Economia

Vino Chianti, produzione in calo ma la qualità della vendemmia 2020 è ottima

Segnali incoraggianti dal mondo vitivinicolo alla luce di come sta andando la vendemmia 2020 e la raccolta del vino Chianti anche nelle nostre zone: produzione in calo ma qualità ottima.

Vino Chianti, produzione in calo ma la qualità della vendemmia 2020 è ottima
Piana, 23 Settembre 2020 ore 10:51

Meno ma ottimo. Si preannuncia così il Chianti dell’annata 2020. Le aziende, che sono nel pieno della vendemmia, alcune a metà e altre già al termine, sono soddisfatte. Ulteriori commenti ed approfondimenti a riguardo li troverete, per la zona di Quarrata, sul GIORNALE DI PISTOIA E DELLA VALDINIEVOLE in edicola da venerdì 25 settembre 2020.

Consorzio Vino Chianti, il commento sulla qualità della vendemmia 2020

“E’ una vendemmia favolosa: la produzione di vino è minore rispetto agli altri anni, ma la qualità è ottima” afferma Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti.

“La vendemmia sta proseguendo bene, speriamo che il tempo ci assista anche per i prossimi 10 giorni, poi potremo brindare”.  Un calo della produzione era nei programmi. “Avevamo deciso di ridurla del 20% per garantire un equilibrio di mercato, mantenere i prezzi dello sfuso e la remuneratività per le imprese, ma poi non c’è stato bisogno che gli agricoltori facessero nessun intervento nelle vigne”.

Ci ha pensato la natura: sulle viti quest’anno sono maturati meno grappoli così la diminuzione è stata spontanea.
Segnali positivi arrivano, oltre che dalle vigne, anche dal mercato.

“Al 31 agosto abbiamo registrato a consuntivo un calo solo dello 0,5% rispetto all’anno precedente, mesi fa ci aspettavamo perdite del 5-10%. Invece siamo sostanzialmente in pareggio” afferma Busi.

Il Chianti è venduto per il 70-75% nella grande distribuzione e qui ha fatto registrare numeri in aumento nonostante la crisi dovuta alla pandemia Covid-19.

“Nella grande distribuzione le vendite sono anche aumentate e hanno compensato le perdite del canale Horeca, che invece è completamente fermo” conclude Busi.

Ma le circa 570 aziende del Consorzio che hanno come sbocco commerciale solo il canale Horeca (ristoranti ed enoteche) sono in forte crisi economica. “Durante il lockdown questo canale è rimasto completamente chiuso. Ora sta riaprendo, ma la ripresa è lenta, mentre in campagna i costi, compresi quelli per la vendemmia, sono invariati e non si possono ridurre e l’accesso al credito è difficile”, spiega Busi che al governo nazionale e al nuovo governo regionale sollecita “un sostegno importante per traghettare le nostre imprese verso la ripartenza economica salvaguardando mano d’opera e investimenti fatti”.

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