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La storia

“Ferro Puro”, una qualità conosciuta da tutti

L’attuale attività è stata fondata nel 2011 ma riprende l’esperienza della “Bottega del Fabbro” una delle fucine di metalli fra le più conosciute del nostro Appennino

“Ferro Puro”, una qualità conosciuta da tutti
Economia Montagna, 04 Aprile 2021 ore 17:00

Un tempo era la “Bottega del fabbro”. C’era la fucina, il maglio, la forgia per riscaldare i metalli per poi sagomarli a piacere, le saldature del metallo si realizzavano per fusione e compressione fra loro. Di tutto questo la moderna azienda “Ferro Puro” di Michelangelo Vangelisti ha conservato l’idea, il gusto di lavorare il metallo, lo stile di fondo. Nemmeno i locali che ospitano “Ferro Puro” assomigliano a quelli d’allora, un po’ bui e misteriosi. Oggi sono ampi e dotati di moderne attrezzature: torni, trapani a banco e a colonna, molatrici, presse, piegatrici, saldatrici, enormi spazi per le diverse lavorazioni, muletti per il sollevamento dei manufatti. Insomma di attrezzature ragguardevoli e studiate per le moderne esigenze lavorative.
Il laboratorio, posto nella zona produttiva di Occhiali dove hanno sede altre importanti attività imprenditoriali, è di 300 mq, mentre il piazzale arriva a 1000mq. L’azienda si avvale di un dipendente. È specializzata nella realizzazione di strutture artistiche come ringhiere, cancelli, scale speciali su progetto proprio o della clientela. Il materiale impiegato può essere il ferro battuto, materiali speciali come l’acciaio inox, oppure lamiere di acciaio Corten, materiale che ha la particolarità d’invecchiare formando uno strato di ossido che preserva successivamente la lamiera dalle intemperie. Il suo impiego è visibile nei treni merci delle Ferrovie.
«Oggi si usano anche altri materiali speciali – ha spiegato il titolare – spesso provenienti dall’estero, che richiedono tecniche lavorative particolari per esempio nella giuntura delle varie parti, in grado di sostituire la tradizionale saldatura metallica. I risultati sono eccellenti».
L’attuale azienda si è costituita nel 2011, ma la sua è una lunga storia che risale a Mario Borgognoni che la iniziò nell’immediato dopoguerra. Fu proseguita da suo figlio Fabiano che, dopo aver lavorato per un certo periodo in un piccolo laboratorio realizzato nella casa paterna in località Il Cassero, costruì nelle vicinanze un grande capannone dove Michelangelo apprese il mestiere. Michelangelo, che è nato a Barga nel 1972, racconta volentieri la sua storia di imprenditore.
«Il mio primo impiego è stato il lavoro di bagnino nella piscina Le Ginestre a Maresca – ha ricordato – ero molto giovane, la piscina era sempre affollata, erano anni belli. Fui poi assunto dall’azienda di Mauro e Roberto Venturi che costruiva stampi per le presse meccaniche. Furono anni di grande esperienza nei quali mi formai tecnicamente. Fu mio suocero Fabiano Borgognoni che mi chiese di impegnarmi nella sua azienda con la qualifica di collaboratore. Quell’esperienza mi dette le basi per l’attuale lavoro. Non posso non ringraziare Fabiano se oggi siamo qui, circondati da altre aziende tecnologicamente avanzate e con le quali collaboriamo attivamente e questo ci permette di ampliare l’offerta dei nostri manufatti».
Il Covid-19 ha portato problemi? «Oltre i normali problemi derivanti dalle misura di protezione che abbiamo adottato, c’è stato un calo di lavoro verso la clientela privata».

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