Economia
la problematica

Caro energia, le impressioni preoccupate di Coldiretti Pistoia

Coldiretti Pistoia si allinea alle posizioni dell'associazione a livello nazionale sulle criticità per il settore dovute al "caro energia".

Caro energia, le impressioni preoccupate di Coldiretti Pistoia
Economia Pistoia, 16 Giugno 2022 ore 11:56

Coldiretti ufficializza quanto ogni impresa agricola pistoiese da mesi riscontra nelle bollette e nelle fatture d’acquisto. L’aumento dei costi energetici e delle materie prime spinto dalla guerra in Ucraina ha determinato l’impennata dei costi di produzione per l’insieme delle aziende agricole nazionali che supera i 9 miliardi di euro. Coldiretti ha analizzato gli effetti diretti ed indiretti del caro energia, con la produzione agricola e quella alimentare che in Italia assorbono oltre il 11% dei consumi energetici industriali totali per circa 13,3 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti (Mtep) all’anno.

Caro Energia, le impressioni di Coldiretti Pistoia

Il risultato è che – sottolinea la Coldiretti - più di 1 azienda agricola su 10 (11%) è in una situazione così critica da portare alla cessazione dell’attività, ma ben circa 1/3 del totale nazionale (30%) si trova comunque costretta in questo momento a lavorare in una condizione di reddito negativo per effetto dell’aumento dei costi di produzione, secondo le elaborazioni del Crea. Uno tsunami che si è infatti abbattuto sulle aziende agricole con rincari per gli acquisti di concimi, imballaggi, gasolio, attrezzi e macchinari che stanno mettendo in crisi i bilanci.

E Pistoia non fa eccezione, dove il florovivaismo settore trainante dell’economia dell’intera provincia, conosce le medesime dinamiche: materiali per l’invasamento (terriccio, vasi, canne di bambù) cresciuti dal 30 al 50% di prezzo, trasporti verso l’estero con percentuali d’aumento ancora superiori (per esempio la spedizione di un container di piante verso il Regno Unito è passato da 3000/3500 del 2020/21 ai 5500/6000 euro di oggi). Una modifica importante della distribuzione del valore aggiunto lungo la filiera, che significa importanti limature dei margini di guadagno per i produttori pistoiesi.

Da non trascurare, ulteriormente, le conseguenze in tutta la provincia che il clima siccitoso comporta per tutti i settori. Colpiti pesantemente i seminativi –spiega Paolo Giorgi, vice presidente di Coldiretti Pistoia-, a cominciare da quelli in Valdinievole che senza piogge vanno verso la riduzione anche del 50% delle rese per mais, grano e in prospettiva anche per il girasole.

Nelle campagne di tutta Italia – continua la Coldiretti – si registrano aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio. In difficoltà è però l’intera filiera che si è trovata a fronteggiare aumenti unilaterali da parte dei fornitori di imballaggi come il vetro, che costa oltre il 30% in più rispetto allo scorso anno, ma si registra un incremento del 15% per il tetrapack, del 35% per le etichette, del 45% per il cartone, del 60% per i barattoli di banda stagnata, fino ad arrivare al 70% per la plastica, secondo l’analisi Coldiretti.

I rincari dell’energia – sottolinea la Coldiretti – hanno un impatto devastante sulla filiera, dal campo alla tavola come evidenziato anche dalla studio di Confindustria. Nel sistema agricolo – spiega la Coldiretti - i consumi diretti di energia includono i combustibili per trattori, serre e i trasporti mentre i consumi indiretti ci sono quelli che derivano da fitosanitari, fertilizzanti e impiego di materiali come la plastica. Il comparto alimentare richiede invece – continua la Coldiretti – ingenti quantità di energia, soprattutto calore ed energia elettrica, per i processi di produzione, trasformazione, conservazione dei prodotti di origine animale e vegetale, funzionamento delle macchine e climatizzazione degli ambienti produttivi e di lavoro.

“Serve responsabilità da parte dell’intera filiera alimentare con accordi tra agricoltura, industria e distribuzione per garantire una più equa ripartizione del valore anche combattendo le pratiche sleali nel rispetto della legge che vieta di acquistare il cibo sotto i costi di produzione” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare “la necessità di risorse per sostenere il settore in un momento in cui si è aperto uno scenario di accaparramenti, speculazioni e incertezza che deve spingere il Paese a difendere la propria sovranità alimentare”.

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