestito qui la mostra, che sarà visitabile appena la situazione e le norme lo permetteranno».

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