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Aggressione ad una autista Copit, la solidarietà dell’Ugl di Pistoia: “Una vera deriva sociale”

L'Ugl, col segretario Antonio Vittoria, vuole puntualizzare sull'ultimo episodio di aggressione ad una autista del Copit avvenuta martedì scorso a Monsummano, come riportato sul GIORNALE DI PISTOIA E DELLA VALDINIEVOLE in edicola da venerdì 18 dicembre.

Aggressione ad una autista Copit, la solidarietà dell’Ugl di Pistoia: “Una vera deriva sociale”
Economia Valdinievole, 20 Dicembre 2020 ore 15:44

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa firmato da Antonio Vittoria, segretario provinciale di UGL, alla luce della recente aggressione avvenuta nei confronti di una autista del Copit: notizia rivelata in anteprima lo scorso venerdì 18 dicembre sul numero del GIORNALE DI PISTOIA E DELLA VALDINIEVOLE tuttora in edicola.

Aggressione ad autista Copit, la presa di posizione dell’Ugl

Il bilancio di questa triste annata sta per chiudersi, augurandoci che sia l’ultimo, con l’ennesimo episodio di violenza, avvenuto nella nostra provincia lo scorso 15 dicembre, ai danni di incaricati di pubblico servizio e pubblici ufficiali. Ne hanno fatto le spese una autista dell’azienda pistoiese Copit di servizio sulla linea 73 nella tratta Pescia-Montecatini, un collega e persino, pare, le forze dell’ordine a seguito intervenute. Al di là del nostro voler essere solidali con le vittime sfortunate di questa vicenda, oltre al ritenere doveroso segnalare il tema al Sig. Prefetto Iorio, che peraltro da mesi sta monitorando questa escalation di eventi e altre questioni in maniera molto attenta e sensibile, credo che a livello istituzionale ci si debba fermare un attimo a riflettere su quella che sta sempre più confermandosi come una vera e propria deriva sociale.

A giugno sono stati dei minorenni ad “attaccare”, nel vero senso del termine, i controllori di un bus Copit in via Pertini e probabilmente qualche sociologo avrebbe dato sicuramente la colpa al loro essere disorientati e disadattati. Oggi, al contrario, sono due persone adulte e qualcun altro potrebbe dire che si tratti di stress da emergenza sanitaria. Io credo invece e lo dico con dispiacere, che si stia parlando, non volendo usare il termine crudo “disobbedienza”, di una vera e propria disaffezione rispetto alle regole e peggio ancora, contro chi è chiamato a farle rispettare. Rimane pertanto ferma la condanna verso chi usa violenza, anche solo verbale, in generale nei confronti di qualunque persona ma ancor più verso quei lavoratori che, per dovere istituzionale, sono chiamati a svolgere un compito, qualcuno direbbe retribuito, sicuramente mal pagato aggiungo, che non prevede necessariamente il dover accettare e subire per forza offese, minacce e aggressioni.

Si deve pertanto lavorare, mi rivolgo non soltanto alle istituzioni ma anche alle rappresentanze parlamentari presenti nel territorio, ad esempio partendo e cercando di recuperare, di correggere, di illustrare meglio e se necessario smentire, il brutto messaggio che è passato in pubblico riguardo alla presunta depenalizzazione del reato di oltraggio. Purtroppo essendo molto decaduto il generale senso civico, in presenza di quella che ritengo essere anche una grave crisi di valori, in troppi oggi si sono auto convinti di potersi permettere anche queste “libertà”.

Ognuno di noi sarebbe facilmente portato a dire che la vera battaglia comincia nel campo della scuola, passando attraverso l’educazione ai giovani, è chiaro a tutti in che periodo ci troviamo e quanto la situazione di emergenza sanitaria certamente non aiuti. Nonostante ciò credo che non ci si debba esimere dal dare, secondo le rispettive prerogative, il proprio piccolo contributo. Non dobbiamo trovare scusanti o delegare perché il problema è divenuto ormai dilagante, urgente e importante abbastanza da non poter più passare inosservato.

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