Economia
numeri alla mano

In un decennio sono scomparse 173 aziende del terziario nel pistoiese

Lo studio di Confcommercio Pistoia Prato analizza l'andamento, nell'ultimo decennio, di aperture e chiusure di aziende legate al mondo del terziario nel territorio comunale di Pistoia.

In un decennio sono scomparse 173 aziende del terziario nel pistoiese
Economia Pistoia, 02 Marzo 2022 ore 15:38

Com’è cambiata la demografia delle imprese del terziario a Pistoia negli ultimi dieci anni? A rispondere è  Confcommercio Pistoia e Prato che, sulla base della ricerca svolta dall’Ufficio Studi della Confederazione sui dati  Centro Studi delle Camere di Commercio G. Tagliacarne, disegna due scenari distinti per le aziende di commercio e  turismo in centro o fuori.

I dati delle imprese legate al terziario negli ultimi 10 anni in provincia di Pistoia

A partire dal 2012 fino a giugno 2021, infatti, il commercio al dettaglio ha registrato una perdita pari a 173 attività nel settore nell’intero comune, con il centro storico che segna un -101 (pari al - 20% sul totale dell’area) e le altre  zone con -72 unità (-16%). I segmenti più colpiti nel centro storico sono il minimarket con prevalenza alimentare  (-36%), tabacchi, librerie e cartolerie, commercio al dettaglio non alimentare (ciascuno con un -29%).

In crescita le attività di vendita di apparecchi informatici e per le telecomunicazioni (+90%), il commercio online  (+40%), seguito dalle farmacie (+38%). Fuori dal centro di Pistoia, perdono soprattutto gli esercizi di commercio al dettaglio alimentare (-70%), distributori di carburante (-62%), articoli per la casa (-45%).

Crescono, di contro, il commercio online (+190%), prodotti alimentari e bevande (+42%), farmacie (+38%). Diversa  è la strada percorsa dal settore del turismo che, nonostante le complessità vissute nell’ultimo decennio dal territorio  e dall’economia nazionale, dal 2012 ha riscontrato una crescita di alberghi, bar e ristoranti pari a +77 unità.

Protagonisti sono stati i pubblici esercizi che si sono sviluppati a macchia d’olio nell’intera area comunale,  contribuendo alla sua vitalità ed accoglienza (+38 in centro storico, +31 fuori dal centro). Ma quanto ha inciso la  pandemia sul tessuto imprenditoriale pistoiese?

Secondo la ricerca, sia il commercio al dettaglio, sia alberghi, bar e ristoranti sono rimasti pressoché stabili senza  riscontrare particolari differenze fra il centro e le aree circostanti.

“I numeri della ricerca ci mettono davanti a una realtà conosciuta, che negli anni si è manifestata in modo sempre più evidente – afferma Tiziano Tempestini, Direttore di Confcommercio Pistoia e Prato - Il  commercio alimentare arretra a favore della somministrazione e del turismo, con i servizi essenziali come  quelli alimentari che si spostano soprattutto nelle aree esterne, seguendo quel processo di  decentralizzazione di molte funzioni che ha coinvolto i centri storici. Se questa dinamica, da una parte,  pone di fronte a nuove prospettive di sviluppo, dall’altra crea smarrimento per il settore del commercio  che oggi si trova a doversi ripensare e riorganizzare. Tutto questo accade in un momento cruciale. Le  imprese del terziario stanno facendo sforzi grandissimi negli ultimi anni per resistere alle conseguenze  della pandemia e preoccupano oggi la crescita dei costi dell’energia e delle materie prime che coinvolge  famiglie e attività stesse. A questo si somma il conflitto fra Russia e Ucraina e il conseguente clima di  incertezza vissuto a livello mondiale. Diventa quindi urgente ridisegnare le città e ripensarle garantendo  la loro vivibilità, frequentazione e accoglienza. E, allo stesso tempo, sviluppare una nuova identità per  tutti quei settori che hanno visto cambiare completamente la domanda e il territorio e hanno bisogno  oggi di riposizionarsi su un mercato in costante mutazione.”

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