La ripartenza

Il terziario affossato dalla pandemia, Confcommercio lancia l'allarme: "Servono misure strutturali"

I numeri del terzo trimestre 2020 sul fronte terziario sono allarmanti per la provincia di Pistoia e Prato: Confcommercio lancia l'allarme in vista anche del 2021.

Il terziario affossato dalla pandemia, Confcommercio lancia l'allarme: "Servono misure strutturali"
Economia Pistoia, 30 Dicembre 2020 ore 10:29

Riceviamo e pubblichiamo l'allarme sul futuro del mondo del terziario che arriva da Confcommercio Pistoia e Prato per bocca del proprio presidente, Stefano Morandi.

Gli effetti del Covid-19 sul terziario: allarme di Confcommercio Pistoia Prato

La pandemia piega il terziario italiano: secondo l’Ufficio Studi di Confcommercio Imprese per l’Italia sono oltre 390mila le attività del commercio non alimentare e dei servizi di mercato cessate nel 2020, di cui 240mila da attribuire agli effetti del Covid-19. Numeri che sbaragliano totalmente l’effetto delle 85mila nuove aperture.

È questa la stima dei danni rilevati dalla ricerca della Confederazione che evidenzia una perdita dei consumi del 10,8% e un aumento del tasso di mortalità pari all’11,1% (nel 2019 era del 6,6%) nel commercio e al 17,3% nei servizi  (rispetto al 5,7% dello scorso anno).

Tra i settori più colpiti, nell’ambito del commercio, abbigliamento e calzature (-17,1%), ambulanti (-11,8%) e distributori di carburante (-10,1%); nei servizi di mercato le maggiori perdite di imprese si registrano, invece, per agenzie di viaggio (-21,7%), bar e ristoranti (-14,4%) e trasporti (-14,2%). C’è poi tutta la filiera del tempo libero che, tra attività artistiche, sportive e di intrattenimento, fa registrare complessivamente un vero e proprio crollo con la sparizione di un’impresa su tre.

Nella provincia di Pistoia – secondo i dati Infocamere – dal 1 gennaio al 30 Settembre 2020 sono cessate 612 attività nei settori del commercio, del turismo e dei servizi, a fronte di 424 nuove aperture. A soffrire di più sono il commercio con 319 cessazioni e 214 nuove iscrizioni, le attività ricettive e della ristorazione con 84 cessazioni e 36 iscrizioni. Dati, questi del tutto parziali e destinati a un netto peggioramento dovuto dalle nuove limitazioni introdotte durante i mesi autunnali, le chiusure derivate dalle fasce di emergenza e l’ultimo lockdown di Natale. Si tratta di fattori che incidono drammaticamente sul futuro del terziario in provincia e che, affiancati a sostegni economici del tutto insufficienti alla messa in sicurezza del patrimonio imprenditoriale, porteranno a contare gravi perdite già dai primi mesi del 2021.

“Lo scenario a cui stiamo andando incontro è gravissimo – afferma Stefano Morandi, presidente di Confcommercio Pistoia e Prato. Il susseguirsi di restrizioni, la mancata chiarezza delle comunicazioni da parte delle Istituzioni, gli incentivi del tutto insufficienti a sopperire alle perdite subite, apriranno una delle ferite più gravi vissuta dall’economia locale. Lo abbiamo detto da sempre: gli sforzi fatti fino a ora dal Governo non bastano. Servono sostegni tempestivi e adeguati alle cadute di fatturato e moratorie fiscali più ampie e inclusive. Senza queste, le conseguenze della pandemia diventeranno sempre più gravi e non basterà il vaccino a garantire la ripresa. Nessun territorio può permettersi oggi di perdere le attività che lo caratterizzano e che ne determinano la vivibilità. Basta con interventi assistenziali, servono subito misure strutturali per salvare il terziario.”