Economia
Presa di posizione

Anche Confartigianato sui carburanti alle stelle: "Di questo passo saremo costretti a fermarci"

Il forte aumento del costo dei carburanti sta mettendo in grossa difficoltà i "padroncini", ovvero liberi professionisti: la posizione di Confartigianato Pistoia.

Anche Confartigianato sui carburanti alle stelle: "Di questo passo saremo costretti a fermarci"
Economia Pistoia, 10 Marzo 2022 ore 11:42

Il Presidente di Confartigianato Trasporti Pistoia David D’Agostino “Di questo passo saremo costretti a fermarci”. Sabato 19 Marzo manifestazioni in tutti Italia.

Prezzi dei carburanti alle stelle, la protesta di Confartigianato Pistoia

Sono i cosiddetti padroncini: un esercito costituito da poco più di 717 mila piccoli imprenditori, la gran parte  artigiani, che a seguito dell’aumento del prezzo del diesel registrato in questo ultimo anno si trova in grande affanno.  Stiamo parlando di idraulici, elettricisti, falegnami, taxisti/autonoleggiatori con conducente, trasportatori, bus  operator e agenti di commercio che ogni giorno si spostano, per ragioni di lavoro, con il proprio autoveicolo.

Il Parco veicolare delle imprese vede quasi 5 milioni di autocarri, oltre 4,2 milioni di veicoli commerciali leggeri (con  peso inferiore a 3,5 tonnellate), 195 mila motrici e oltre 48 mila autobus.

Nell’arco dell’ultimo anno il prezzo alla  pompa del gasolio per autotrazione è rincarato del 20,7%, - racconta il Presidente di Confartigianato Trasporti Pistoia David D’Agostino - con un impatto di maggiori costi pari a 535 milioni di euro per le micro e piccole imprese dell’autotrasporto merci. Una  natosta che si scarica interamente sui margini di profitto e sul valore aggiunto aziendale, considerato che  i prezzi alla produzione nel trasporto merci, al terzo trimestre 2021, sono in calo dell’1,2% rispetto ad un  anno prima.

Una voce, quella del carburante, - continua D’Agostino -che mediamente rappresenta il 30 per cento circa dei costi totali di gestione delle imprese dei settori citati. Se nel medio periodo i prezzi alla pompa non  diminuiranno, molte attività di autotrasporto saranno costrette a chiudere mentre per altri settori  saranno sicuramente costretti a “scaricare” questi extra costi sul cliente finale, alimentando così  l’inflazione e con tariffe ferme da anni, sta diventando pressoché impossibile far quadrare i bilanci.

In questi giorni è stata superata la soglia dei 2€ per litro, e ciò non è più sostenibile, per questi motivi l’unica  soluzione è ridurre il peso delle accise che incide sul prezzo del carburante. Il costante e ormai insostenibile aumento  del costo del carburante ha determinato una situazione ingestibile per le imprese dell’autotrasporto  italiano, che non riescono a farsi riconoscere dalla committenza i maggiori costi dovuti agli stessi aumenti.

“Il Governo si era impegnato in tempi brevissimi a fornire le soluzioni più adeguate per consentire alle  aziende di fronteggiare l’emergenza – ricorda Il Presidente D’Agostino– Purtroppo, al di là dello  stanziamento degli 80 milioni, che certamente non risolve i problemi della categoria, non ci sono stati  apprezzabili passi in avanti”.

“La situazione è diventata drammatica – conclude David D’Agostino- continuando a tergiversare, il Governo si assume il rischio che nascano nuovamente iniziative spontanee di protesta, nonché la responsabilità di lasciare committenze senza rifornimenti. Il 19 Marzo UNATRAS (Unione delle
associazioni dell'autotrasporto) ha indetto manifestazioni di protesta su tutto il territorio italiano".

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