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Il nostro vino potrebbe prendersi la patente nera: il secco "no" di Coldiretti Pistoia

Coldiretti Pistoia si esprime in maniera decisamente negativa di fronte alla possibilità che il vino possa ricevere una "patente nera": ci sono vari fattori, ed interessi, in ballo.

Il nostro vino potrebbe prendersi la patente nera: il secco "no" di Coldiretti Pistoia
Economia Pistoia, 14 Febbraio 2022 ore 16:53

Siamo alla vigilia di un voto che potrebbe conferire al vino la patente nera, marchiandolo come prodotto che nuoce gravemente alla salute, senza se e senza ma, al pari delle sigarette e di tanti altri prodotti nocivi. È quanto afferma Coldiretti Pistoia in relazione alla proposta di inserire una ulteriore categoria al controverso Nutriscore: un sistema detto anche a semaforo di classificazione della salubrità dei cibi che paradossalmente rende l’olio extravergine di oliva (ottenuto dalle sole olive) meno salubre rispetto a molte bevande gassate, ottenute con l’aggiunta di tanti ingredienti che ‘aggiustano’ le caratteristiche organolettiche e chimiche.

Coldiretti Pistoia ed il "no" alla patente nera per il vino

Uno degli ideatori del sistema Nutriscore, Serge Hercberg, ha di recente proposto di aggiungere alla serie di colori e lettere una F con cui bollare di nero tutte le bevande alcoliche indipendentemente dalla gradazione e della quantità al fine di evidenziarne la pericolosità per la salute.

Il primo banco di prova sarà domani, 15 febbraio, quando il Parlamento Europeo in seduta plenaria voterà per il Cancer Plan, la relazione per la prevenzione del cancro. Il rischio è che il vino venga classificato come dannoso anche con quantità di assunzione minime, il che spianerebbe le porte alla marchiatura nera del nostro vino.

“A tutti i livelli si sta lavorando per modificare il testo –spiega Coldiretti Pistoia-. Sono proposte assurde che se passassero nuocerebbero anche alle circa 200 aziende vitivinicole pistoiesi”.

Coldiretti ritiene improprio assimilare l’abuso di superalcolici tipico dei Paesi nordici al consumo moderato e consapevole di prodotti di qualità ed a più bassa gradazione come la birra e il vino. È l’ennesimo tentativo da parte dell’Europa di destabilizzare un settore importante per il nostro paese insieme ai primati del nostro sistema agricolo ed agroalimentare e alla straordinaria propensione all’export delle produzioni di qualità delle nostre. Il sistema a semaforo è fuorviante, discriminatorio ed incompleto per il consumatore, dannoso per le imprese e per la prima volta nella storia mette in discussioni i principi della dieta mediterranea che anche recentemente è stata eletta la migliore al mondo, la più salutare; una dieta che si fonda proprio sul consumo regolare di un bicchiere di vino ai pasti. È evidente la totale incoerenza di queste due visioni.

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