Economia
i grandi aumenti

L'allarme di Confesercenti: "Un bar con bollette da 6.700 euro ora ne spenderà 14.740"

Bollette del gas e dell'energia elettrica che volano alle stelle: la posizione di Confesercenti Pistoia che fa precise simulazioni di aumenti dei prezzi.

L'allarme di Confesercenti: "Un bar con bollette da 6.700 euro ora ne spenderà 14.740"
Economia Pistoia, 24 Agosto 2022 ore 14:43

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di forte preoccupazione da parte di Confesercenti Pistoia in vista dell'autunno e del forte aumento dei prezzi di energia elettrica e gas.

Confesercenti Pistoia e l'allarme per le bollette di luce e gas

Confesercenti Pistoia vuole sottolineare quanto già affermato dal nazionale, ovvero stiamo parlando di una “Variabile incontrollabile per tantissime imprese del nostro territorio. In autunno si rischia il collasso. Servono interventi urgenti e incisivi”
Se nel 2020 e 2021 un bar spendeva in media 6.700 € per le bollette di luce e gas, nei prossimi dodici mesi, ipotizzando che gli aumenti attuali restino costanti, lo stesso bar spenderà 14.740 €. Un aumento del 120 % e un’incidenza sui ricavi aziendali che passa dal 4,9 % al 10,7 %.
Allo stesso modo, secondo le stime di Confesercenti, un albergo medio vedrà lievitare la spesa per la bolletta energetica da 45.000 € a 108.000 € (+140 % con un’incidenza di oltre 25 punti percentuali sui ricavi). Un esercizio di vicinato da 1.900 € a 3.420 € (+80 %), un ristorante da 13.500 € a 29.700 € (+120 %).

“Il caro bollette - dice Confesercenti Pistoia - sta diventando una variabile incontrollabile per tantissime imprese, un virus che distrugge bilanci e redditività. E questo nonostante gli interventi di sostegno fin qui adottati dal governo, che scadranno fra settembre ed ottobre. In autunno si rischia il collasso. Le bollette riducono inoltre drasticamente i budget famigliari con un conseguente crollo dei consumi”.

Per le imprese, stima ancora Confesercenti, è chiaramente impossibile gestire aumenti di costi così rilevanti, cui si aggiungono anche quelli delle materie prime alimentari, traslando sui prezzi di vendita gli interi importi.

“Occorre intervenire in maniera urgente e decisa per evitare il collasso. È necessario in prima istanza estendere anche alle piccole imprese il credito d’imposta per l’energia elettrica (imprese con potenza < di 16,5 kwh), aumentare le percentuali di credito d’imposta almeno fino al doppio (da 15 a 30 e da 25 a 50 per il gas) e prorogare gli interventi almeno fino al 31 dicembre 2022. Al tempo stesso, bisogna mettere in campo interventi paralleli più significativi, di medio periodo ma realizzabili in tempi relativamente brevi, per la diversificazione delle fonti e favorire con un bonus al 110% gli investimenti di chi può rendersi autonomo attraverso la produzione di energia pulita”.

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