Pensione, errore di conteggio: rischia di tornare al lavoro

Pensione, errore di conteggio: rischia di tornare al lavoro
19 Maggio 2019 ore 18:23

E’ andata in pensione ma poi ha scoperto che non aveva i requisiti e ora vive da mesi senza sapere che ne sarà del suo futuro.

Pensione, errore di conteggio

Ha lavorato per decenni in uno supermercato della zona, poi l’anno scorso ha iniziato le procedure per andare in pensione, ma non si sarebbe mai immaginata di finire così.
E’ la storia di una donna di Carmignano che a Bisenziosette ha raccontato quello che le è successo.

«E’ iniziato tutto intorno ad aprile dello scorso anno. Andai al mio patronato per iniziare a informarmi sulla mia pensione. Fin dal primo incontro mi fu detto che io avevo già i requisiti per andare in pensione e che potevo fare la domanda per andare subito».

In pratica sarebbe potuta andare in pensione, secondo il suo Sindacato, prima della fine dell’anno.

«Addirittura sono stata io a dire loro che almeno l’anno lo volevo finire e che sarei potuta andare tranquillamente da gennaio di quest’anno in pensione, altrimenti per loro potevo andare anche qualche mese prima», ha spiegato l’ex dipendente.

«Fin da subito però se devo dire la verità ebbi una sensazione strana. Non ero tranquilla. Infatti qualche settimana dopo tornai e questa sensazione che avevo fu ancora più forte anche perché iniziarono a farmi domande che a oggi, dopo tutto quello che è successo, potevano far capire che non avevano chiara la situazione».

A novembre poi arrivò il momento di portare direttamente la domanda per la pensione alla sua azienda.

«Anche in quel caso prima tornai al Sindacato e chiesi rassicurazioni. Mi fu detto che era tutto a posto che potevo fare domanda e stare tranquilla. Così ho fatto. Una volta presentata la domanda di pensione ovviamente la mia azienda me l’ha accettata e non si poteva più tornare indietro neanche volendo».

La pensione

Così a inizio anno la donna è andata in pensione. Aveva comunque tante cose di cui occuparsi tra cui i nipotini.
Quindi quando inizialmente non le è arrivato il primo mese la pensione ha pensato ci fosse un errore con la banca.

«Appena mi sono accorta che la pensione non arrivava sono andata in banca a sentire anche perché c’erano stati dei cambiamenti nei mesi scorsi proprio con la banca e magari ho pensato che l’errore fosse dovuto a quello. Andata in banca però mi dissero che non c’era nessun errore da parte loro. Se la pensione ci fosse stata loro l’avrebbero inserita nel conto automaticamente, nessun errore sarebbe stato possibile e quindi mi fu consigliato di andare a sentire all’Inps».

La lettera dell’Inps

E così lei era intenzionata a fare.
«Ma nel giorno stesso in cui andai in banca, di ritorno da questa, mi arrivò la raccomandata di respingimento da parte dell’Inps della mia richiesta di pensionamento».
In un momento le è caduto il mondo addosso.

«Sono andata subito a sentire sia l’Inps che il mio patronato dove avevo riempito tutta la documentazione. In pratica mi è stato detto che era stato sbagliato il conteggio e che mi mancavano invece otto mesi per andare in pensione regolarmente. E’ stato uno choc. Non ho dormito per quindici giorni e ho perso cinque chili. Eppure chi dal patronato mi aveva fatto il conteggio addirittura non voleva prendersi la responsabilità dell’errore. Infatti io sono ancora in una specie di limbo in questo momento e non so bene cosa accadrà. Ormai in questi mesi la pensione non l’ho ricevuta e ho dovuto vivere con quello che prende mio marito. Una situazione veramente assurda anche perché l’errore tecnicamente non è mio. Io ho chiesto più volte se erano sicuri. Adesso mi è stato detto che stanno facendo dei calcoli per vedere se si trova una soluzione, ma ormai molti mesi sono passati e se mancano questi otto mesi di contributi comunque sia quando mi daranno la pensione sarà molto inferiore rispetto a quella che mie era stata prospettata».

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