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La richiesta di Fipe Confcommercio: "Fateci riaprire i ristoranti al chiuso da subito e non dal 1° giugno"

Fipe Confcommercio non vuole rimanere in silenzio di fronte all'apertura dei ristoranti al chiuso prevista solo dal 1° giugno in "zona gialla".

La richiesta di Fipe Confcommercio: "Fateci riaprire i ristoranti al chiuso da subito e non dal 1° giugno"
Economia Pistoia, 12 Maggio 2021 ore 09:19

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa diffuso da Fipe Confcommercio Pistoia con la richiesta di riaprire subito la somministrazione al chiuso anche in zona gialla, come la Toscana, senza dover attendere il 1° Giugno.

Fipe Confcommercio Pistoia e la situazione della ristorazione

“Riaprire subito la somministrazione al chiuso in zona gialla. Non possiamo aspettare il 1° Giugno per tornare a lavorare. Metà delle nostre attività non hanno spazi all’aperto per la somministrazione e se le previsioni meteo per i prossimi 15 giorni risultassero veritiere, il mese di Maggio sarà praticamente perso per tutti.”

È questo l’allarme lanciato da Fipe-Confcommercio Pistoia dopo due settimane dalla ripresa del servizio al tavolo per i ristoranti e i bar che hanno tavoli all’aperto. Mancano ancora, però, venti giorni alla data che segna l’inizio della ripartenza per l’intero settore e, a rendere più complessa la situazione, si aggiunge la pioggia.

“Basta con tira e molla e chiusure a intermittenza. Basta con limitazioni insensate che si scontrano con i dati ormai evidenti per tutti: non siamo veicolo di contagi, fateci lavorare. Forse chi non è stato chiuso per mesi e non è soggetto a continue e illogiche restrizioni da parte dei provvedimenti, non può capire  quanto sia profondo il disagio che stanno vivendo le nostre imprese.

Siamo come sempre nel mirino di chi ha bisogno di trovare un capro espiatorio per coprire le proprie lacune gestionali, vietando la somministrazione al chiuso e la consumazione al banco. Limitazioni e divieti che vengono tolti troppo lentamente e che stanno distruggendo uno dei settori su cui si basa la cultura e l’attrattività delle nostre città italiane. Oggi siamo di fronte a un paradosso in cui ci viene consentito di lavorare – come se questo non dovesse essere un diritto – solo all’aperto. E quindi, solo se le condizioni meteo lo permettono. Di conseguenza ci troviamo a fare i conti con una primavera dal clima instabile e con l’ennesima incertezza che si va a sommare a un anno di continue tensioni. Adesso diciamo basta. Lo diciamo alla luce del calo dei contagi e della nostra estraneità rispetto al loro andamento, ma anche dell’avanzamento nel numero di vaccini somministrati. Lo diciamo perché siamo consapevoli di poter garantire un servizio sicuro, nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza, evitando altre forme di aggregazione molto più pericolose.

Per questo chiediamo fin da subito il via libera alla somministrazione al chiuso. Solo questa, accompagnata dall’eliminazione del coprifuoco e della possibilità di consumare al banco, possono rappresentare per noi quella boccata di ossigeno che aspettiamo da troppo tempo”.