Allarme serio

Le stime di Confcommercio sui saldi: “Perdita del 40% nell’intero periodo”

Confcommercio, attraverso Federmoda, analizza il momento dei saldi estivi e le previsioni sono tutt'altro che positive fra crisi occupazionale e timore per un nuovo lockdown.

Le stime di Confcommercio sui saldi: “Perdita del 40% nell’intero periodo”
Pistoia, 04 Agosto 2020 ore 13:07

Anche se il richiamo e l’attenzione c’è, le stime di Federmoda-Confcommercio dopo il primo weekend dei saldi estivi sono tutt’altro che positive: ci si aspetta un repentino calo e le proiezioni a livello nazionale parlano addirittura della perdita di 3mila posti di lavoro entro la fine dell’anno.

Federmoda-Confcommercio sull’inizio dei saldi estivi

Questo il comunicato stampa diffuso da Confcommercio Pistoia-Prato alla luce del primo weekend di saldi.

Primo weekend di agosto all’insegna dei saldi per tanti pistoiesi. La voglia di fare acquisti e di approfittare delle occasioni nei negozi del territorio c’è per chi resta in città ma l’“effetto Covid” continua a farsi sentire.

Secondo una prima indagine svolta da Federmoda – Confcommercio – la Federazione in rappresentanza delle attività del settore moda in provincia di Pistoia – fra i propri associati, l’avvio dei saldi è positiva soprattutto se proporzionata alla difficile fase di ripartenza che sta affrontando il settore. Che le vendite di fine stagione rappresentino un momento di grande richiamo per lo shopping e di visibilità per i negozi del territorio, è un dato certo che si conferma di anno in anno; resta però invariata la previsione di Federazione Moda Italia che stima una perdita del 40% sull’intero periodo dei saldi estivi 2020.

Si tratta di previsioni piene di punti interrogativi viste la particolarità del periodo nel quale si svolgono (quasi un mese dopo rispetto agli anni passati), l’incertezza rispetto alla permanenza in città dei pistoiesi in agosto e, soprattutto, le conseguenze portate dalla pandemia. È la stessa Federazione nazionale, però, a portare alla luce i dati più allarmanti sulle perdite a cui andrà incontro l’intero settore moda per il 2020: si parla di -15milliardi di consumi che porteranno alle chiusura di 17mila punti vendita in Italia e della scomparsa di 3mila posti di lavoro. Numeri, questi, che evidenziano l’urgenza di mettere in campo tutte le risorse possibili per scongiurare una delle peggiori crisi mai vissute dalla categoria.

Serve quindi subito un taglio netto alla tassazione per famiglie e imprese che fanno i conti con un costo  del lavoro elevato e con capacità di spesa ridotte. E, allo stesso tempo, più liquidità alla aziende con la concessione di contributi a fondo perduto e con effettive agevolazioni per l’accesso al credito che non restino bloccate in iter procedurali interminabili e complessi. Torniamo a rivolgerci alle Istituzioni a tutti i livelli per chiedere meno burocrazia: è impensabile che per esibire sulla vetrina una scritta “Saldi” con misure superiori a un foglio A4, si debba richiedere un permesso con indicato il periodo preciso di affissione e pagare un’imposta sulla stessa scritta. È inoltre fondamentale in questa fase estendere al commercio al dettaglio della moda il credito d’imposta del 30% per la svalutazione delle merci nei magazzini (previsto dall’art. 48 bis del DL Rilancio convertito in Legge), per dare respiro alle aziende. Se non uniamo le forze per creare una base di ripartenza effettiva, lo slancio positivo dato dai saldi non servirà a salvare tante piccole aziende che formano il tessuto socio-economico del territorio. Per guardare al futuro serve un piano di rilancio che trovi la sua attuazione fin da subito.

LEGGI ANCHE:

Food delivery
Top news
Glocal News
Foto più viste
Video più visti
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità