Fiere tessili ai tempi del coronavirus

A Milano Unica effetti limitati del coronavirus; attesa per Première Vision.

Fiere tessili ai tempi del coronavirus
07 Febbraio 2020 ore 17:16

La non altissima partecipazione di visitatori cinesi a Milano Unica ha fatto sì che le restrizioni sui voli non si siano fatte molto sentire sul totale dei clienti che si sono affacciati agli stand delle imprese pratesi.

Fiere tessili

Le 56 imprese del distretto partecipanti a Milano Unica hanno trovato un clima che, nonostante le forti preoccupazioni destate dalla pandemia del nuovo coronavirus, può dirsi positivo. La produzione pratese di tessuti viene da una stagione che ha risentito delle prestazioni stagnanti dell’economia mondiale: l’ultimo dato disponibile, quello della congiuntura rilevata dal Centro studi di Confindustria Toscana Nord per il terzo trimestre 2019, ha segnato -1,9%. Dato nettamente negativo, quindi, anche se migliore dei risultati riportati dal tessile nazionale nel suo complesso.

I commenti

“Questa tornata di fiere europee è come sempre importante per le imprese, che vi partecipano in funzione delle proprie scelte aziendali – commenta il vicepresidente di Confindustria Toscana Nord Francesco Marini -. Le notizie che sono giunte da Milano Unica sono confortanti e questo è molto positivo anche in vista dell’imminente Première Vision. La vera sfida sarà, verosimilmente, nei prossimi mesi, con gli appuntamenti fieristici e commerciali in Cina posticipati o annullati. La situazione è senza dubbio complessa anche e forse soprattutto per il mondo della moda, che nella Cina ha un mercato sia di sbocco che di approvvigionamento di merci funzionali alle nostre produzioni; questo per tacere del fatto che molti nostri clienti per realizzare i capi si avvalgono di imprese di confezione cinesi. Che la fabbrica del mondo abbia chiuso per malattia è un grave problema umano ed economico. Esprimo vicinanza ai nostri clienti e colleghi imprenditori cinesi, con l’auspicio che l’allarme possa rientrare presto e portare nuovamente serenità fra le persone e sui mercati, oltre che nella nostra Prato in cui la comunità cinese è comprensibilmente angustiata in maniera particolare.”

“Lo svolgimento di Milano Unica è stato non diverso da quello delle edizioni precedenti – osserva il presidente del consorzio Pratotrade Maurizio Sarti -. Nonostante il problema coronavirus non è mancato un buon movimento; del resto la concomitanza con il capodanno cinese avrebbe comunque limitato le presenze dalla Cina. Non era scontato che la fiera andasse bene e siamo contenti che invece sia andata così. Il prossimo appuntamento ci attende già martedì prossimo, quando avrà inizio Première Vision. Come Pratotrade ci apprestiamo ad affrontare l’appuntamento parigino con l’ormai consueto stand Ecomood dedicato alle produzioni più spiccatamente ecosostenibili delle collezioni dei nostri soci. Del resto quello della sostenibilità è stato il tema dominante anche della nostra partecipazione a Milano Unica e della fiera stessa, che ha colto molto bene, e non da ora, questa macrotendenza all’insegna della responsabilità sociale e nei confronti dell’ambiente. Mi associo alle parole di solidarietà di Francesco Marini nei confronti del mondo della moda cinese: speriamo tutti che l’allarme destato da questa crisi sanitaria possa rientrare quanto prima, consentendo alla comunità internazionale di recuperare la tranquillità necessaria alla ripresa di normali rapporti economici.”

Attesa per Première Vision

Le fiere tessili sono investite anche dalla questione dei calendari: le sovrapposizioni di date nel 2021 fra Première Vision e Milano Unica sono considerate negativamente dalle imprese pratesi. L’auspicio è che, come metodo di lavoro, le organizzazioni delle fiere fissino le loro date tenendo conto del quadro di riferimento e delle agende già definite: un atteggiamento, questo, che sarebbe coerente con lo spirito di servizio verso le imprese che delle fiere sono utenti e che confidano in questi appuntamenti come occasioni per animare un mercato che, già ben prima del coronavirus, mostrava chiari segni di rallentamento.

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