lavoro

Agliana, non c’è crisi economica in città

Agliana è stato il comune della piana di Pistoia che ha subito meno di altri la recessione

Agliana, non c’è crisi economica in città
Economia Piana, 07 Febbraio 2021 ore 09:30

È il Comune della Piana che ha sinora retto meglio il primo colpo della crisi post-lockdown, sul piano produttivo. Ed in attesa dei numeri più recenti, Agliana può forse tirare un primo sospiro di sollievo, pur continuando ad incrociare le dita e a continuare comunque a prevedere agevolazioni per le fasce più deboli della popolazione.

Agliana, non c’è crisi economica in città

Si direbbe questa la fotografia attuale del mercato lavorativo aglianese, emersa a seguito dell’inchiesta condotta dal Giornale di Pistoia e della Valdinievole questa settimana. Con l'obbiettivo di rispondere ad un quesito ben preciso: in quale contesto deve confrontarsi un cittadino in cerca di occupazione, ora come ora? E quali sono le figure professionali più richieste?

L’indagine è partita dal centro per l’impiego, lo scorso lunedì. Risultava in quel momento esclusivamente un posto per un operaio addetto all’orditoio di età compresa fra i diciotto e i trent’anni, da formare in apprendistato. Un quadro oggettivamente parco, che tuttavia sembrerebbe migliorare, almeno a livello quantitativo, affidandosi ai portali di ricerca del web. La figura più richiesta sembra essere quella del collaboratore commerciale, per distacco: tre aziende diverse, sette posizioni disponibili. Eurospin seleziona poi un commesso, mentre c’è spazio (in teoria) per una baby sitter, una badante e un rappresentante commerciale disponibile a trasferte estere. Esprimendo il tutto in numeri, possiamo contare un’offerta lavorativa ogni 1500 abitanti. Che sembrerebbe dare, ora come ora, il valore più incoraggiante della Piana e viene confermato anche dalle statistiche della Camera di Commercio di Pistoia.

Secondo il novero aggiornato allo scorso 1 ottobre, risultavano infatti attive sul territorio aglianese 1660 aziende (sulle 1937 registrate). Un tasso di natalità del 4% (76 nuove iscrizioni) controbilanciato da una mortalità aziendale del 4,2% (81 cessazioni) con il risultato di un -0,3% del computo complessivo delle ditte rispetto al 2019. Difficile non ipotizzare un ulteriore calo con le ultime rilevazioni, perché all’appello manca il trimestre che ha decretato la nuova ondata di chiusure. La controprova è data comunque dalla situazione legata al reddito di cittadinanza.

«Al momento non è stato registrato un incremento significativo delle domande – ha spiegato l’assessore ai servizi sociali Greta Avvanzo, concludendo con un pensiero sui progetto di pubblica utilità – per i “Puc” (Progetti utili alla collettività) siamo in attesa sin dall’istituzione della zona rossa. Ci stiamo informando sulle tempistiche di attuazione, ma i progetti che abbiamo predisposto sono già pronti da tempo. Il “via” non dipende da noi».