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Il progetto dell'associazione Metandro di Pistoia: ecco uno strumento innovativo

L'alta tecnologia nelle cure mediche d'avanguardia al centro di uno studio dell'associazione Metandro di Pistoia che vede anche il coinvolgimento della Fondazione Caript.

Il progetto dell'associazione Metandro di Pistoia: ecco uno strumento innovativo
Economia Pistoia, 25 Maggio 2022 ore 16:24

Una valutazione empirica sulle conseguenze psicologiche del ricorso a cure mediche che utilizzano alta tecnologia, come avviene con i trapianti di organi, l’applicazione di dispositivi interni (ad esempio pacemaker) o l’applicazione di protesi esterne.

Il progetto di Metandro da Pistoia con Augusto Iossa Fasano

Si tratta di un innovativo strumento conoscitivo e diagnostico che è il risultato di un progetto di Metandro, associazione di Pistoia presieduta dallo psichiatra e psicoanalista Augusto Iossa Fasano. A sottolineare l’importanza della novità è la recente pubblicazione di questo progetto sull’International Journal of Environmental Research and Public Health, prestigiosa rivista scientifica “open source”.

Lo studio, intitolato “Il futuro della medicina tecnologica: introduzione del test PBP-Q”, è stato realizzato con il sostegno della Fondazione Caript ed è consistito nella validazione di un questionario sul PBP, il Paradigma Bionico-Protesico. Il PBP è un metodo, elaborato in molti anni di lavoro dall’associazione Metandro, per la cura del benessere psicologico di chi viene sottoposto ad interventi di medicina hi-tech.

A beneficiare della novità sono, per primi, i pazienti portatori di protesi, che adesso hanno a disposizione un test per valutare il loro grado di adattamento psicologico ai dispositivi medici con i quali devono convivere.

Oltre ai pazienti, ne sono beneficiari i professionisti del settore psicologico, che possono accedere a uno strumento diagnostico che rileva in modo scientifico le conseguenze, sinora sottostimate, dell’utilizzo della medicina ad alta tecnologia.

Il progetto PBP-Q, cui dà rilievo internazionale la prestigiosa pubblicazione, si è svolto con la somministrazione di oltre 200 questionari ad altrettanti pazienti, con dati raccolti presso diversi centri clinici, tra i quali il reparto di neurochirurgia del Policlinico Gemelli di Roma e il servizio di emodinamica dell’ospedale di Prato.

La seconda fase del lavoro è stata dedicata all’analisi dei dati e alla conseguente validazione del test, tappa interamente svolta sul territorio pistoiese con la collaborazione di docenti dell’Università di Firenze. Una terza fase, infine, sarà sviluppata attraverso specifiche iniziative per illustrare a esperti e al pubblico più ampio le novità del progetto.

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