La struttura

“Ce la dobbiamo fare tutti insieme” l’appello che arriva dallo zoo di Pistoia

Pubblichiamo questa interessante intervista che il direttore dello zoo di Pistoia, Paolo Cavicchio, ci ha concesso nei giorni scorsi per il Giornale di Pistoia e della Valdinievole: un luogo simbolo in questi giorni di Pasqua, quelli di massimo afflusso di tutto l'anno.

“Ce la dobbiamo fare tutti insieme” l’appello che arriva dallo zoo di Pistoia
Pistoia, 13 Aprile 2020 ore 10:21

In quella che sarebbe la giornata di massimo afflusso dell’anno al Giardino Zoologico di Pistoia come la Pasquetta, vi proponiamo l’intervista che abbiamo realizzato al direttore dello zoo di Pistoia Paolo Cavicchio pubblicata dallo scorso 3 aprile sul GIORNALE DI PISTOIA E DELLA VALDINIEVOLE

Lo zoo di Pistoia deserto per Pasquetta, ma c’è voglia di ripartire

Quando ci sono animali di mezzo può sembrare poco simpatico parlare di “azienda” ma, a conti fatti, il Giardino Zoologico di Pistoia lo è. Ed anche una delle più importanti di tutto il territorio viste le decine di migliaia di presenze ogni anno che si concentrano, soprattutto, proprio in questo periodo.
E, di fronte all’emergenza coronavirus, i cancelli sono chiusi ma gli animali devono essere sfamati ed accuditi ogni giorno anche se i visitatori non ci sono e, di conseguenza, gli introiti e la voglia di far crescere un fiore all’occhiello della nostra provincia.
Non a caso, proprio da qualche anno era iniziata una operazione di restyling di tutta la struttura di via Pieve a Celle, immersa nel verde e nel fresco della prima collina che guarda la città da nord-ovest, che ha portato al nuovo spazio per gli elefanti ma che gioco forza, di fronte a questa emergenza e l’assenza di introiti, non potrà proseguire almeno nel breve periodo. Chi, però, non si dà per vinto è il direttore Paolo Cavicchio, che all’interno svolge anche il ruolo di medico veterinario.

Direttore, con l’avanzare della pandemia tutti sono rintanati in casa ma il mondo del Giardino Zoologico di Pistoia deve andare avanti: com’è la situazione?
«Sappiamo bene che la vita dello zoo è collegata al pubblico che viene in visita e che finanzia: aspettiamo soltanto il momento che ci diranno che ci potremo rimettere in moto e, nel frattempo, ci faremo trovare pronti. Per fortuna, visto quel che stava succedendo altrove, abbiamo fatto scorte a sufficienza e la situazione direi che è tranquilla anche se, con il fermo totale di moltissime attività, c’è da stare attenti soprattutto alla logistica. La speranza, poi, è di non rimanere fermi per tanto tempo anche se è evidente che si tratta di una stagione persa e quindi si apriranno interrogativi sul futuro come, del resto, succede per tutta la comunità».

Ed in questa situazione com’è lavorare con gli animali?
«Penso di avere una squadra formidabile: tutti fanno i turni per accudire i nostri ospiti con le precauzioni del caso. Voglio ricordare, infatti, che in passato più volte ci sono state epidemie causate da agenti infettivi che si potevano trasmettere dall’animale all’uomo e quindi siamo preparati. In più, siamo in un parco all’aperto e questo ci aiuta molto anche se ci sono da rispettare i protocolli: all’interno della struttura non siamo mai più di 5-6 persone per volta e ci coordiniamo per non pestarci i piedi».

Fin dai primi giorni dallo scoppio della pandemia, molti giardini zoologici come quello di Pistoia, ma nel Nord, hanno lanciato il loro grido d’allarme perché non sapevano come fare a sfamare tutti gli animali: cosa pensa di questo e come affronta l’emergenza quello di Pistoia?
«Chi è in difficoltà è anche perché ha dimensioni, e numero di specie, molto più grande del nostro e quindi, ogni giorno, servono scorte più ampie. Facendo una stima, solo di cibo lo zoo costa fra i 1.500 ed i duemila euro al giorno e, chiaramente, in un periodo dove gli introiti sono pari a zero tutto si complica tremendamente. Fino a che funzionano i supermercati per l’uomo non ci saranno problemi nemmeno per i nostri animali: in caso contrario ci sarà da preoccuparsi…».

Si avvicina Pasqua, ovvero il periodo migliore per voi. Ma, in questo 2020, dovrete restare chiusi…
«Sarebbe stato il momento di massimo lavoro per noi ed invece siamo fermi: è un qualcosa di epocale, dobbiamo resistere tutti quanti ed insieme, grazie anche all’aiuto che dovrà arrivare dalla pubblica amministrazione, ce la faremo e torneremo a godere appieno il nostro giardino. E’ ovvio che siamo legati a doppio filo alla realtà pistoiese e sarà fondamentale che tutta la comunità possa rialzarsi».

Fra l’altro, come giardino zoologico, avevate iniziato da un paio di anni un percorso di crescita ed ammodernamento con nuovi spazi già realizzati ed ulteriori che dovevano essere implementati: con questo stop cosa succederà?
«Anche da questo punto di vista, per noi si tratta di un durissimo colpo e non potremo rispettare le scadenze che ci eravamo prefissati. C’è da allungare l’orizzonte temporale per nuove infrastrutture che erano programmate a breve.
Quello che tutti ci dobbiamo mettere bene in testa che, indipendentemente dal momento che sarà, non sarà possibile tornare a logiche del passato e siamo già qui a studiare nuove strategie per il futuro. Siamo all’aria aperta e questo magari ci avvantaggerà ma toccherà anche al Ministero dell’Ambiente fornire le indicazioni per lavorare visto che siamo custodi di tantissime specie. Ma non per questo trascuriamo i nostri amici animali perché, se per una volta non ci vedono, capiscono che qualcosa non va e potrebbero crearsi altri problemi».

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