Economia
tutto vanificato

Montecatini: buoni dati relativi al turismo, ma risultato economico vanificato dal caro energia

Montecatini: buoni dati relativi al turismo, ma risultato economico vanificato dal caro energia
Economia Valdinievole, 27 Agosto 2022 ore 11:48

L’auspicata ripresa, necessaria per far fronte ai “danni” della pandemia, pare sia avviata: dopo un buon luglio e un altrettanto discreto agosto, sul fronte del turismo si prospetta un settembre quasi in linea con i numeri del 2019. Ma sul risultato economico di questo lavoro pesa in maniera sensibile il rincaro del prezzo dell’energia.

Montecatini: buoni dati relativi al turismo

Attraverso la piattaforma H-Benchmark, che per conto di Federalberghi analizza i dati quali-quantitativi storici e previsionali del lavoro di un campione di alberghi cittadini, possiamo riscontrare che a luglio-agosto (mesi non ancora presi in esame dalle statistiche ufficiali), a Montecatini abbiamo perso il 10% di occupazione delle camere rispetto allo stesso periodo e allo stesso campione del 2019, ma a fronte di un incremento del prezzo medio del 38%, che ha prodotto pertanto un maggior ricavo complessivo dalla vendita di camere di oltre il 25%.

Buoni anche i dati in prospettiva per il bimestre settembre-ottobre. A oggi l’occupazione alberghiera già venduta risulta superiore del 169% rispetto a quella relativa alla stessa data del 2021 e del 75% rispetto a quella venduta alla stessa data del 2019 con un prezzo medio di vendita della camera superiore del 29%.

Ma in mezzo a queste buone notizie ci sono anche pericolose nubi che si addensano sopra il cielo dei nostri alberghi. L’incidenza della componente di energia elettrica rispetto ai ricavi complessivi di un albergo per i primi 7 mesi dell’anno in corso arriva per esempio a superare il 10%, con aumenti in bolletta di oltre il 300%.

«Il caro energia eroderà in maniera sensibile i risultati che stiamo ottenendo – afferma Carlo Bartolini, presidente Federalberghi Apam – con pesanti ripercussioni anche sul lavoro futuro, dal momento che i contratti con i tour operator che sono stati conclusi nei mesi scorsi non tenevano di conto di questa variabile ‘impazzita’».

Per fare un esempio concreto, un hotel come il Plaza e Locanda Maggiore nel luglio del 2019 ha pagato, al netto dell’Iva, una bolletta dell’elettricità di circa 7.800 euro, mentre ora si trova a pagare per lo stesso mese 24.800 euro.

«Si deve tenere ben di conto che i consumi energetici, nel caso degli alberghi – prosegue Bartolini - non sono una diretta conseguenza della produzione come nel caso dell’industria o del settore manifatturiero. In una struttura alberghiera deve per esempio funzionare l’impianto di aria condizionata a prescindere dalla piena o dalla parziale occupazione. La domotica può aiutare a gestire le camere, ma gli spazi comuni come la hall, la zona bar, il ristorante, i corridoi, le scale, ecc. non possono essere isolati o gestiti singolarmente. Inoltre non esistono differenze tra un hotel 5 stelle e uno classificato a una stella: il costo per condizionare una camera è lo stesso anche se in presenza di un’offerta economica diversa. Il rischio è pertanto che non ci siano margini economici per sostenere l’aumento dei prezzi».

«Dopo 2 anni di covid e la guerra in Ucraina, ora con il caro energia, se non interverrà un stop agli aumenti e un aiuto consistente da parte dello Stato, corriamo il rischio di perdere un buon numero di imprese», conclude Bartolini.

Resta sempre aggiornato sulle notizie del tuo territorioIscriviti alla newsletter