Economia
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La bottega dei Pippi dell'ex Campione Francesco Calanchi

L'iniziativa dell'ex calciatore della Pistoiese e del Cervia nel reality di Italia 1, insieme alla moglie, ha riscosso un grande successo

La bottega dei Pippi dell'ex Campione Francesco Calanchi
Economia Pistoia, 17 Agosto 2022 ore 14:09

di Antonella Gramigna


La “Bottega dei Pippi” è arrivata in città. I famosi Pippi di Pistoia, quelli della corona di San Bartolomeo, la festa per antonomasia dei bambini, che si svolge a fine agosto, e si trovavano esclusivamente nelle pasticcerie o nei banchi dei chicchi, solo in occasione di questa ricorrenza.

«E allora mi sono detto: perché non provare a produrli tutto l’anno? Le richieste c’erano, serviva solo farli trovare» - ci ha raccontato Francesco Calanchi, già conosciuto per la sua storia nel mondo calcistico. Lo ricordiamo infatti nel ruolo di difensore e da leader per aver riportato la Pistoiese in serie D (e anche per essere stato tra i protagonisti con il Cervia del reality "Campioni" su Italia 1), ma appese al chiodo le scarpette si mise al fianco del padre nella sua ”Macelleria Maurizio”, in via Antonelli, dove ancora oggi lavora.

Macelleria di famiglia, che nasce nel 1974, che nel tempo si è innovata grazie proprio a Francesco che, dopo il calcio, ha diretto il suo interesse alla gastronomia, cercando di creare un’offerta alla clientela che non fosse solo quella classica: i piatti semi lavorati di carne cotti a bassa temperatura, solo da riscaldare, gastronomia, ed alcuni nuovi prodotti che comprendono, appunto, anche i famosi biscotti detti Pippi. 

«Biscotti fragranti che ho iniziato a produrre in macelleria, incontrando tanto plauso dei clienti. Così mi sono detto: perché non dargli uno spazio ben preciso, magari in centro così da creare anche attrattiva turistica e la possibilità per tutti di poterli avere sempre? Così è nata “La bottega dei pippi”, in via del Lastrone. Dietro il banco mia moglie Erica Marinelli, che proseguirà assieme ad un aiuto, nella conduzione, perché io, appena possibile, tornerò a dedicarmi alla macelleria».

I Pippi di San Bartolomeo non sono solo biscotti, sono storia tutta pistoiese, e raccontano di tradizioni, di profumi antichi, di gioia e bontà, di festa in città.

«E’ esattamente questo lo spirito di questa scelta, fare di questo prodotto un simbolo della storia di Pistoia, così da poter rimanere impressa anche per il turista di passaggio, che assaporandone il gusto possa richiamare emozioni antiche di un pomeriggio di agosto nel quale le nostre nonne, zie o amiche, si riunivano durante la festa di San Batolomeo, ad “infilare i pippi delle corone” per i bambini. La nostra bottega e le nostre mani vogliono portare avanti la tradizione pistoiese che gli antichi pasticceri hanno tramandato, magari con qualche innovazione, perché no?».

Pippi tradizionali, ma anche rivisitati con ingredienti diversi dal tradizionale composto?

«Diciamo che abbiamo sperimentato altri gusti, pur conservando le caratteristiche primarie, di composto e morbidezza, Gusti diversi, anche in abbinamento a caffè di qualità, a confetti pistoiese, e perché no, al gelato artigianale grazie alla collaborazione con altre realtà “Made in Pistoia”».

Quindi, possiamo definirla calciatore, chef e pasticcere? 

«No, ormai solo gastronomo, con il calcio ho chiuso da anni, e diciamo in bellezza. La soddisfazione più bella è aver contribuito al successo di far passare la Pistoiese in serie D. Adesso è questa la mia vita, la macelleria e questa piccola bottega che seguirò sempre anche se non sarò presente, ma è già in ottime mani: quelle di mia moglie che sono certo la porterà nel mondo, per rimanere in tema, come fosse una squadra di calcio in serie A!».

 

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