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Mati (Confagricoltura): "Sul florovivaistico si è abbattuto uno tsunami"

Il grido d'allarme di Confagricoltura Toscana per voce del suo presidente del florovivaismo, Francesco Mati, in merito al crollo del settore nel momento di massimo fatturato annuo in corrispondenza dello scoppio della pandemia da coronavirus.

Mati (Confagricoltura): "Sul florovivaistico si è abbattuto uno tsunami"
Economia Pistoia, 28 Marzo 2020 ore 17:07

La forte preoccupazione sulla crisi che sta coinvolgendo il settore florovivaistico nel periodo di maggiori introiti dell'anno coinciso con l'arrivo dell'emergenza Coronavirus: parla il presidente del settore di Confagricoltura Toscana, Francesco Mati.

L'allarme di Confagricoltura sul florovivaismo

“Vogliamo ringraziare la ministra all’agricoltura Teresa Bellanova e le parole con cui ha salutato lo sblocco alla possibilità di vendita nei centri di giardinaggio e nei vivai come strumento per difenderci da questa crisi senza precedenti, purtroppo questa iniziativa rappresenta soltanto un punto di partenza per risolvere i problemi nel settore florovivaistico creati dall’emergenza Covid - 19” così Francesco Mati, presidente del settore florovivaistico di Confagricoltura Toscana.

“La situazione resta assai complicata - spiega Mati – dobbiamo pensare ad ulteriori misure straordinarie che possano aiutare le tante aziende che sono letteralmente sull’orlo del baratro. Nell’ultimo mese - precisa Mati - sul settore florovivaistico e floricolo del nostro Paese si è abbattuto un vero e proprio tsunami causato dal blocco quasi totale in entrata e uscita dei nostri prodotti con le dogane praticamente chiuse e per un settore come il nostro dove l’export è fondamentale si tratta di un gap profondo e non recuperabile se non con misure straordinarie. Ogni giorno - aggiunge Mati - ho colleghi che mi raccontano il dramma di aziende sane e vigorose sul punto di chiudere tutto perché mentre i ricavi si sono azzerati sono costrette a continuare a pagare ingenti costi di gestione. E’ ovvio che per chi non esporta più nulla vedere che i fiorai sono aperti è una soddisfazione poco più che morale, ma poco materiale”.

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“Serve quindi un grande piano di aiuti straordinario - propone Mati - che si leghi proprio a questo momento così difficile per tutti noi. Se è giusto stare in casa ad esempio, può diventare meno difficile se stando in casa gli italiani potessero essere incentivati a curare il proprio terrazzo e il proprio giardino, tanto più che curare il verde aiuta anche a rendere migliore la qualità dell’aria e quindi a un beneficio individuale diventa beneficio collettivo. Ad esempio potrebbe aiutare sia favorire i pagamenti online sia permettere le consegne dei prodotti a domicilio naturalmente garantendo la sicurezza sia del fornitore che del cliente. Ma serve un piano che riguardi - conclude Mati – anche il settore floricolo sia da impianto domestico che da impianto professionale, perché questo è il periodo in cui si realizza il 70% del fatturato e bloccarne ora capacità di attività e di vendita vorrebbe dire condannare questo settore alla sparizione”.

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