Economia
le previsioni

Aumento dell'8.8% dei prezzi degli alimenti in provincia di Pistoia

Le osservazioni fatte da Coldiretti col rilievo dei prezzi in provincia di Pistoia nelle ultime settimane.

Aumento dell'8.8% dei prezzi degli alimenti in provincia di Pistoia
Economia Pistoia, 23 Luglio 2022 ore 09:45

Appena sotto la media regionale, ma pur sempre un balzo dell’8,8% dei prezzi degli alimenti a Pistoia tra il giugno 2021 ed il giugno 2022. I dati Istat certificano ciò che tutti osservano facendo la spesa, con rincari anche per i prodotti base della nostra dieta come la pasta. E gli alimenti trainano in alto i prezzi: includendo tutti i prodotti del paniere Istat, infatti, a Pistoia il rincaro è ‘solo’ del 7,8%, in linea con il resto della Toscana.

L'analisi di Coldiretti sull'aumento dei prezzi in provincia di Pistoia

“La stangata sui prezzi pesa sul carrello della spesa alimentare dei cittadini –spiega Coldiretti Pistoia- mentre nei campi i compensi per raccolti e prodotti degli allevamenti (decimati e da rincari, caldo e siccità) sono sotto i costi di produzione che sono in forte aumento, costringendo molte imprese agricole a lavorare in perdita ed in condizioni di grandissima incertezza. Un paradosso. Occorre lavorare da subito agli accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione. Nell’immediato bisogna intervenire per contenere il caro energia ed i costi di produzione con interventi rapidi per salvare aziende, stalle e famiglie”.

Le elaborazioni di Coldiretti a livello regionale dicono che l’inflazione generale nel mese di giugno ha toccato il 7,8%, leggermente inferiore rispetto al dato nazionale (8%). Si tratta dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), che misura l'inflazione considerando tutti i beni e servizi acquistati dai consumatori.

Un balzo in un anno senza precedenti che si trascina dietro anche l’incremento dei prezzi dei prodotti alimentari (+ 9%) che in appena un mese crescono di 2,2 punti percentuali. La fiammata inflazionistica più alta è su pasta, latte, burro e sui prodotti alimentari in generale.

A spingere l’inflazione, la cui corsa è condizionata dagli effetti della guerra in Ucraina, ora si è aggiunta anche la riduzione dei raccolti a causa la siccità che hanno scatenato aumenti che vanno dal +11,7% della verdura al +10,8% per la frutta segnata da pezzature più piccole per la mancanza di acqua.

In cima alla classifica dei rincari a giugno, confrontati con i prezzi di giugno dello scorso anno, ci sono gli oli di semi, soprattutto quello di girasole (+69%) – sottolinea Coldiretti Toscana – che risente del conflitto in Ucraina che è uno dei principali produttori e ha dovuto interrompere le spedizioni causa della guerra, il burro (+28%) e la pasta (23%) seguita dalla farina (+21%) proprio nel momento in cui nelle campagne si registrano speculazioni sul prezzo del grano con forti e ingiustificati cali dei compensi riconosciuti agli agricoltori. Rincari a doppie cifre anche per pomodori (+19%) e pesche (+19%) con la siccità che sta colpendo duramente le coltivazioni con cali stimati in Toscana tra il 20% ed il 50% tra minori rese e prodotti danneggiati. A seguire la margarina (+17%), le pere (+17%) e la carne di pollo (+15,1%).

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